La tesi affronta il problema della giustizia contrattuale, contrapponendo il paradigma di c.d. giustizia contrattuale procedurale - incentrato sulla formazione di un consenso libero - a quello di c.d. giustizia contrattuale sostanziale - fondato sull'idea di equilibrio oggettivo del contenuto del contratto. Dall'analisi emerge, che l'approccio relativo a quest'ultimo, sebbene sostenuto da parte della dottrina e manifestatosi in giurisprudenza, entra in tensione con i principi di autonomia privata, di tipicità delle invalidità negoziali e con i limiti all'intervento sul contratto da parte dell'autorità giudiziaria. Adottando la prospettiva della c.d. giustizia contrattuale procedurale, l'analisi si concentra sulla normativa in materia di obblighi informativi. Di essa viene ricostruita la funzione, anche alla luce della clausola generale di buona fede. Emerge un sistema - quello relativo agli obblighi d'informazione - frammentato, in cui l'obbligo di dichiarare il vero stato delle cose di volta in volta considerato è il frutto di una selezione compiuta dalla legge. L'informazione dovuta è quella sufficiente e necessaria, per la formazione di un consenso libero e consapevole, e non quella utile ai fini del riequilibrio dell'accordo. Lo squilibrio tra le prestazioni in sé considerato rimane irrilevante agli occhi dell'ordinamento. Quella, che di giustizia contrattuale l'ordinamento italiano accoglie, è una nozione essenzialmente procedurale.
Gli obblighi informativi nel quadro della giustizia contrattuale.
DUO', MATTEO
2025/2026
Abstract
La tesi affronta il problema della giustizia contrattuale, contrapponendo il paradigma di c.d. giustizia contrattuale procedurale - incentrato sulla formazione di un consenso libero - a quello di c.d. giustizia contrattuale sostanziale - fondato sull'idea di equilibrio oggettivo del contenuto del contratto. Dall'analisi emerge, che l'approccio relativo a quest'ultimo, sebbene sostenuto da parte della dottrina e manifestatosi in giurisprudenza, entra in tensione con i principi di autonomia privata, di tipicità delle invalidità negoziali e con i limiti all'intervento sul contratto da parte dell'autorità giudiziaria. Adottando la prospettiva della c.d. giustizia contrattuale procedurale, l'analisi si concentra sulla normativa in materia di obblighi informativi. Di essa viene ricostruita la funzione, anche alla luce della clausola generale di buona fede. Emerge un sistema - quello relativo agli obblighi d'informazione - frammentato, in cui l'obbligo di dichiarare il vero stato delle cose di volta in volta considerato è il frutto di una selezione compiuta dalla legge. L'informazione dovuta è quella sufficiente e necessaria, per la formazione di un consenso libero e consapevole, e non quella utile ai fini del riequilibrio dell'accordo. Lo squilibrio tra le prestazioni in sé considerato rimane irrilevante agli occhi dell'ordinamento. Quella, che di giustizia contrattuale l'ordinamento italiano accoglie, è una nozione essenzialmente procedurale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/106526