Il tabagismo rappresenta il principale fattore di rischio modificabile per la salute ed è responsabile di oltre sette milioni di decessi ogni anno a livello globale. In ambito cardiovascolare svolge un ruolo determinante nello sviluppo e nella progressione della malattia aterosclerotica. Nei soggetti ad alto rischio cardiovascolare o con cardiopatia conclamata, la cessazione del fumo costituisce pertanto un intervento cardine, sia in prevenzione primaria sia in prevenzione secondaria. Nonostante i benefici della cessazione siano ampiamente documentati, molti pazienti continua a fumare anche dopo la diagnosi di patologia cardiovascolare. Tale fenomeno è in larga misura attribuibile alla dipendenza da nicotina, una condizione patologica sostenuta da complessi meccanismi neurobiologici caratterizzata da andamento cronico-recidivante. Esistono percorsi di disassuefazione strutturati che integrano interventi comportamentali e terapie farmacologiche, dimostratisi efficaci nella popolazione generale. Tuttavia, le evidenze relative alla loro efficacia nei pazienti ad alto rischio cardiovascolare rimangono ancora limitate, in particolare nel follow-up a lungo termine. Scopo dello studio L'obiettivo di questo lavoro di tesi è valutare l'efficacia a lungo termine degli interventi per la cessazione del fumo condotti tra il 2011 e 2025 presso l’Ambulatorio Trattamento Tabagismo (ATT) della US di Cardiologia riabilitativa (UOC Medicina dello sport e dell’Esercizio Fisico della AULSS 3). In particolare, la tesi si propone di analizzare i tassi di recidiva e il consolidamento dell’astinenza sul lungo periodo (fino a 14 anni) in una popolazione ad alto rischio cardiovascolare trattati in un setting specialistico di secondo livello. Lo studio ha previsto il ricontatto telefonico dei pazienti precedentemente trattati, con somministrazione di questionari strutturati finalizzati alla raccolta sistematica dei dati clinici e comportamentali di interesse. I dati sono stati integrati con la valutazione iniziale fatta in occasione della presa in carico presso l’ATT che comprende l’anamnesi clinica e socio-demografica, grado di dipendenza (FTND), livelli di monossido di carbonio e fattori ambientali, oltre alla prescrizione personalizzata di terapia farmacologica (NRT, vareniclina, citisina, bupropione). I pazienti sono stati classificati in sottogruppi in funzione dello stato tabagico: astinenza continuativa, insuccesso iniziale, recidiva o cessazione tardiva. Risultati Sono stati contattati 313 soggetti, di cui 145 classificati ad alto rischio cardiovascolare o con patologia cardiovascolare diagnosticata. Tra questi, il 56,6% ha cessato il fumo durante il percorso terapeutico. Al follow-up, il 29,0% risultava stabilmente astinente, mentre il 27,6% aveva presentato una recidiva. Una parte di chi non aveva inizialmente smesso ha successivamente cessato il consumo tabagico. Il percorso multidisciplinare si è dimostrato efficace nel favorire la cessazione iniziale anche in pazienti clinicamente complessi. Tuttavia, il mantenimento dell’astinenza nel lungo periodo rappresenta la principale criticità, con numerose ricadute, soprattutto nel primo anno. I dati sottolineano l’importanza di follow-up prolungati e interventi di supporto continuativo per migliorare gli esiti clinici nei soggetti ad alto rischio cardiovascolare.
Efficacia a lungo termine di un percorso strutturato di trattamento del tabagismo in pazienti ad alto rischio cardiovascolare
PIAZZON, DANIELE
2025/2026
Abstract
Il tabagismo rappresenta il principale fattore di rischio modificabile per la salute ed è responsabile di oltre sette milioni di decessi ogni anno a livello globale. In ambito cardiovascolare svolge un ruolo determinante nello sviluppo e nella progressione della malattia aterosclerotica. Nei soggetti ad alto rischio cardiovascolare o con cardiopatia conclamata, la cessazione del fumo costituisce pertanto un intervento cardine, sia in prevenzione primaria sia in prevenzione secondaria. Nonostante i benefici della cessazione siano ampiamente documentati, molti pazienti continua a fumare anche dopo la diagnosi di patologia cardiovascolare. Tale fenomeno è in larga misura attribuibile alla dipendenza da nicotina, una condizione patologica sostenuta da complessi meccanismi neurobiologici caratterizzata da andamento cronico-recidivante. Esistono percorsi di disassuefazione strutturati che integrano interventi comportamentali e terapie farmacologiche, dimostratisi efficaci nella popolazione generale. Tuttavia, le evidenze relative alla loro efficacia nei pazienti ad alto rischio cardiovascolare rimangono ancora limitate, in particolare nel follow-up a lungo termine. Scopo dello studio L'obiettivo di questo lavoro di tesi è valutare l'efficacia a lungo termine degli interventi per la cessazione del fumo condotti tra il 2011 e 2025 presso l’Ambulatorio Trattamento Tabagismo (ATT) della US di Cardiologia riabilitativa (UOC Medicina dello sport e dell’Esercizio Fisico della AULSS 3). In particolare, la tesi si propone di analizzare i tassi di recidiva e il consolidamento dell’astinenza sul lungo periodo (fino a 14 anni) in una popolazione ad alto rischio cardiovascolare trattati in un setting specialistico di secondo livello. Lo studio ha previsto il ricontatto telefonico dei pazienti precedentemente trattati, con somministrazione di questionari strutturati finalizzati alla raccolta sistematica dei dati clinici e comportamentali di interesse. I dati sono stati integrati con la valutazione iniziale fatta in occasione della presa in carico presso l’ATT che comprende l’anamnesi clinica e socio-demografica, grado di dipendenza (FTND), livelli di monossido di carbonio e fattori ambientali, oltre alla prescrizione personalizzata di terapia farmacologica (NRT, vareniclina, citisina, bupropione). I pazienti sono stati classificati in sottogruppi in funzione dello stato tabagico: astinenza continuativa, insuccesso iniziale, recidiva o cessazione tardiva. Risultati Sono stati contattati 313 soggetti, di cui 145 classificati ad alto rischio cardiovascolare o con patologia cardiovascolare diagnosticata. Tra questi, il 56,6% ha cessato il fumo durante il percorso terapeutico. Al follow-up, il 29,0% risultava stabilmente astinente, mentre il 27,6% aveva presentato una recidiva. Una parte di chi non aveva inizialmente smesso ha successivamente cessato il consumo tabagico. Il percorso multidisciplinare si è dimostrato efficace nel favorire la cessazione iniziale anche in pazienti clinicamente complessi. Tuttavia, il mantenimento dell’astinenza nel lungo periodo rappresenta la principale criticità, con numerose ricadute, soprattutto nel primo anno. I dati sottolineano l’importanza di follow-up prolungati e interventi di supporto continuativo per migliorare gli esiti clinici nei soggetti ad alto rischio cardiovascolare.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/105334