Negli sport di endurance, è fondamentale quantificare oggettivamente la risposta individuale al carico di lavoro esterno per massimizzare gli adattamenti e prevenire un calo delle prestazioni dovuto al sovrallenamento. In questo contesto, l’analisi della variabilità della frequenza cardiaca (HRV) si è dimostrata una metodica non invasiva e affidabile per valutare lo stato di recupero dell’organismo. La presente tesi si pone l’obiettivo di indagare la reale efficacia dell’HRV non solo come indicatore della fatica cumulata, ma anche come parametro per la prescrizione dell’intensità di allenamento in atleti endurance amatoriali e professionisti. Questo parametro ha dimostrato di favorire la personalizzazione dei carichi di lavoro rispetto alle metodiche di programmazione tradizionale inducendo un miglior adattamento fisiologico e un incremento della prestazione pari o in alcuni casi anche superiore alle metodiche di allenamento tradizionali. Tuttavia, l’utilizzo dell’HRV presenta alcuni limiti rappresentati da dall’interpretazione dei suoi valori non sempre immediata e pertanto alcuni autori hanno suggerito di monitorare la tolleranza individuale allo stress attraverso il questionario DALDA oppure basandosi direttamente sul passo gara dell’atleta. In conclusione, l’allenamento basato sull’HRV si è dimostrato uno strumento valido per individualizzare il carico allenante consentendo di ottimizzare gli adattamenti fisiologici. Tuttavia, è consigliabile adottare un approccio multifattoriale, affiancando la misura dell’HRV ad indicatori soggettivi di tolleranza alla fatica.
Ruolo della variabilità della frequenza cardiaca nella prescrizione dell’intensità dell’allenamento negli sport di resistenza
DA ROS, FEDERICO
2025/2026
Abstract
Negli sport di endurance, è fondamentale quantificare oggettivamente la risposta individuale al carico di lavoro esterno per massimizzare gli adattamenti e prevenire un calo delle prestazioni dovuto al sovrallenamento. In questo contesto, l’analisi della variabilità della frequenza cardiaca (HRV) si è dimostrata una metodica non invasiva e affidabile per valutare lo stato di recupero dell’organismo. La presente tesi si pone l’obiettivo di indagare la reale efficacia dell’HRV non solo come indicatore della fatica cumulata, ma anche come parametro per la prescrizione dell’intensità di allenamento in atleti endurance amatoriali e professionisti. Questo parametro ha dimostrato di favorire la personalizzazione dei carichi di lavoro rispetto alle metodiche di programmazione tradizionale inducendo un miglior adattamento fisiologico e un incremento della prestazione pari o in alcuni casi anche superiore alle metodiche di allenamento tradizionali. Tuttavia, l’utilizzo dell’HRV presenta alcuni limiti rappresentati da dall’interpretazione dei suoi valori non sempre immediata e pertanto alcuni autori hanno suggerito di monitorare la tolleranza individuale allo stress attraverso il questionario DALDA oppure basandosi direttamente sul passo gara dell’atleta. In conclusione, l’allenamento basato sull’HRV si è dimostrato uno strumento valido per individualizzare il carico allenante consentendo di ottimizzare gli adattamenti fisiologici. Tuttavia, è consigliabile adottare un approccio multifattoriale, affiancando la misura dell’HRV ad indicatori soggettivi di tolleranza alla fatica.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Da Ros_Federico.pdf
accesso aperto
Dimensione
783.14 kB
Formato
Adobe PDF
|
783.14 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/105674