L’Unione Europea rappresenta uno dei mercati più aperti agli investimenti esteri diretti a livello internazionale. Tale apertura, che si evince dalle stesse norme dei Trattati istitutivi in materia di libera circolazione dei capitali, è sicuramente in parte attribuibile ai numerosi benefici che gli investimenti in questione apportano allo sviluppo e al progresso economico e tecnologico dell’Unione. Tuttavia, alla luce degli sviluppi sul piano geopolitico ed economico internazionale, l’esigenza di tutelare la sicurezza e l’ordine pubblico di Stati membri e Unione ha acquisito negli ultimi anni una crescente rilevanza. In particolare, l’aumento di investimenti esteri diretti provenienti dalla Repubblica Popolare Cinese ha destato non poche preoccupazioni tra gli Stati membri. Preoccupazioni dovute anzitutto ai destinatari di tali investimenti, ossia imprese dell’Unione attive in settori considerati strategici e critici per la sicurezza dei Paesi membri e dell’Unione nel suo complesso. Inoltre, si è osservato che tali operazioni sono spesso realizzate da investitori esteri che operano sotto l’influenza del governo del Paese di appartenenza e perseguono le politiche elaborate da quest’ultimo. È proprio al fine di bilanciare da un lato il mantenimento di un regime liberalizzante in materia di investimenti esteri diretti e dall’altro l’esigenza di tutelare la sicurezza e l’ordine pubblico, che nel marzo 2019 l’Unione Europea ha adottato un regolamento che istituisce un quadro per il controllo degli investimenti esteri diretti in entrata nel suo territorio: il Regolamento (UE) 2019/452. Il presente lavoro di tesi illustra anzitutto l’inquadramento giuridico della materia degli investimenti esteri diretti nel diritto dell’Unione, in particolare il suo inserimento nell’ambito della politica commerciale comune dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona. In seguito, viene analizzato il quadro istituito dal regolamento, del quale si evidenziano gli obiettivi perseguiti, l’ambito applicativo, gli obblighi posti in capo agli Stati membri e l’istituzione di un meccanismo di cooperazione tra i Paesi membri e tra questi e la Commissione. Oltre alle disposizioni fondamentali della normativa, sono stati approfonditi alcuni studi che hanno individuato numerosi limiti e criticità del regolamento. Tra questi ultimi si rinviene l’eccessiva frammentazione esistente tra i meccanismi nazionali di controllo degli investimenti nei vari Stati membri, le criticità riscontrate nel funzionamento del meccanismo di cooperazione, la portata limitata dei poteri attribuiti alla Commissione. È sulla base di tali criticità e delle raccomandazioni raccolte che la Commissione ha presentato nel gennaio del 2024 una proposta di emendamento del Regolamento (UE) 2019/452, proposta che mira ad armonizzare maggiormente le normative nazionali relative al controllo degli investimenti esteri e a rafforzare la cooperazione prevista dal regolamento. L’analisi riportata mira ad evidenziare le modifiche più significative contenute nella Proposta, in particolare quelle volte ad affrontare le criticità segnalate.
Il controllo degli investimenti esteri diretti nell'Unione Europea
LARCHER, CHIARA
2025/2026
Abstract
L’Unione Europea rappresenta uno dei mercati più aperti agli investimenti esteri diretti a livello internazionale. Tale apertura, che si evince dalle stesse norme dei Trattati istitutivi in materia di libera circolazione dei capitali, è sicuramente in parte attribuibile ai numerosi benefici che gli investimenti in questione apportano allo sviluppo e al progresso economico e tecnologico dell’Unione. Tuttavia, alla luce degli sviluppi sul piano geopolitico ed economico internazionale, l’esigenza di tutelare la sicurezza e l’ordine pubblico di Stati membri e Unione ha acquisito negli ultimi anni una crescente rilevanza. In particolare, l’aumento di investimenti esteri diretti provenienti dalla Repubblica Popolare Cinese ha destato non poche preoccupazioni tra gli Stati membri. Preoccupazioni dovute anzitutto ai destinatari di tali investimenti, ossia imprese dell’Unione attive in settori considerati strategici e critici per la sicurezza dei Paesi membri e dell’Unione nel suo complesso. Inoltre, si è osservato che tali operazioni sono spesso realizzate da investitori esteri che operano sotto l’influenza del governo del Paese di appartenenza e perseguono le politiche elaborate da quest’ultimo. È proprio al fine di bilanciare da un lato il mantenimento di un regime liberalizzante in materia di investimenti esteri diretti e dall’altro l’esigenza di tutelare la sicurezza e l’ordine pubblico, che nel marzo 2019 l’Unione Europea ha adottato un regolamento che istituisce un quadro per il controllo degli investimenti esteri diretti in entrata nel suo territorio: il Regolamento (UE) 2019/452. Il presente lavoro di tesi illustra anzitutto l’inquadramento giuridico della materia degli investimenti esteri diretti nel diritto dell’Unione, in particolare il suo inserimento nell’ambito della politica commerciale comune dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona. In seguito, viene analizzato il quadro istituito dal regolamento, del quale si evidenziano gli obiettivi perseguiti, l’ambito applicativo, gli obblighi posti in capo agli Stati membri e l’istituzione di un meccanismo di cooperazione tra i Paesi membri e tra questi e la Commissione. Oltre alle disposizioni fondamentali della normativa, sono stati approfonditi alcuni studi che hanno individuato numerosi limiti e criticità del regolamento. Tra questi ultimi si rinviene l’eccessiva frammentazione esistente tra i meccanismi nazionali di controllo degli investimenti nei vari Stati membri, le criticità riscontrate nel funzionamento del meccanismo di cooperazione, la portata limitata dei poteri attribuiti alla Commissione. È sulla base di tali criticità e delle raccomandazioni raccolte che la Commissione ha presentato nel gennaio del 2024 una proposta di emendamento del Regolamento (UE) 2019/452, proposta che mira ad armonizzare maggiormente le normative nazionali relative al controllo degli investimenti esteri e a rafforzare la cooperazione prevista dal regolamento. L’analisi riportata mira ad evidenziare le modifiche più significative contenute nella Proposta, in particolare quelle volte ad affrontare le criticità segnalate.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/104738