I disturbi della personalità rappresentano il caso limite dell’imputabilità penale. Collocati in una zona incerta tra normalità e patologia, mettono in crisi i criteri attraverso cui il diritto penale distingue tra soggetti imputabili e non imputabili e interrogano il fondamento stesso del rimprovero penale, che presuppone la capacità dell’individuo di comprendere il significato delle proprie azioni e di autodeterminarsi liberamente. La tesi ricostruisce la disciplina codicistica del vizio di mente, fondata sugli artt. 85, 88 e 89 c.p., nel loro rapporto con l’art. 90 c.p., che esclude la rilevanza degli stati emotivi e passionali. Al centro dell’analisi si colloca la nozione di infermità, categoria priva di una definizione normativa e tradizionalmente affidata al confronto con le scienze psichiatriche. L’elaborato ripercorre quindi l’evoluzione giurisprudenziale in materia, segnata dall’alternarsi di diversi paradigmi scientifici e da orientamenti interpretativi non sempre uniformi, fino all’approdo rappresentato dalla sentenza delle Sezioni Unite Raso del 2005, che ha accolto una lettura funzionale della nozione di infermità e ha consentito di ricomprendere, ammettendo la rilevanza dei disturbi della personalità ai fini del vizio di mente. L'elaborato quindi mostra come la svolta giurisprudenziale segnata dalla decisione Raso abbia inciso non soltanto sull’estensione della nozione di infermità, ma anche sul modo di concepire l’accertamento del vizio di mente. Viene così analizzata la struttura del giudizio di imputabilità, evidenziandone la natura bifasica: fondata, da un lato sull’indagine psicopatologica relativa al funzionamento psichico dell’autore, dall’altro su una valutazione giuridico-normativa sulla capacità di intendere e di volere. In questa prospettiva viene esaminato il ruolo della perizia psichiatrica e il rapporto tra sapere scientifico e decisione giudiziaria, mostrando come, soprattutto nei disturbi della personalità, il giudizio di imputabilità diventi il punto in cui si misura la tensione tra il principio di colpevolezza e le esigenze di prevenzione del sistema punitivo.

Vizio di mente e disturbi della personalità: il caso limite dell'imputabilità

VENDRAME, MILLA
2025/2026

Abstract

I disturbi della personalità rappresentano il caso limite dell’imputabilità penale. Collocati in una zona incerta tra normalità e patologia, mettono in crisi i criteri attraverso cui il diritto penale distingue tra soggetti imputabili e non imputabili e interrogano il fondamento stesso del rimprovero penale, che presuppone la capacità dell’individuo di comprendere il significato delle proprie azioni e di autodeterminarsi liberamente. La tesi ricostruisce la disciplina codicistica del vizio di mente, fondata sugli artt. 85, 88 e 89 c.p., nel loro rapporto con l’art. 90 c.p., che esclude la rilevanza degli stati emotivi e passionali. Al centro dell’analisi si colloca la nozione di infermità, categoria priva di una definizione normativa e tradizionalmente affidata al confronto con le scienze psichiatriche. L’elaborato ripercorre quindi l’evoluzione giurisprudenziale in materia, segnata dall’alternarsi di diversi paradigmi scientifici e da orientamenti interpretativi non sempre uniformi, fino all’approdo rappresentato dalla sentenza delle Sezioni Unite Raso del 2005, che ha accolto una lettura funzionale della nozione di infermità e ha consentito di ricomprendere, ammettendo la rilevanza dei disturbi della personalità ai fini del vizio di mente. L'elaborato quindi mostra come la svolta giurisprudenziale segnata dalla decisione Raso abbia inciso non soltanto sull’estensione della nozione di infermità, ma anche sul modo di concepire l’accertamento del vizio di mente. Viene così analizzata la struttura del giudizio di imputabilità, evidenziandone la natura bifasica: fondata, da un lato sull’indagine psicopatologica relativa al funzionamento psichico dell’autore, dall’altro su una valutazione giuridico-normativa sulla capacità di intendere e di volere. In questa prospettiva viene esaminato il ruolo della perizia psichiatrica e il rapporto tra sapere scientifico e decisione giudiziaria, mostrando come, soprattutto nei disturbi della personalità, il giudizio di imputabilità diventi il punto in cui si misura la tensione tra il principio di colpevolezza e le esigenze di prevenzione del sistema punitivo.
2025
Insanity and personality disorders: The challenging case of the grounds for excluding responsibility
Imputabilità
Vizio di mente
Disturbi
Personalità
Perizia psichiatrica
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/105608