L’Additive Manufacturing si sta affermando come processo produttivo chiave per la realizzazione di componenti metallici destinati ad applicazioni strutturali. Il presente lavoro si propone di analizzare inizialmente le principali tecnologie di stampa 3D (come PBF, DED e BJ), evidenziandone le caratteristiche peculiari e le proprietà di resistenza statica ottenibili su materiali di primario interesse industriale, quali leghe di titanio, acciai e leghe di alluminio. Il nucleo centrale del lavoro è dedicato allo studio del comportamento a fatica dei materiali prodotti mediante queste tecnologie. Sono stati individuati i principali fattori critici che influenzano la vita utile del componente, tra cui la rugosità superficiale, la porosità residua e i trattamenti termici post-processo. Infine, è stato condotto un confronto diretto tra le curve di fatica dei materiali additivi e quelle delle controparti ottenute tramite processi tradizionali. L'analisi evidenzia come, sebbene le proprietà statiche dei componenti AM siano spesso elevate, la resistenza a fatica risulti fortemente dipendente dal controllo dei difetti di processo e dalla finitura superficiale, elementi determinanti per garantire prestazioni equivalenti agli standard convenzionali.
Resistenza statica e a fatica di componenti ottenuti da stampa 3D
CUMAN, GABRIELE
2025/2026
Abstract
L’Additive Manufacturing si sta affermando come processo produttivo chiave per la realizzazione di componenti metallici destinati ad applicazioni strutturali. Il presente lavoro si propone di analizzare inizialmente le principali tecnologie di stampa 3D (come PBF, DED e BJ), evidenziandone le caratteristiche peculiari e le proprietà di resistenza statica ottenibili su materiali di primario interesse industriale, quali leghe di titanio, acciai e leghe di alluminio. Il nucleo centrale del lavoro è dedicato allo studio del comportamento a fatica dei materiali prodotti mediante queste tecnologie. Sono stati individuati i principali fattori critici che influenzano la vita utile del componente, tra cui la rugosità superficiale, la porosità residua e i trattamenti termici post-processo. Infine, è stato condotto un confronto diretto tra le curve di fatica dei materiali additivi e quelle delle controparti ottenute tramite processi tradizionali. L'analisi evidenzia come, sebbene le proprietà statiche dei componenti AM siano spesso elevate, la resistenza a fatica risulti fortemente dipendente dal controllo dei difetti di processo e dalla finitura superficiale, elementi determinanti per garantire prestazioni equivalenti agli standard convenzionali.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/104703