L’anidride carbonica (CO₂) è una delle principali componenti dei gas serra antropogenici a lunga permanenza e rappresenta una delle sfide più rilevanti sia per il sistema climatico terrestre sia per lo sviluppo di tecnologie energetiche sostenibili. Tuttavia, in contesti ambientali come quello marziano, la CO₂ non costituisce un sottoprodotto indesiderato, bensì la risorsa chimica più abbondante disponibile. L’atmosfera di Marte è infatti composta per oltre il 95% da CO₂, rendendo questo gas un candidato naturale per processi di conversione chimica ed energetica finalizzati al supporto di missioni di lunga durata. In questo scenario si inserisce il concetto di In-Situ Resource Utilization (ISRU), che mira a sfruttare le risorse locali, quali tra le altre ferro e magnesio, per ridurre la dipendenza dalle forniture terrestri. La conversione della CO₂ in metano tramite la reazione di Sabatier riveste un ruolo centrale, poiché consente di produrre propellente direttamente sul pianeta, utilizzabile sia per la propulsione sia come fonte di energia. La possibilità di catturare, concentrare e convertire la CO₂ in ambiente marziano richiede tuttavia un’analisi approfondita delle tecnologie di separazione e dei vincoli imposti dalle condizioni locali. In parallelo, molte delle soluzioni sviluppate per l’ambiente terrestre trovano analogie e potenziali applicazioni anche nel contesto marziano, poiché le tecnologie di cattura e stoccaggio della CO₂ (CCS) e di valorizzazione del carbonio sulla Terra sono oggi al centro delle strategie di decarbonizzazione. In quest’ottica, lo studio dei processi di cattura e conversione della CO₂ per applicazioni spaziali può fornire indicazioni utili anche per sistemi energetici terrestri avanzati, e viceversa.

Applicazioni di CO2 per l'esplorazione umana di Marte

VIGHINI, EDOARDO
2025/2026

Abstract

L’anidride carbonica (CO₂) è una delle principali componenti dei gas serra antropogenici a lunga permanenza e rappresenta una delle sfide più rilevanti sia per il sistema climatico terrestre sia per lo sviluppo di tecnologie energetiche sostenibili. Tuttavia, in contesti ambientali come quello marziano, la CO₂ non costituisce un sottoprodotto indesiderato, bensì la risorsa chimica più abbondante disponibile. L’atmosfera di Marte è infatti composta per oltre il 95% da CO₂, rendendo questo gas un candidato naturale per processi di conversione chimica ed energetica finalizzati al supporto di missioni di lunga durata. In questo scenario si inserisce il concetto di In-Situ Resource Utilization (ISRU), che mira a sfruttare le risorse locali, quali tra le altre ferro e magnesio, per ridurre la dipendenza dalle forniture terrestri. La conversione della CO₂ in metano tramite la reazione di Sabatier riveste un ruolo centrale, poiché consente di produrre propellente direttamente sul pianeta, utilizzabile sia per la propulsione sia come fonte di energia. La possibilità di catturare, concentrare e convertire la CO₂ in ambiente marziano richiede tuttavia un’analisi approfondita delle tecnologie di separazione e dei vincoli imposti dalle condizioni locali. In parallelo, molte delle soluzioni sviluppate per l’ambiente terrestre trovano analogie e potenziali applicazioni anche nel contesto marziano, poiché le tecnologie di cattura e stoccaggio della CO₂ (CCS) e di valorizzazione del carbonio sulla Terra sono oggi al centro delle strategie di decarbonizzazione. In quest’ottica, lo studio dei processi di cattura e conversione della CO₂ per applicazioni spaziali può fornire indicazioni utili anche per sistemi energetici terrestri avanzati, e viceversa.
2025
Applications of CO₂ for Human Exploration of Mars
Cattura CO2
Marte
propellente
Sabatier
ISRU
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/105023