La prevedibilità dei rendimenti azionari rappresenta una delle questioni centrali della finanza empirica. Comprendere se e in quale misura l’informazione disponibile al tempo t consenta di anticipare i rendimenti futuri Rt+1, ha implicazioni fondamentali sia per la teoria dell’asset pricing, sia per la costruzione di strategie di investimento. Nel corso degli ultimi decenni, la letteratura ha documentato l’esistenza di un vasto insieme di variabili osservabili, denominate Return Predictive Signals (RPS), che mostrano capacità predittive sui rendimenti futuri delle attività finanziarie. Tali segnali includono indicatori di natura contabile, variabili di mercato, misure tecniche e indicatori di comportamento degli investitori. In questo contesto, Kelly e Pruitt, 2020 introducono il framework dei Portafogli Principali (PP) partendo dall’idea che, se i segnali contengono informazione predittiva, essa debba riflettersi in una struttura sistematica di prevedibilità incrociata tra titoli. Questa informazione viene sintetizzata in una matrice di previsione Π, la cui decomposizione spettrale consente di estrarre portafogli ortogonali ordinati per contenuto informativo. I portafogli principali rappresentano quindi strategie lineari ottimali che massimizzano la prevedibilità dei rendimenti, fornendo una sintesi parsimoniosa dell’informazione contenuta in un ampio insieme di RPS. L’analisi di questa tesi è quindi centrata sull’utilizzo dei segnali per prevedere i rendimenti e, avvalendosi dell’esperimento di Kelly e Pruitt, 2020, dimostra se l’utilizzo di questi è utile ed efficace per la prevedibilità sia dei rendimenti statunitensi che dei rendimenti europei. Infatti in letteratura esistono diversi articoli che sostengono che il contesto istituzionale europeo sia diverso dal quello americano, con conseguenti implicazioni per la trasmissione dell’informazione ai prezzi e quindi per l’efficienza dei segnali 1predittivi di rendimento. Il Capitolo 1 introduce il framework metodologico alla base dell’analisi, definendo formalmente la matrice di previsione Π, che sintetizza l’informazione contenuta nei segnali predittivi e la struttura di prevedibilità incrociata tra titoli (Kelly e Pruitt, 2020). Successivamente, si analizza il ruolo delle strategie lineari e si presenta la costruzione dei Portafogli Principali (PP) attraverso la decomposizione spettrale della matrice Π. Vengono inoltre discussi l’interpretazione economica dei PP in termini di componenti alpha e beta, la decomposizione simmetrica e il legame con le strategie predittive ottimali. Il capitolo si conclude con l’analisi delle strategie simmetriche (PEP). Il Capitolo 2 descrive i dati utilizzati, includendo la costruzione dei segnali predittivi, le fonti informative, i criteri di selezione del campione e le procedure di pulizia e allineamento temporale. Inoltre verranno esposte le analisi descrittive preliminari, esaminando le proprietà statistiche dei segnali. Il Capitolo 3 illustra la traduzione del codice originale di Kelly e Pruitt, 2020 da Matlab a R, evidenziando le scelte implementative e le verifiche di coerenza. Successivamente vengono replicate le principali figure e tabelle, e viene fornita un’interpretazione dettagliata dei risultati. Il Capitolo 4 estende l’analisi a sottocampioni USA ed Europa, confrontando le differenze nella prevedibilità dei rendimenti. Nella conclusione varranno riportati infine i principali risultati derivanti dall’analisi.

Utilizzo dei segnali nella previsione dei rendimenti: un confronto fra Stati Uniti ed Europa

DI BIASE, EMANUELA
2025/2026

Abstract

La prevedibilità dei rendimenti azionari rappresenta una delle questioni centrali della finanza empirica. Comprendere se e in quale misura l’informazione disponibile al tempo t consenta di anticipare i rendimenti futuri Rt+1, ha implicazioni fondamentali sia per la teoria dell’asset pricing, sia per la costruzione di strategie di investimento. Nel corso degli ultimi decenni, la letteratura ha documentato l’esistenza di un vasto insieme di variabili osservabili, denominate Return Predictive Signals (RPS), che mostrano capacità predittive sui rendimenti futuri delle attività finanziarie. Tali segnali includono indicatori di natura contabile, variabili di mercato, misure tecniche e indicatori di comportamento degli investitori. In questo contesto, Kelly e Pruitt, 2020 introducono il framework dei Portafogli Principali (PP) partendo dall’idea che, se i segnali contengono informazione predittiva, essa debba riflettersi in una struttura sistematica di prevedibilità incrociata tra titoli. Questa informazione viene sintetizzata in una matrice di previsione Π, la cui decomposizione spettrale consente di estrarre portafogli ortogonali ordinati per contenuto informativo. I portafogli principali rappresentano quindi strategie lineari ottimali che massimizzano la prevedibilità dei rendimenti, fornendo una sintesi parsimoniosa dell’informazione contenuta in un ampio insieme di RPS. L’analisi di questa tesi è quindi centrata sull’utilizzo dei segnali per prevedere i rendimenti e, avvalendosi dell’esperimento di Kelly e Pruitt, 2020, dimostra se l’utilizzo di questi è utile ed efficace per la prevedibilità sia dei rendimenti statunitensi che dei rendimenti europei. Infatti in letteratura esistono diversi articoli che sostengono che il contesto istituzionale europeo sia diverso dal quello americano, con conseguenti implicazioni per la trasmissione dell’informazione ai prezzi e quindi per l’efficienza dei segnali 1predittivi di rendimento. Il Capitolo 1 introduce il framework metodologico alla base dell’analisi, definendo formalmente la matrice di previsione Π, che sintetizza l’informazione contenuta nei segnali predittivi e la struttura di prevedibilità incrociata tra titoli (Kelly e Pruitt, 2020). Successivamente, si analizza il ruolo delle strategie lineari e si presenta la costruzione dei Portafogli Principali (PP) attraverso la decomposizione spettrale della matrice Π. Vengono inoltre discussi l’interpretazione economica dei PP in termini di componenti alpha e beta, la decomposizione simmetrica e il legame con le strategie predittive ottimali. Il capitolo si conclude con l’analisi delle strategie simmetriche (PEP). Il Capitolo 2 descrive i dati utilizzati, includendo la costruzione dei segnali predittivi, le fonti informative, i criteri di selezione del campione e le procedure di pulizia e allineamento temporale. Inoltre verranno esposte le analisi descrittive preliminari, esaminando le proprietà statistiche dei segnali. Il Capitolo 3 illustra la traduzione del codice originale di Kelly e Pruitt, 2020 da Matlab a R, evidenziando le scelte implementative e le verifiche di coerenza. Successivamente vengono replicate le principali figure e tabelle, e viene fornita un’interpretazione dettagliata dei risultati. Il Capitolo 4 estende l’analisi a sottocampioni USA ed Europa, confrontando le differenze nella prevedibilità dei rendimenti. Nella conclusione varranno riportati infine i principali risultati derivanti dall’analisi.
2025
Use of signals in return forecasting: a comparison between the United States and Europe
Segnali
Previsione
Europa
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/105772