Il presente lavoro non intende soffermarsi dettagliatamente sull’analisi del nesso di causalità nelle sue diverse configurazioni teoriche, né tantomeno ricostruirne l’evoluzione normativa, dottrinale e giurisprudenziale, ma si pone l’obiettivo di offrire una lettura processualmente orientata e critica dell’accertamento di quel rapporto. A tal fine, l’analisi proposta muove dall’ancoraggio costituzionale, a partire dalla presunzione di non colpevolezza, di tale elemento costitutivo del reato nel diritto penale d’evento nonché criterio minimo di imputazione. È poi proposta, secondo una visione d’insieme, una breve disamina avente ad oggetto la configurazione sostanziale del nesso di causalità, anche secondo una prospettiva di diritto comparato. Viene precisato, in particolar modo, che le questioni di diritto sostanziale devono essere calate direttamente nel contesto processuale, come si ricava dal ben noto “paradigma Franzese”. Si giunge, così, al cuore dell’indagine: la prova scientifica, essenziale e irrinunciabile ai fini dell’accertamento del fatto scientifico. Tra i pochi punti fermi e i tanti nodi irrisolti, la riflessione articolata in merito, che trae spunto dalla sentenza Cozzini, è tesa ad una piena valorizzazione del principio del contraddittorio, banco di prova della prova scientifica nonché vero e proprio “luogo costituzionale”, che trova la sua sorgente nella fase dell’ammissione, il suo fulcro in quella dell’assunzione, sino a progredire a cascata illuminando il giudice nella fase della valutazione. Infine, viene rivolto uno sguardo a ciascun segmento processuale nel quale vi è traccia dell’accertamento del nesso causale, e a tale scopo vengono seguite come un faro guida le regole probatorie e di giudizio, vera chiave di lettura di tale problematico fenomeno.
L’ACCERTAMENTO DEL NESSO CAUSALE TRA DIRITTO SOSTANZIALE E PROCESSUALE: PUNTI FERMI E NODI IRRISOLTI
ZANELLATO, GLORIA
2025/2026
Abstract
Il presente lavoro non intende soffermarsi dettagliatamente sull’analisi del nesso di causalità nelle sue diverse configurazioni teoriche, né tantomeno ricostruirne l’evoluzione normativa, dottrinale e giurisprudenziale, ma si pone l’obiettivo di offrire una lettura processualmente orientata e critica dell’accertamento di quel rapporto. A tal fine, l’analisi proposta muove dall’ancoraggio costituzionale, a partire dalla presunzione di non colpevolezza, di tale elemento costitutivo del reato nel diritto penale d’evento nonché criterio minimo di imputazione. È poi proposta, secondo una visione d’insieme, una breve disamina avente ad oggetto la configurazione sostanziale del nesso di causalità, anche secondo una prospettiva di diritto comparato. Viene precisato, in particolar modo, che le questioni di diritto sostanziale devono essere calate direttamente nel contesto processuale, come si ricava dal ben noto “paradigma Franzese”. Si giunge, così, al cuore dell’indagine: la prova scientifica, essenziale e irrinunciabile ai fini dell’accertamento del fatto scientifico. Tra i pochi punti fermi e i tanti nodi irrisolti, la riflessione articolata in merito, che trae spunto dalla sentenza Cozzini, è tesa ad una piena valorizzazione del principio del contraddittorio, banco di prova della prova scientifica nonché vero e proprio “luogo costituzionale”, che trova la sua sorgente nella fase dell’ammissione, il suo fulcro in quella dell’assunzione, sino a progredire a cascata illuminando il giudice nella fase della valutazione. Infine, viene rivolto uno sguardo a ciascun segmento processuale nel quale vi è traccia dell’accertamento del nesso causale, e a tale scopo vengono seguite come un faro guida le regole probatorie e di giudizio, vera chiave di lettura di tale problematico fenomeno.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/106188