The thesis offers a critical analysis of the myth of legal neutrality, showing how it stems from a historical and theoretical construction that has taken the male subject as the measure of the universal. By reconstructing the juridical roots of women’s subordination and the ideology of neutrality, the work highlights how modern law has incorporated and reproduced gender hierarchies while concealing them behind the appearance of abstraction and formal equality. Feminist legal theory, in its various articulations, provides the tools to deconstruct this paradigm by exposing the gendered nature of law, the role of stereotypes, the political function of legal language, and the need to replace the liberal abstract subject with categories more attuned to lived reality, such as vulnerability. The analysis of Italian constitutional jurisprudence and of key areas such as criminal law, labour law, and care work shows how false neutrality continues to generate structural discrimination. Within this framework, CEDAW emerges as an institutional response capable of challenging the ideology of neutrality by imposing positive obligations on States and promoting a transformative approach to women’s rights. Its implementation in Italy, though marked by delays and resistance, represents a bridge between feminist legal theory and institutional practice. The thesis ultimately argues for the need for a genuinely inclusive legal model, capable of recognising and addressing the asymmetries that apparent neutrality has historically concealed.

La tesi analizza criticamente il mito della neutralità del diritto, mostrando come esso sia il prodotto di una costruzione storica e teorica che ha assunto il soggetto maschile come misura dell’universale. Attraverso una ricostruzione delle radici giuridiche dell’inferiorità femminile e dell’ideologia della neutralità, il lavoro evidenzia come il diritto moderno abbia incorporato e riprodotto gerarchie di genere, occultandole dietro l’apparenza dell’astrazione e dell’eguaglianza formale. Il giusfemminismo, nelle sue diverse articolazioni teoriche, offre gli strumenti per decostruire tale paradigma, mettendo in luce il carattere sessuato del diritto, il ruolo degli stereotipi, la funzione politica del linguaggio giuridico e la necessità di sostituire il soggetto liberale astratto con categorie più aderenti alla realtà, come quella di vulnerabilità. L’analisi della giurisprudenza costituzionale italiana e di settori chiave come il diritto penale, il lavoro e la cura mostra come la falsa neutralità continui a produrre discriminazioni strutturali. In questo quadro, la CEDAW emerge come risposta istituzionale capace di scardinare l’ideologia della neutralità, imponendo agli Stati obblighi positivi e un approccio trasformativo ai diritti delle donne. La sua attuazione in Italia, pur segnata da ritardi e resistenze, rappresenta un ponte tra teoria giusfemminista e prassi istituzionale. La tesi sostiene infine la necessità di un modello giuridico realmente inclusivo, capace di riconoscere e correggere le asimmetrie che la neutralità apparente ha storicamente occultato.

Giusfemminismo e critica alla neutralità del diritto

DE FAVERI, ANNA
2025/2026

Abstract

The thesis offers a critical analysis of the myth of legal neutrality, showing how it stems from a historical and theoretical construction that has taken the male subject as the measure of the universal. By reconstructing the juridical roots of women’s subordination and the ideology of neutrality, the work highlights how modern law has incorporated and reproduced gender hierarchies while concealing them behind the appearance of abstraction and formal equality. Feminist legal theory, in its various articulations, provides the tools to deconstruct this paradigm by exposing the gendered nature of law, the role of stereotypes, the political function of legal language, and the need to replace the liberal abstract subject with categories more attuned to lived reality, such as vulnerability. The analysis of Italian constitutional jurisprudence and of key areas such as criminal law, labour law, and care work shows how false neutrality continues to generate structural discrimination. Within this framework, CEDAW emerges as an institutional response capable of challenging the ideology of neutrality by imposing positive obligations on States and promoting a transformative approach to women’s rights. Its implementation in Italy, though marked by delays and resistance, represents a bridge between feminist legal theory and institutional practice. The thesis ultimately argues for the need for a genuinely inclusive legal model, capable of recognising and addressing the asymmetries that apparent neutrality has historically concealed.
2025
Feminist legal theory and criticism of the neutrality of law
La tesi analizza criticamente il mito della neutralità del diritto, mostrando come esso sia il prodotto di una costruzione storica e teorica che ha assunto il soggetto maschile come misura dell’universale. Attraverso una ricostruzione delle radici giuridiche dell’inferiorità femminile e dell’ideologia della neutralità, il lavoro evidenzia come il diritto moderno abbia incorporato e riprodotto gerarchie di genere, occultandole dietro l’apparenza dell’astrazione e dell’eguaglianza formale. Il giusfemminismo, nelle sue diverse articolazioni teoriche, offre gli strumenti per decostruire tale paradigma, mettendo in luce il carattere sessuato del diritto, il ruolo degli stereotipi, la funzione politica del linguaggio giuridico e la necessità di sostituire il soggetto liberale astratto con categorie più aderenti alla realtà, come quella di vulnerabilità. L’analisi della giurisprudenza costituzionale italiana e di settori chiave come il diritto penale, il lavoro e la cura mostra come la falsa neutralità continui a produrre discriminazioni strutturali. In questo quadro, la CEDAW emerge come risposta istituzionale capace di scardinare l’ideologia della neutralità, imponendo agli Stati obblighi positivi e un approccio trasformativo ai diritti delle donne. La sua attuazione in Italia, pur segnata da ritardi e resistenze, rappresenta un ponte tra teoria giusfemminista e prassi istituzionale. La tesi sostiene infine la necessità di un modello giuridico realmente inclusivo, capace di riconoscere e correggere le asimmetrie che la neutralità apparente ha storicamente occultato.
Giusfemminismo
Neutralità
Inclusione giuridica
CEDAW
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/104619