Introduction : Liver cirrhosis and portal hypertension are progressive and clinically heterogeneous conditions, associated with a variable risk of complications such as hepatic decompensation, esophageal varices, and mortality. In this context, it is essential to have reliable diagnostic and prognostic tools to improve risk stratification and guide therapeutic decision-making. Aim of the study: Splenomegaly is a frequent finding in patients with liver cirrhosis; however, its true prognostic value has not yet been systematically investigated. The aim of this study was to analyze the predictive ability of ultrasonographic measurements of splenic diameter, considered both individually and in their changes over time, in relation to the development of hepatic decompensation and overall survival in cirrhotic patients. Data were collected retrospectively from a total of 189 subjects with compensated liver cirrhosis. All included patients had a Child–Pugh score of A5–6. Results: At baseline evaluation and during follow-up, the presence of esophageal varices, portal hypertensive gastropathy, and portosystemic shunts was more frequent in patients with splenomegaly. Severe splenomegaly (>15 cm) proved to be a strong predictor of both mortality (HR = 4.22; 95% CI 1.60–11.1) and hepatic decompensation (HR = 11.0; 95% CI 4.32–27.9). Furthermore, a progressive increase in spleen size over time was independently associated with an increased risk of decompensation (HR = 2.01; 95% CI 1.08–3.74). Conclusions: Both baseline assessment and longitudinal monitoring of spleen size proved to be capable of predicting unfavorable clinical outcomes in patients with liver cirrhosis. In particular, not only the baseline measurement but also the changes observed over time provide relevant prognostic information, enabling early identification of individuals at higher risk of decompensation and reduced survival. Serial ultrasonographic measurement of splenic diameter may therefore represent a simple, repeatable, and non-invasive tool that can be easily implemented in routine clinical practice. This approach allows for more accurate prognostic stratification of cirrhotic patients, promoting closer monitoring and timely adjustment of therapeutic strategies and follow-up programs.

Introduzione: La cirrosi epatica e l’ipertensione portale sono condizioni progressive e clinicamente eterogenee, associate a un rischio variabile di complicanze come scompenso epatico, varici esofagee e mortalità. In questo scenario, è fondamentale disporre di strumenti diagnostici e prognostici affidabili per migliorare la stratificazione del rischio e orientare le decisioni terapeutiche Scopo dello studio: la splenomegalia rappresenta un riscontro frequente nei pazienti affetti da cirrosi epatica; tuttavia, il suo reale valore prognostico non è stato ancora approfondito in modo sistematico. L’obiettivo di questo studio è stato quello di analizzare la capacità predittiva delle misurazioni ecografiche del diametro splenico, considerate sia singolarmente sia nel loro andamento nel tempo, in relazione allo sviluppo di scompenso epatico e alla sopravvivenza globale nei pazienti cirrotici. I dati sono stati raccolti in modo retrospettivo su un totale di 189 soggetti con cirrosi epatica in fase compensata. Tutti i pazienti inclusi presentavano un punteggio Child–Pugh pari a A5–6. Risultati : Alla valutazione iniziale e nel corso del follow-up, la presenza di varici esofagee, gastropatia congestizia e shunt portosistemici è risultata più frequente nei pazienti con splenomegalia. Una splenomegalia severa (>15 cm) si è dimostrata un forte fattore predittivo sia di mortalità (HR = 4,22; IC 95% 1,60–11,1) sia di scompenso epatico (HR = 11,0; IC 95% 4,32–27,9). Inoltre, un incremento progressivo delle dimensioni della milza nel tempo è risultato indipendentemente associato a un aumento del rischio di scompenso (HR = 2,01; IC 95% 1,08–3,74). Conclusioni : Sia la valutazione iniziale sia il monitoraggio longitudinale delle dimensioni della milza si sono dimostrati in grado di predire esiti clinici sfavorevoli nei pazienti affetti da cirrosi epatica. In particolare, non solo il dato rilevato al basale, ma anche le variazioni osservate nel tempo forniscono informazioni prognostiche rilevanti, consentendo di individuare precocemente i soggetti a maggior rischio di scompenso e ridotta sopravvivenza. La misurazione seriata del diametro splenico mediante ecografia può quindi rappresentare uno strumento semplice, ripetibile e non invasivo, facilmente applicabile nella pratica clinica quotidiana. Questo approccio permette una più accurata stratificazione prognostica dei pazienti cirrotici, favorendo un monitoraggio più attento e un’eventuale modulazione tempestiva delle strategie terapeutiche e dei programmi di follow-up.  

Ruolo prognostico della valutazione ecografica longitudinale del diametro splenico nei pazienti con cirrosi epatica.

MENEL, GIOVANNI
2025/2026

Abstract

Introduction : Liver cirrhosis and portal hypertension are progressive and clinically heterogeneous conditions, associated with a variable risk of complications such as hepatic decompensation, esophageal varices, and mortality. In this context, it is essential to have reliable diagnostic and prognostic tools to improve risk stratification and guide therapeutic decision-making. Aim of the study: Splenomegaly is a frequent finding in patients with liver cirrhosis; however, its true prognostic value has not yet been systematically investigated. The aim of this study was to analyze the predictive ability of ultrasonographic measurements of splenic diameter, considered both individually and in their changes over time, in relation to the development of hepatic decompensation and overall survival in cirrhotic patients. Data were collected retrospectively from a total of 189 subjects with compensated liver cirrhosis. All included patients had a Child–Pugh score of A5–6. Results: At baseline evaluation and during follow-up, the presence of esophageal varices, portal hypertensive gastropathy, and portosystemic shunts was more frequent in patients with splenomegaly. Severe splenomegaly (>15 cm) proved to be a strong predictor of both mortality (HR = 4.22; 95% CI 1.60–11.1) and hepatic decompensation (HR = 11.0; 95% CI 4.32–27.9). Furthermore, a progressive increase in spleen size over time was independently associated with an increased risk of decompensation (HR = 2.01; 95% CI 1.08–3.74). Conclusions: Both baseline assessment and longitudinal monitoring of spleen size proved to be capable of predicting unfavorable clinical outcomes in patients with liver cirrhosis. In particular, not only the baseline measurement but also the changes observed over time provide relevant prognostic information, enabling early identification of individuals at higher risk of decompensation and reduced survival. Serial ultrasonographic measurement of splenic diameter may therefore represent a simple, repeatable, and non-invasive tool that can be easily implemented in routine clinical practice. This approach allows for more accurate prognostic stratification of cirrhotic patients, promoting closer monitoring and timely adjustment of therapeutic strategies and follow-up programs.
2025
Prognostic role of longitudinal ultrasound assessment of splenic diameter in patients with liver cirrhosis
Introduzione: La cirrosi epatica e l’ipertensione portale sono condizioni progressive e clinicamente eterogenee, associate a un rischio variabile di complicanze come scompenso epatico, varici esofagee e mortalità. In questo scenario, è fondamentale disporre di strumenti diagnostici e prognostici affidabili per migliorare la stratificazione del rischio e orientare le decisioni terapeutiche Scopo dello studio: la splenomegalia rappresenta un riscontro frequente nei pazienti affetti da cirrosi epatica; tuttavia, il suo reale valore prognostico non è stato ancora approfondito in modo sistematico. L’obiettivo di questo studio è stato quello di analizzare la capacità predittiva delle misurazioni ecografiche del diametro splenico, considerate sia singolarmente sia nel loro andamento nel tempo, in relazione allo sviluppo di scompenso epatico e alla sopravvivenza globale nei pazienti cirrotici. I dati sono stati raccolti in modo retrospettivo su un totale di 189 soggetti con cirrosi epatica in fase compensata. Tutti i pazienti inclusi presentavano un punteggio Child–Pugh pari a A5–6. Risultati : Alla valutazione iniziale e nel corso del follow-up, la presenza di varici esofagee, gastropatia congestizia e shunt portosistemici è risultata più frequente nei pazienti con splenomegalia. Una splenomegalia severa (>15 cm) si è dimostrata un forte fattore predittivo sia di mortalità (HR = 4,22; IC 95% 1,60–11,1) sia di scompenso epatico (HR = 11,0; IC 95% 4,32–27,9). Inoltre, un incremento progressivo delle dimensioni della milza nel tempo è risultato indipendentemente associato a un aumento del rischio di scompenso (HR = 2,01; IC 95% 1,08–3,74). Conclusioni : Sia la valutazione iniziale sia il monitoraggio longitudinale delle dimensioni della milza si sono dimostrati in grado di predire esiti clinici sfavorevoli nei pazienti affetti da cirrosi epatica. In particolare, non solo il dato rilevato al basale, ma anche le variazioni osservate nel tempo forniscono informazioni prognostiche rilevanti, consentendo di individuare precocemente i soggetti a maggior rischio di scompenso e ridotta sopravvivenza. La misurazione seriata del diametro splenico mediante ecografia può quindi rappresentare uno strumento semplice, ripetibile e non invasivo, facilmente applicabile nella pratica clinica quotidiana. Questo approccio permette una più accurata stratificazione prognostica dei pazienti cirrotici, favorendo un monitoraggio più attento e un’eventuale modulazione tempestiva delle strategie terapeutiche e dei programmi di follow-up.  
splenomegalia
ipertensione portale
cirrosi epatica
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Ruolo prognostico della valutazione ecografica longitudinale del diametro splenico nei pazienti con cirrosi epatica.pdf

accesso aperto

Dimensione 1.77 MB
Formato Adobe PDF
1.77 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/105340