This thesis analyzes the complex balance between the worker's fundamental right to privacy and the company's freedom of economic initiative enshrined in Article 41 of the Constitution, highlighting how this balance is being tested by technological evolution and the growing use of digital tools. In an increasingly digitalized work environment, employers have increasingly sophisticated and automated remote control tools, subject to regulatory and case law limitations, while remaining the main risk factors for employee privacy. These new forms of worker monitoring can generate legal, regulatory, and ethical problems, as well as concerns about occupational health and safety, and in particular, workers' mental health. Alongside the legal aspects, the thesis also explores the psychosocial consequences of controls, particularly work-related stress, in light of the 2004 European Framework Agreement. Through an analysis of legislation, case law, and psychological studies on this topic, possible best practices for reconciling the efficiency and productivity needs of companies with the protection of fundamental rights and worker well-being are illustrated.

La presente tesi analizza il complesso bilanciamento tra il diritto fondamentale alla riservatezza del lavoratore e la libertà d’iniziativa economica dell’impresa sancita dall’art. 41 della Costituzione, evidenziando come questo equilibrio sia messo alla prova dall’evoluzione tecnologica e dall’uso crescente di strumenti digitali. In un contesto lavorativo sempre più digitalizzato, il datore di lavoro dispone di strumenti di controllo a distanza sempre più sofisticati e automatizzati, soggetti a limiti normativi e giurisprudenziali, pur restando i principali fattori di rischio per la privacy dei dipendenti. Queste nuove forme di monitoraggio dei lavoratori possono generare problemi giuridici, normativi ed etici, nonché preoccupazioni per quanto riguarda la salute e la sicurezza sul lavoro e, in particolare, la salute mentale dei lavoratori. Accanto agli aspetti giuridici, la tesi esplora anche le conseguenze psicosociali dei controlli, in particolare lo stress lavoro-correlato, alla luce dell’Accordo Quadro Europeo del 2004. Attraverso l’analisi della normativa, della giurisprudenza e degli studi psicologici di questa tematica, vengono illustrate le possibili buone pratiche per conciliare le esigenze di efficienza e produttività dell’impresa con la tutela dei diritti fondamentali e del benessere dei lavoratori.

Diritto alla riservatezza e libertà d’impresa: controlli datoriali e impatti sullo stress lavoro-correlato

DI DIO, ZAIRA
2025/2026

Abstract

This thesis analyzes the complex balance between the worker's fundamental right to privacy and the company's freedom of economic initiative enshrined in Article 41 of the Constitution, highlighting how this balance is being tested by technological evolution and the growing use of digital tools. In an increasingly digitalized work environment, employers have increasingly sophisticated and automated remote control tools, subject to regulatory and case law limitations, while remaining the main risk factors for employee privacy. These new forms of worker monitoring can generate legal, regulatory, and ethical problems, as well as concerns about occupational health and safety, and in particular, workers' mental health. Alongside the legal aspects, the thesis also explores the psychosocial consequences of controls, particularly work-related stress, in light of the 2004 European Framework Agreement. Through an analysis of legislation, case law, and psychological studies on this topic, possible best practices for reconciling the efficiency and productivity needs of companies with the protection of fundamental rights and worker well-being are illustrated.
2025
The right to privacy and freedom of enterprise: employer monitoring and its effects on work-related stress
La presente tesi analizza il complesso bilanciamento tra il diritto fondamentale alla riservatezza del lavoratore e la libertà d’iniziativa economica dell’impresa sancita dall’art. 41 della Costituzione, evidenziando come questo equilibrio sia messo alla prova dall’evoluzione tecnologica e dall’uso crescente di strumenti digitali. In un contesto lavorativo sempre più digitalizzato, il datore di lavoro dispone di strumenti di controllo a distanza sempre più sofisticati e automatizzati, soggetti a limiti normativi e giurisprudenziali, pur restando i principali fattori di rischio per la privacy dei dipendenti. Queste nuove forme di monitoraggio dei lavoratori possono generare problemi giuridici, normativi ed etici, nonché preoccupazioni per quanto riguarda la salute e la sicurezza sul lavoro e, in particolare, la salute mentale dei lavoratori. Accanto agli aspetti giuridici, la tesi esplora anche le conseguenze psicosociali dei controlli, in particolare lo stress lavoro-correlato, alla luce dell’Accordo Quadro Europeo del 2004. Attraverso l’analisi della normativa, della giurisprudenza e degli studi psicologici di questa tematica, vengono illustrate le possibili buone pratiche per conciliare le esigenze di efficienza e produttività dell’impresa con la tutela dei diritti fondamentali e del benessere dei lavoratori.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/106192