La cardiomiopatia aritmogena (ACM) è una malattia genetica rara e principale causa di morte cardiaca improvvisa nei giovani e negli atleti. Attualmente, non esistono terapie efficaci per contrastare la progressione della malattia, che comporta la sostituzione del tessuto miocardico con tessuto fibroadiposo. Questo processo è guidato principalmente dai precursori fibroadipogenici cardiaci (cFAPs). Lo studio esamina l’efficacia del farmaco pan-inibitore delle istone-deacetilasi (givinostat), nel limitare la proliferazione e la differenziazione delle cFAP. Utilizzando un modello murino transgenico di ACM (Tg-hQ) che sovraesprime la mutazione DSG2 p.Q558, è stato osservato un aumento delle cFAP rispetto ai controlli WT. Givinostat ha ridotto la proliferazione sia delle cFAPS isolate da Tg-hQ che da WT. Inoltre, ha inibito il differenziamento delle cFAP in adipociti in condizioni pro-adipogeniche e ha ridotto l'espressione dei regolatori chiave legati alla formazione del tessuto adiposo (Pparg, Cebpa, Adipoq). In condizioni pro-fibrotiche, ha diminuito l’espressione di geni che codificano componenti della matrice extracellulare (Col1a1, Col6a1, Postn). Questi risultati indicano che givinostat può modulare la proliferazione e differenziazione delle cFAP in vitro, suggerendo il suo potenziale terapeutico contro la progressione dell’ACM, sebbene siano necessari ulteriori studi in vivo.
Givinostat inibisce il differenziamento in vitro dei precursori fibroadipogenici cardiaci da un modello murino di cardiomiopatia aritmogena
BACCARO, GIULIA
2025/2026
Abstract
La cardiomiopatia aritmogena (ACM) è una malattia genetica rara e principale causa di morte cardiaca improvvisa nei giovani e negli atleti. Attualmente, non esistono terapie efficaci per contrastare la progressione della malattia, che comporta la sostituzione del tessuto miocardico con tessuto fibroadiposo. Questo processo è guidato principalmente dai precursori fibroadipogenici cardiaci (cFAPs). Lo studio esamina l’efficacia del farmaco pan-inibitore delle istone-deacetilasi (givinostat), nel limitare la proliferazione e la differenziazione delle cFAP. Utilizzando un modello murino transgenico di ACM (Tg-hQ) che sovraesprime la mutazione DSG2 p.Q558, è stato osservato un aumento delle cFAP rispetto ai controlli WT. Givinostat ha ridotto la proliferazione sia delle cFAPS isolate da Tg-hQ che da WT. Inoltre, ha inibito il differenziamento delle cFAP in adipociti in condizioni pro-adipogeniche e ha ridotto l'espressione dei regolatori chiave legati alla formazione del tessuto adiposo (Pparg, Cebpa, Adipoq). In condizioni pro-fibrotiche, ha diminuito l’espressione di geni che codificano componenti della matrice extracellulare (Col1a1, Col6a1, Postn). Questi risultati indicano che givinostat può modulare la proliferazione e differenziazione delle cFAP in vitro, suggerendo il suo potenziale terapeutico contro la progressione dell’ACM, sebbene siano necessari ulteriori studi in vivo.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/104879