Il presente lavoro propone di analizzare la disciplina del contratto di compravendita, partendo dalla sua nozione e disciplina generale per poi focalizzarsi sulla fattispecie specifica della vendita di cosa futura. Nella prima parte, la tesi si sofferma sulla definizione e sulla natura giuridica della vendita, delineandone gli elementi essenziali e qualificandola come un contratto consensuale che può generare effetti obbligatori. Il cuore della trattazione è dedicato alla vendita di cosa futura, partendo dalla definizione tecnica del bene non ancora venuto ad esistenza e analizzando il fondamento normativo tratto dall'articolo 1472 del Codice Civile. In tale ambito, risulta fondamentale la distinzione dottrinale e pratica tra la emptio rei speratae, legata alla venuta ad esistenza del bene, e la emptio spei, caratterizzata invece da una componente aleatoria. L’analisi prosegue esaminando i rischi e le conseguenze giuridiche derivanti dal mancato avveramento della cosa futura, viene inoltre approfondito il rapporto tra l’obbligazione di fare e il trasferimento automatico del diritto, nonché le dinamiche di nullità, annullabilità e risoluzione che possono colpire il vincolo contrattuale. La tesi considera l'inserimento di clausole tipiche, quali la condizione sospensiva e risolutiva, come strumenti per calibrare l'assetto di interessi tra le parti e rafforzare la tutela del compratore. La sezione finale è dedicata alle applicazioni pratiche di questo istituto, con particolare riguardo alla vendita di immobili da costruire secondo la normativa del Decreto Legislativo 122/2005, alla compravendita di beni agricoli non ancora prodotti e ai beni mobili industriali o artigianali ancora in fase di produzione. Infine si conclude con esempi di casi concreti e orientamenti della giurisprudenza, volti a illustrare l'evoluzione applicativa della materia.
La vendita di cosa futura
FERRARESE, SARA
2025/2026
Abstract
Il presente lavoro propone di analizzare la disciplina del contratto di compravendita, partendo dalla sua nozione e disciplina generale per poi focalizzarsi sulla fattispecie specifica della vendita di cosa futura. Nella prima parte, la tesi si sofferma sulla definizione e sulla natura giuridica della vendita, delineandone gli elementi essenziali e qualificandola come un contratto consensuale che può generare effetti obbligatori. Il cuore della trattazione è dedicato alla vendita di cosa futura, partendo dalla definizione tecnica del bene non ancora venuto ad esistenza e analizzando il fondamento normativo tratto dall'articolo 1472 del Codice Civile. In tale ambito, risulta fondamentale la distinzione dottrinale e pratica tra la emptio rei speratae, legata alla venuta ad esistenza del bene, e la emptio spei, caratterizzata invece da una componente aleatoria. L’analisi prosegue esaminando i rischi e le conseguenze giuridiche derivanti dal mancato avveramento della cosa futura, viene inoltre approfondito il rapporto tra l’obbligazione di fare e il trasferimento automatico del diritto, nonché le dinamiche di nullità, annullabilità e risoluzione che possono colpire il vincolo contrattuale. La tesi considera l'inserimento di clausole tipiche, quali la condizione sospensiva e risolutiva, come strumenti per calibrare l'assetto di interessi tra le parti e rafforzare la tutela del compratore. La sezione finale è dedicata alle applicazioni pratiche di questo istituto, con particolare riguardo alla vendita di immobili da costruire secondo la normativa del Decreto Legislativo 122/2005, alla compravendita di beni agricoli non ancora prodotti e ai beni mobili industriali o artigianali ancora in fase di produzione. Infine si conclude con esempi di casi concreti e orientamenti della giurisprudenza, volti a illustrare l'evoluzione applicativa della materia.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/105594