Nowadays, the decarbonization of the industrial sector represents one of the main challenges for achieving the climate targets set by the European Union, particularly with regard to hard-to-abate industries, which are characterized by technical, economic, and structural difficulties in reducing their greenhouse gas emissions. In Italy, approximately 700 companies operate in these sectors and play a fundamental role in the national economy: they contribute about 5% of Italy’s GDP and employ around 1.25 million workers, accounting for 5.6% of total employment. One of the solutions developed by the European Union to reduce emissions is the EU Emissions Trading System (EU ETS), based on the cap-and-trade principle, which imposes a maximum limit on CO₂ emissions and allows companies to buy or sell emission allowances according to their actual emissions. The objective is to limit the emissions produced by more than 10,000 installations and to ensure a progressive reduction of the emissions cap, leading to a consequent increase in the CO₂ price over time. In order to maintain the competitiveness of hard-to-abate industries in Italy and prevent the relocation of their activities to countries with less stringent climate policies, Eni and Snam are developing the Ravenna Carbon Capture and Storage (CCS) project, aimed at reducing emissions from these plants by exploiting the large storage capacity of depleted natural gas fields in the Adriatic Sea. This project will enable the development of a new national industrial value chain, capable of generating a value of approximately €30 billion and more than 17,000 jobs between 2026 and 2050. In the long term, CCS costs are expected to become more economically competitive than the purchase of allowances under the EU ETS, thereby ensuring the competitiveness of hard-to-abate industries. Finally, the Ravenna hub is positioned as one of the largest CO₂ storage sites in the world and as a reference facility for the Mediterranean region.

Al giorno d’oggi la decarbonizzazione del settore industriale rappresenta una delle principali sfide per il raggiungimento degli obiettivi climatici fissati dall’Unione Europea, in particolare delle industrie hard-to-abate, caratterizzati da difficoltà tecniche, economiche e strutturali nella riduzione delle proprie emissioni di gas serra. In Italia sono presenti 700 aziende appartenenti a tali settori che assumono un ruolo fondamentale per l’economia nazionale: esse contribuiscono per circa il 5% del PIL italiano e impiegano circa 1.25 milioni di lavoratori, pari al 5.6% dell’occupazione complessiva. Una delle soluzioni sviluppate dall’UE, per la riduzione delle emissioni, è il sistema EU, basato sul principio del cap-and-trade che impone un tetto massimo alle emissioni di CO2 e consente alle imprese di acquistare o vendere quote di emissione in funzione delle proprie emissioni effettive. L’obiettivo è limitare le emissioni prodotte da oltre 10 mila impianti e prevede una progressiva riduzione del tetto massimo, con un conseguente aumento del prezzo della CO2 nel tempo. Al fine di mantenere competitive le industrie hard-to-abate in Italia ed evitare la delocalizzazione delle loro attività in altri Paesi con politiche climatiche meno stringenti, Eni e Snam stanno sviluppando il progetto di cattura e stoccaggio della CO2 (CCS) di Ravenna, con lo scopo di ridurre le emissioni di tali impianti sfruttando la grande capacità dei giacimenti di gas naturale esauriti dell’Adriatico. Tale progetto consentirà di sviluppare una nuova filiera industriale nazionale, capace di generare, tra il 2026 e il 2050, un valore pari a 30 miliardi di euro e oltre 17 mila posti di lavoro. Nel lungo periodo, inoltre, i costi della CCS diventeranno economicamente più convenienti rispetto all’acquisto delle quote nel sistema ETS, garantendo la competitività delle industrie hard-to-abate. L’hub di Ravenna si configura infine come uno dei siti più grandi al mondo per lo stoccaggio della CO2 e come impianto di riferimento per il Mediterraneo.

Il progetto di Cattura e Sequestro della CO2 (CCS) a Ravenna: un'analisi tecnico-economica

BALDIN, ANDREA
2025/2026

Abstract

Nowadays, the decarbonization of the industrial sector represents one of the main challenges for achieving the climate targets set by the European Union, particularly with regard to hard-to-abate industries, which are characterized by technical, economic, and structural difficulties in reducing their greenhouse gas emissions. In Italy, approximately 700 companies operate in these sectors and play a fundamental role in the national economy: they contribute about 5% of Italy’s GDP and employ around 1.25 million workers, accounting for 5.6% of total employment. One of the solutions developed by the European Union to reduce emissions is the EU Emissions Trading System (EU ETS), based on the cap-and-trade principle, which imposes a maximum limit on CO₂ emissions and allows companies to buy or sell emission allowances according to their actual emissions. The objective is to limit the emissions produced by more than 10,000 installations and to ensure a progressive reduction of the emissions cap, leading to a consequent increase in the CO₂ price over time. In order to maintain the competitiveness of hard-to-abate industries in Italy and prevent the relocation of their activities to countries with less stringent climate policies, Eni and Snam are developing the Ravenna Carbon Capture and Storage (CCS) project, aimed at reducing emissions from these plants by exploiting the large storage capacity of depleted natural gas fields in the Adriatic Sea. This project will enable the development of a new national industrial value chain, capable of generating a value of approximately €30 billion and more than 17,000 jobs between 2026 and 2050. In the long term, CCS costs are expected to become more economically competitive than the purchase of allowances under the EU ETS, thereby ensuring the competitiveness of hard-to-abate industries. Finally, the Ravenna hub is positioned as one of the largest CO₂ storage sites in the world and as a reference facility for the Mediterranean region.
2025
The Ravenna Carbon Capture and Storage (CCS): a technical and economic analysis
Al giorno d’oggi la decarbonizzazione del settore industriale rappresenta una delle principali sfide per il raggiungimento degli obiettivi climatici fissati dall’Unione Europea, in particolare delle industrie hard-to-abate, caratterizzati da difficoltà tecniche, economiche e strutturali nella riduzione delle proprie emissioni di gas serra. In Italia sono presenti 700 aziende appartenenti a tali settori che assumono un ruolo fondamentale per l’economia nazionale: esse contribuiscono per circa il 5% del PIL italiano e impiegano circa 1.25 milioni di lavoratori, pari al 5.6% dell’occupazione complessiva. Una delle soluzioni sviluppate dall’UE, per la riduzione delle emissioni, è il sistema EU, basato sul principio del cap-and-trade che impone un tetto massimo alle emissioni di CO2 e consente alle imprese di acquistare o vendere quote di emissione in funzione delle proprie emissioni effettive. L’obiettivo è limitare le emissioni prodotte da oltre 10 mila impianti e prevede una progressiva riduzione del tetto massimo, con un conseguente aumento del prezzo della CO2 nel tempo. Al fine di mantenere competitive le industrie hard-to-abate in Italia ed evitare la delocalizzazione delle loro attività in altri Paesi con politiche climatiche meno stringenti, Eni e Snam stanno sviluppando il progetto di cattura e stoccaggio della CO2 (CCS) di Ravenna, con lo scopo di ridurre le emissioni di tali impianti sfruttando la grande capacità dei giacimenti di gas naturale esauriti dell’Adriatico. Tale progetto consentirà di sviluppare una nuova filiera industriale nazionale, capace di generare, tra il 2026 e il 2050, un valore pari a 30 miliardi di euro e oltre 17 mila posti di lavoro. Nel lungo periodo, inoltre, i costi della CCS diventeranno economicamente più convenienti rispetto all’acquisto delle quote nel sistema ETS, garantendo la competitività delle industrie hard-to-abate. L’hub di Ravenna si configura infine come uno dei siti più grandi al mondo per lo stoccaggio della CO2 e come impianto di riferimento per il Mediterraneo.
decarbonizzazione
tecnologia CCS
competitività
sistema EU ETS
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/104919