Negli sport di squadra field-based, il monitoraggio del carico esterno tramite sistemi di tracciamento (GPS e ottici) è fondamentale per ottimizzare la prestazione e prevenire gli infortuni. Tuttavia, l'impiego predominante di soglie di velocità assolute per definire l'High-Speed Running (HSR) e lo Sprint genera errori sistematici, sottostimando lo sforzo massimale dei giocatori più lenti e sovrastimando il carico dei più veloci. Questa revisione sistematica è stata condotta sul database PubMed, includendo 8 studi sperimentali su atleti maschi adulti, selezionati a seguito di screening di titolo, abstract e full text. Gli articoli inclusi affrontano il dibattito metodologico sulla quantificazione del carico, mettendo in luce le criticità dei modelli a parametro singolo e proponendo approcci di individualizzazione avanzati. L'obiettivo di questa revisione è confrontare le soglie assolute con quelle relative proposte dagli autori nel campo degli sport di squadra field-based. Nello specifico, gli studi analizzati valutano l'efficacia dell'"approccio combinato", una metodologia che integra metriche metaboliche (come la Velocità Aerobica Massima) per delineare le zone di HSR e metriche puramente meccaniche (come il picco di velocità in gara) per circoscrivere lo Sprint. La revisione indaga come questo approccio restituisca un profilo locomotorio più aderente alle reali caratteristiche fisiche dell'atleta rispetto ai tradizionali parametri fissi preimpostati dai software. I risultati indicano che l'individualizzazione meccanica dello Sprint è universalmente indispensabile, sebbene ai massimi livelli agonistici (élite) l'individualizzazione dell'HSR possa risultare meno determinante a causa della potenziale forte omogeneità aerobica delle rose. Dal punto di vista clinico, l'esposizione allo sprint relativo mostra una chiara relazione "a U" con gli infortuni: volumi cronicamente bilanciati assumono un ruolo protettivo (specialmente per i giocatori più lenti), mentre picchi acuti improvvisi (ACWR > 2.0) restano rischiosi per tutti. In conclusione, la letteratura suggerisce un utilizzo sinergico: le soglie assolute restano utili per valutare le richieste tattiche generali, ma quelle relative rappresentano il gold standard per quantificare il reale stress interno e guidare i protocolli di Return to Play. Ciò impone al preparatore atletico di agire come vero analista critico della prestazione, cucendo attivamente i carichi sul reale motore biologico di ogni singolo atleta.

Return to Play e High Speed Running: il ruolo dei GPS negli sport di squadra

CAVINATO, ANDREA
2025/2026

Abstract

Negli sport di squadra field-based, il monitoraggio del carico esterno tramite sistemi di tracciamento (GPS e ottici) è fondamentale per ottimizzare la prestazione e prevenire gli infortuni. Tuttavia, l'impiego predominante di soglie di velocità assolute per definire l'High-Speed Running (HSR) e lo Sprint genera errori sistematici, sottostimando lo sforzo massimale dei giocatori più lenti e sovrastimando il carico dei più veloci. Questa revisione sistematica è stata condotta sul database PubMed, includendo 8 studi sperimentali su atleti maschi adulti, selezionati a seguito di screening di titolo, abstract e full text. Gli articoli inclusi affrontano il dibattito metodologico sulla quantificazione del carico, mettendo in luce le criticità dei modelli a parametro singolo e proponendo approcci di individualizzazione avanzati. L'obiettivo di questa revisione è confrontare le soglie assolute con quelle relative proposte dagli autori nel campo degli sport di squadra field-based. Nello specifico, gli studi analizzati valutano l'efficacia dell'"approccio combinato", una metodologia che integra metriche metaboliche (come la Velocità Aerobica Massima) per delineare le zone di HSR e metriche puramente meccaniche (come il picco di velocità in gara) per circoscrivere lo Sprint. La revisione indaga come questo approccio restituisca un profilo locomotorio più aderente alle reali caratteristiche fisiche dell'atleta rispetto ai tradizionali parametri fissi preimpostati dai software. I risultati indicano che l'individualizzazione meccanica dello Sprint è universalmente indispensabile, sebbene ai massimi livelli agonistici (élite) l'individualizzazione dell'HSR possa risultare meno determinante a causa della potenziale forte omogeneità aerobica delle rose. Dal punto di vista clinico, l'esposizione allo sprint relativo mostra una chiara relazione "a U" con gli infortuni: volumi cronicamente bilanciati assumono un ruolo protettivo (specialmente per i giocatori più lenti), mentre picchi acuti improvvisi (ACWR > 2.0) restano rischiosi per tutti. In conclusione, la letteratura suggerisce un utilizzo sinergico: le soglie assolute restano utili per valutare le richieste tattiche generali, ma quelle relative rappresentano il gold standard per quantificare il reale stress interno e guidare i protocolli di Return to Play. Ciò impone al preparatore atletico di agire come vero analista critico della prestazione, cucendo attivamente i carichi sul reale motore biologico di ogni singolo atleta.
2025
Return to Play and High Speed Running: The Role of GPS in Team Sports
Return to Play
High Speed Running
GPS
Sport di squadra
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/104660