La storia umana è caratterizzata dall'evoluzione dell'idea di dignità dal mondo premoderno, che nella sua diversità accomuna la cultura greca, romana, al mondo moderno. Nel XVI secolo, periodo caratterizzato dall'Umanesimo e dal Rinascimento, si poneva al centro la persona umana e se ne valorizzava la dignità; avviando un processo storico e culturale con la teorizzazione del concetto di dignità umana che verrà in seguito utilizzata politicamente con l'illuminismo giuridico e le rivoluzioni moderne. Nell’epoca premoderna, la dignità non era concepita come valore intrinseco e universale della persona bensì come uno status sociale di autorità che derivava dal ruolo occupato nella comunità o da un valore attribuito a coloro che, con azioni virtuose per il bene della collettività, erano meritevoli di essere considerati superiori agli altri. Nella cultura greca e romana, “la dignità” è intesa come una caratteristica relativa e attiva legata al merito e allo status sociale. Nello specifico nella cultura greca, la dignità era intesa come valore per merito individuale e per capacità di agire secondo la virtù. Il termine dignitas, nella cultura romana, indicava un concetto che comprendeva nobiltà, merito, prestigio sociale, legato spesso alla carica pubblica ricoperta e alla capacità di esercitare il potere con autorità. Invece nel pensiero moderno il concetto di dignità subisce una trasformazione fondamentale; diventa un titolo che ogni essere umano possiede in quanto persona e che può rivendicare poiché destinatario di diritti universali e vincolanti. L'attribuzione di una posizione giuridica che è propria di ogni essere umano in quanto tale, non è più una qualità riconosciuta, perché si accolgono certi valori o comportamenti, ma diviene una caratteristica passiva.
Morire con dignità: il principio di dignità umana tra indisponibilità della vita e autodeterminazione.
CASELLI, ARIANNA
2025/2026
Abstract
La storia umana è caratterizzata dall'evoluzione dell'idea di dignità dal mondo premoderno, che nella sua diversità accomuna la cultura greca, romana, al mondo moderno. Nel XVI secolo, periodo caratterizzato dall'Umanesimo e dal Rinascimento, si poneva al centro la persona umana e se ne valorizzava la dignità; avviando un processo storico e culturale con la teorizzazione del concetto di dignità umana che verrà in seguito utilizzata politicamente con l'illuminismo giuridico e le rivoluzioni moderne. Nell’epoca premoderna, la dignità non era concepita come valore intrinseco e universale della persona bensì come uno status sociale di autorità che derivava dal ruolo occupato nella comunità o da un valore attribuito a coloro che, con azioni virtuose per il bene della collettività, erano meritevoli di essere considerati superiori agli altri. Nella cultura greca e romana, “la dignità” è intesa come una caratteristica relativa e attiva legata al merito e allo status sociale. Nello specifico nella cultura greca, la dignità era intesa come valore per merito individuale e per capacità di agire secondo la virtù. Il termine dignitas, nella cultura romana, indicava un concetto che comprendeva nobiltà, merito, prestigio sociale, legato spesso alla carica pubblica ricoperta e alla capacità di esercitare il potere con autorità. Invece nel pensiero moderno il concetto di dignità subisce una trasformazione fondamentale; diventa un titolo che ogni essere umano possiede in quanto persona e che può rivendicare poiché destinatario di diritti universali e vincolanti. L'attribuzione di una posizione giuridica che è propria di ogni essere umano in quanto tale, non è più una qualità riconosciuta, perché si accolgono certi valori o comportamenti, ma diviene una caratteristica passiva.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/104609