Il presente elaborato si propone di offrire un’analisi sistematica ed organica del fenomeno mafioso in Italia muovendo dalle sue origini storiche sino ad arrivare alle sue più recenti manifestazioni contemporanee, ponendo particolare attenzione sul comportamento di tali forme di criminalità al di fuori dei contesti tradizionalmente interessati dal fenomeno. Il primo capitolo è dedicato alla ricostruzione storica del fenomeno mafioso a partire dalla seconda metà XIX secolo fino all’epoca attuale, offrendo una disamina che spazia dalle tradizionali declinazioni del fenomeno alle più recenti formazioni autoctone e di matrice straniera. Il secondo capitolo analizza la risposta normativa approntata dall’ordinamento giuridico al fenomeno mafioso ricostruendo il quadro legislativo italiano dalla prima metà del Novecento, giungendo all’introduzione dell’art. 416-bis c.p. mediante la legge n. 646 del 1982 (c.d. legge Rognoni-La Torre) e ai successivi interventi modificativi e integrativi sino all’emanazione del d.lgs. n. 159 del 2011 (c.d. Codice antimafia). In tale contesto, vengono altresì esaminati organismi di contrasto al fenomeno sia a livello nazionale – con riferimento, in particolare, alla Direzione Distrettuale Antimafia e alla Direzione Nazionale Antimafia – sia in ambito sovranazionale. Il terzo capitolo si concentra sull’analisi che costituisce, ad oggi, l’unico caso di fenomeno mafioso autoctono sviluppatosi nel Nord Italia: la Mala del Brenta. Dopo una sintetica ricognizione del contesto criminale veneto del secondo dopoguerra, l’elaborato esamina la genesi e l’evoluzione del gruppo criminale sino alla sua graduale trasformazione da piccolo gruppo di banditi locali a vera e propria organizzazione di tipo mafioso. L’elaborato prosegue analizzando le peculiari modalità che hanno condotto allo scioglimento della Mala, rectius, Mafia del Brenta quale diretta conseguenza della collaborazione con l’Autorità giudiziaria del suo unico vertice, Felice Maniero. Tale collaborazione assumerà un ruolo dirimente nell’ambito del procedimento penale noto come “processo Rialto”, il cui iter si concluderà con la pronuncia della sentenza destinata a sancire la dissoluzione dell’organizzazione criminale in esame, nonché a riconoscere definitivamente la natura mafiosa di tale sodalizio. In conclusione, l’ultimo capitolo del presente lavoro propone un’analisi dell’attuale assetto della criminalità organizzata nel territorio veneto alla luce delle sue più recenti evoluzioni.

L'associazione a delinquere di tipo mafioso nel Nord Italia: il caso Mala del Brenta

SPEZZAMONTE, BENEDETTA
2025/2026

Abstract

Il presente elaborato si propone di offrire un’analisi sistematica ed organica del fenomeno mafioso in Italia muovendo dalle sue origini storiche sino ad arrivare alle sue più recenti manifestazioni contemporanee, ponendo particolare attenzione sul comportamento di tali forme di criminalità al di fuori dei contesti tradizionalmente interessati dal fenomeno. Il primo capitolo è dedicato alla ricostruzione storica del fenomeno mafioso a partire dalla seconda metà XIX secolo fino all’epoca attuale, offrendo una disamina che spazia dalle tradizionali declinazioni del fenomeno alle più recenti formazioni autoctone e di matrice straniera. Il secondo capitolo analizza la risposta normativa approntata dall’ordinamento giuridico al fenomeno mafioso ricostruendo il quadro legislativo italiano dalla prima metà del Novecento, giungendo all’introduzione dell’art. 416-bis c.p. mediante la legge n. 646 del 1982 (c.d. legge Rognoni-La Torre) e ai successivi interventi modificativi e integrativi sino all’emanazione del d.lgs. n. 159 del 2011 (c.d. Codice antimafia). In tale contesto, vengono altresì esaminati organismi di contrasto al fenomeno sia a livello nazionale – con riferimento, in particolare, alla Direzione Distrettuale Antimafia e alla Direzione Nazionale Antimafia – sia in ambito sovranazionale. Il terzo capitolo si concentra sull’analisi che costituisce, ad oggi, l’unico caso di fenomeno mafioso autoctono sviluppatosi nel Nord Italia: la Mala del Brenta. Dopo una sintetica ricognizione del contesto criminale veneto del secondo dopoguerra, l’elaborato esamina la genesi e l’evoluzione del gruppo criminale sino alla sua graduale trasformazione da piccolo gruppo di banditi locali a vera e propria organizzazione di tipo mafioso. L’elaborato prosegue analizzando le peculiari modalità che hanno condotto allo scioglimento della Mala, rectius, Mafia del Brenta quale diretta conseguenza della collaborazione con l’Autorità giudiziaria del suo unico vertice, Felice Maniero. Tale collaborazione assumerà un ruolo dirimente nell’ambito del procedimento penale noto come “processo Rialto”, il cui iter si concluderà con la pronuncia della sentenza destinata a sancire la dissoluzione dell’organizzazione criminale in esame, nonché a riconoscere definitivamente la natura mafiosa di tale sodalizio. In conclusione, l’ultimo capitolo del presente lavoro propone un’analisi dell’attuale assetto della criminalità organizzata nel territorio veneto alla luce delle sue più recenti evoluzioni.
2025
The crime of mafia association in Northern Italy: the "Mala del Brenta" case
Fenomeno mafioso
Art. 416-bis c.p.
Mafie autoctone
Mala del Brenta
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/106172