L’elaborato si dedica alla descrizione della configurazione del Revenge porn come processo discorsivo all’interno del paradigma narrativistico, secondo i riferimenti teorici della Scienza Dialogica. In esso, l’obiettivo si delinea nella promozione di uno scarto paradigmatico da una concezione deterministica del reato (per cui le caratteristiche dell’autore definirebbero la possibilità che venga agita una certa condotta) ad una concezione interazionista, in cui si osservano i processi interattivi che rendono il Revenge porn una configurazione di realtà di senso disponibile a tutti i membri della Comunità. Il primo capitolo ricostruisce lo scenario storico, normativo e tecnologico di riferimento, analizzando le definizioni legislative del Revenge porn, i dispositivi emergenziali e sanzionatori attualmente previsti e i principali contributi teorici che, nella gestione del reato, pongono al centro l’analisi dell’autore e il tentativo di definizione di nessi causali fra chi ha agito violenza e le caratteristiche dell’agito stesso. Tali proposte vengono discusse nei loro limiti sia su un piano teorico-epistemologico (pluralismo teorico, scarsa adeguatezza al piano epistemologico e infondatezza delle teorie innatiste) che su un piano operativo (impossibilità della misura), mettendo in luce la scarsa efficacia nella riduzione dell’esposizione al rischio di recidività. Si fonda, dunque, la necessità di uno scarto paradigmatico che consenta di osservare le oscillazioni del valore d’uso di Revenge porn, governando le interazioni che rendono disponibile l’agito violento. Per consentire al lettore di disporre di una lente osservativa adeguata, nel secondo capitolo vengono introdotti i contributi della Scienza Dialogica, in particolare la Teoria dell’identità dialogica e la Tavola Periodica Semiradiale dei Repertori discorsivi. Nel terzo capitolo, applicando i riferimenti teorici sopra citati, si analizzano i testi raccolti da fonti giuridiche (gli articoli del Codice Penale dell’Ordinamento Italiano), fonti mediatiche (articoli di giornale, social, blog e forum) e resoconti di alcuni autori di Revenge porn coinvolti in percorsi di recupero in Centri per Uomini Autori di Violenza (CUAV). A partire dall’osservazione delle modalità discorsive impiegate per la configurazione del Revenge porn nelle fonti sopra riportate, viene avanzata una proposta di formalizzazione del costrutto. Infine, nelle conclusioni vengono discusse le ricadute operative e metodologiche di un’impostazione che considera il Revenge porn come prodotto dei processi interattivi, delineando possibili sviluppi operativi e di ricerca a partire dall’elaborato di tesi presentato.

Oltre la contrapposizione di genere e l’autore come chiave esplicativa: la configurazione discorsiva del Revenge porn

ZOFFOLI, IRENE
2025/2026

Abstract

L’elaborato si dedica alla descrizione della configurazione del Revenge porn come processo discorsivo all’interno del paradigma narrativistico, secondo i riferimenti teorici della Scienza Dialogica. In esso, l’obiettivo si delinea nella promozione di uno scarto paradigmatico da una concezione deterministica del reato (per cui le caratteristiche dell’autore definirebbero la possibilità che venga agita una certa condotta) ad una concezione interazionista, in cui si osservano i processi interattivi che rendono il Revenge porn una configurazione di realtà di senso disponibile a tutti i membri della Comunità. Il primo capitolo ricostruisce lo scenario storico, normativo e tecnologico di riferimento, analizzando le definizioni legislative del Revenge porn, i dispositivi emergenziali e sanzionatori attualmente previsti e i principali contributi teorici che, nella gestione del reato, pongono al centro l’analisi dell’autore e il tentativo di definizione di nessi causali fra chi ha agito violenza e le caratteristiche dell’agito stesso. Tali proposte vengono discusse nei loro limiti sia su un piano teorico-epistemologico (pluralismo teorico, scarsa adeguatezza al piano epistemologico e infondatezza delle teorie innatiste) che su un piano operativo (impossibilità della misura), mettendo in luce la scarsa efficacia nella riduzione dell’esposizione al rischio di recidività. Si fonda, dunque, la necessità di uno scarto paradigmatico che consenta di osservare le oscillazioni del valore d’uso di Revenge porn, governando le interazioni che rendono disponibile l’agito violento. Per consentire al lettore di disporre di una lente osservativa adeguata, nel secondo capitolo vengono introdotti i contributi della Scienza Dialogica, in particolare la Teoria dell’identità dialogica e la Tavola Periodica Semiradiale dei Repertori discorsivi. Nel terzo capitolo, applicando i riferimenti teorici sopra citati, si analizzano i testi raccolti da fonti giuridiche (gli articoli del Codice Penale dell’Ordinamento Italiano), fonti mediatiche (articoli di giornale, social, blog e forum) e resoconti di alcuni autori di Revenge porn coinvolti in percorsi di recupero in Centri per Uomini Autori di Violenza (CUAV). A partire dall’osservazione delle modalità discorsive impiegate per la configurazione del Revenge porn nelle fonti sopra riportate, viene avanzata una proposta di formalizzazione del costrutto. Infine, nelle conclusioni vengono discusse le ricadute operative e metodologiche di un’impostazione che considera il Revenge porn come prodotto dei processi interattivi, delineando possibili sviluppi operativi e di ricerca a partire dall’elaborato di tesi presentato.
2025
Beyond gender opposition and the author as an explanatory key: the discursive configuration of Revenge Porn
Revenge porn
Autore di violenza
Processi interattivi
Scienza Dialogica
Linguaggio
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/105135