The paper analyses the origin and historical context of the development of work carried out via digital platforms, a relatively recent phenomenon governed by Directive (EU) 2024/2831. This form of work, which has spread globally following technological transformation and the growing process of digitalization, has favored the emergence of different types of platforms, which use algorithms to organize work activities, establishing the ways in which services are performed. Monitoring systems and/or automated decision-making systems tend to replace the employer's traditional managerial power, configuring a new figure of “algorithmic employer”, capable of exercising powers of control, evaluation and direction. The first doctrinal reflections on the topic of the responsibility to be attributed to the new algorithmic work manager are then analyzed. The discussion then focuses on the qualifying issues related to the correct framing of the employment relationships of individuals operating through digital platforms and through the Foodora case. The decisions of the Court of Turin, the Court of Appeal, and, finally, the Court of Cassation are reconstructed. The analysis continues, on a national level, by examining the case law formed prior to the adoption of the European Directive and, on a comparative level, by studying the Uber case and some emblematic experiences of France, Spain, and Germany. The work and social security protections granted to platform workers based on their legal qualifications are then explored in greater depth, with particular reference to access to the guarantees typical of subordinate employment. The final part of the paper is dedicated to the analysis of Directive (EU) 2024/2831, examining its aims and the historical-institutional context that determined its adoption, as well as its scope and definitions.

L’elaborato va ad analizzare l’origine e il contesto storico di sviluppo del lavoro svolto tramite piattaforme digitali, un fenomeno relativamente recente e disciplinato dalla Direttiva (UE) 2024/2831. Tale forma di lavoro, diffusasi su scala globale in seguito alla trasformazione tecnologica e al crescente processo di digitalizzazione, ha favorito la nascita di diverse tipologie di piattaforme, che utilizzano gli algoritmi per organizzare l’attività lavorativa, stabilendo le modalità di svolgimento della prestazione. I sistemi di monitoraggio e/o i sistemi decisionali automatizzati tendono a sostituire il tradizionale potere direttivo del datore di lavoro, configurando una nuova figura di “datore algoritmico”, capace di esercitare poteri di controllo, valutazione e indirizzo. Vengono quindi analizzate le prime riflessioni dottrinali sul tema della responsabilità da attribuire al nuovo gestore algoritmico di lavoro. La trattazione si concentra poi sui problemi qualificatori relativi al corretto inquadramento del rapporto di lavoro dei soggetti che operano mediante le piattaforme digitali e attraverso il caso Foodora, vengono ricostruite le decisioni del Tribunale di Torino, della Corte d’Appello e, infine, della Corte di Cassazione. L’analisi prosegue, sul piano nazionale, esaminando la giurisprudenza formatasi anteriormente all’adozione della Direttiva Europea e, sul piano comparato, studiando il caso Uber e alcune esperienze emblematiche di Francia, Spagna e Germania. Vengono poi approfondite le tutele lavoristiche e previdenziali riconosciute ai lavoratori delle piattaforme in base alla qualificazione giuridica, con particolare riferimento all’accesso alle garanzie tipiche del lavoro subordinato. L’ultima parte dell’elaborato è dedicata all’analisi della Direttiva (UE) 2024/2831, di cui vengono esaminate le finalità e il contesto storico-istituzionale che ne hanno determinato l’adozione, nonché l’ambito di applicazione e le definizioni fondamentali. Particolare attenzione è riservata al meccanismo presuntivo di qualificazione del rapporto di lavoro e alle disposizioni in materia di gestione algoritmica, anche con riferimento alla tutela della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro. Nell’ordinamento italiano la Direttiva viene recepita con non poche criticità applicative e vengono individuate le possibili soluzioni sulla base delle esperienze maturate in altri ordinamenti europei. L’elaborato si conclude con una riflessione sulle prospettive applicative della Direttiva e sull’impatto che il suo recepimento potrà avere sugli Stati membri, in termini di rafforzamento delle tutele e di armonizzazione delle discipline nazionali.

IL LAVORO TRAMITE PIATTAFORME DIGITALI E LA DIRETTIVA UE 2024/2831

CAMPAGNOLO, LAURA
2025/2026

Abstract

The paper analyses the origin and historical context of the development of work carried out via digital platforms, a relatively recent phenomenon governed by Directive (EU) 2024/2831. This form of work, which has spread globally following technological transformation and the growing process of digitalization, has favored the emergence of different types of platforms, which use algorithms to organize work activities, establishing the ways in which services are performed. Monitoring systems and/or automated decision-making systems tend to replace the employer's traditional managerial power, configuring a new figure of “algorithmic employer”, capable of exercising powers of control, evaluation and direction. The first doctrinal reflections on the topic of the responsibility to be attributed to the new algorithmic work manager are then analyzed. The discussion then focuses on the qualifying issues related to the correct framing of the employment relationships of individuals operating through digital platforms and through the Foodora case. The decisions of the Court of Turin, the Court of Appeal, and, finally, the Court of Cassation are reconstructed. The analysis continues, on a national level, by examining the case law formed prior to the adoption of the European Directive and, on a comparative level, by studying the Uber case and some emblematic experiences of France, Spain, and Germany. The work and social security protections granted to platform workers based on their legal qualifications are then explored in greater depth, with particular reference to access to the guarantees typical of subordinate employment. The final part of the paper is dedicated to the analysis of Directive (EU) 2024/2831, examining its aims and the historical-institutional context that determined its adoption, as well as its scope and definitions.
2025
WORKING VIA DIGITAL PLATFORMS AND EU DIRECTIVE 2024/2831
L’elaborato va ad analizzare l’origine e il contesto storico di sviluppo del lavoro svolto tramite piattaforme digitali, un fenomeno relativamente recente e disciplinato dalla Direttiva (UE) 2024/2831. Tale forma di lavoro, diffusasi su scala globale in seguito alla trasformazione tecnologica e al crescente processo di digitalizzazione, ha favorito la nascita di diverse tipologie di piattaforme, che utilizzano gli algoritmi per organizzare l’attività lavorativa, stabilendo le modalità di svolgimento della prestazione. I sistemi di monitoraggio e/o i sistemi decisionali automatizzati tendono a sostituire il tradizionale potere direttivo del datore di lavoro, configurando una nuova figura di “datore algoritmico”, capace di esercitare poteri di controllo, valutazione e indirizzo. Vengono quindi analizzate le prime riflessioni dottrinali sul tema della responsabilità da attribuire al nuovo gestore algoritmico di lavoro. La trattazione si concentra poi sui problemi qualificatori relativi al corretto inquadramento del rapporto di lavoro dei soggetti che operano mediante le piattaforme digitali e attraverso il caso Foodora, vengono ricostruite le decisioni del Tribunale di Torino, della Corte d’Appello e, infine, della Corte di Cassazione. L’analisi prosegue, sul piano nazionale, esaminando la giurisprudenza formatasi anteriormente all’adozione della Direttiva Europea e, sul piano comparato, studiando il caso Uber e alcune esperienze emblematiche di Francia, Spagna e Germania. Vengono poi approfondite le tutele lavoristiche e previdenziali riconosciute ai lavoratori delle piattaforme in base alla qualificazione giuridica, con particolare riferimento all’accesso alle garanzie tipiche del lavoro subordinato. L’ultima parte dell’elaborato è dedicata all’analisi della Direttiva (UE) 2024/2831, di cui vengono esaminate le finalità e il contesto storico-istituzionale che ne hanno determinato l’adozione, nonché l’ambito di applicazione e le definizioni fondamentali. Particolare attenzione è riservata al meccanismo presuntivo di qualificazione del rapporto di lavoro e alle disposizioni in materia di gestione algoritmica, anche con riferimento alla tutela della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro. Nell’ordinamento italiano la Direttiva viene recepita con non poche criticità applicative e vengono individuate le possibili soluzioni sulla base delle esperienze maturate in altri ordinamenti europei. L’elaborato si conclude con una riflessione sulle prospettive applicative della Direttiva e sull’impatto che il suo recepimento potrà avere sugli Stati membri, in termini di rafforzamento delle tutele e di armonizzazione delle discipline nazionali.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/105603