Il seguente lavoro esplora il tema delle cave dismesse come problema di governance territoriale, prendendo come caso studio il comune di Montichiari. L’obiettivo è quello di comprendere il ruolo degli attori sociali e delle entità non umane nei processi di definizione e rinegoziazione del programma d’azione delle istituzioni locali. Il contesto analizzato risulta un esempio emblematico per la forte presenza delle attività di escavazione e per la continuità che si è creata nel tempo tra queste e le pratiche di smaltimento rifiuti. Lo studio si inserisce nell’ambito della sociologia del territorio e mira a ricostruire la vicenda nel corso del tempo, osservando come essa sia stata influenzata dall’interazione di diversi attori. L’analisi avviene attraverso una ricostruzione qualitativa del caso basata su articoli di testate giornalistiche prevalentemente locali. Tramite l’utilizzo dell’Actor-Network-Theory, di Bruno Latour, è stato possibile analizzare il ruolo degli attanti eterogeni – umani e non umani- che partecipano a tale vicenda. L’analisi ha permesso di comprendere come la decisione di utilizzare i ‘vuoti’ lasciati dalle cave dismesse come impianti di gestione di rifiuti, non sia solamente una scelta tecnica, ma rappresenti una traiettoria istituzionalmente strutturata. Inoltre, ha messo in evidenza come la gestione di questi spazi dipenda da una rete sociale complessa, caratterizzata da relazioni, continue negoziazioni e conflitti, attraverso cui il territorio si configura come prodotto di processi sociali e politici.
Riempire vuoti territoriali: ruolo degli attori nella governance delle cave dismesse, il caso di Montichiari
BOSETTI, ALESSIA
2025/2026
Abstract
Il seguente lavoro esplora il tema delle cave dismesse come problema di governance territoriale, prendendo come caso studio il comune di Montichiari. L’obiettivo è quello di comprendere il ruolo degli attori sociali e delle entità non umane nei processi di definizione e rinegoziazione del programma d’azione delle istituzioni locali. Il contesto analizzato risulta un esempio emblematico per la forte presenza delle attività di escavazione e per la continuità che si è creata nel tempo tra queste e le pratiche di smaltimento rifiuti. Lo studio si inserisce nell’ambito della sociologia del territorio e mira a ricostruire la vicenda nel corso del tempo, osservando come essa sia stata influenzata dall’interazione di diversi attori. L’analisi avviene attraverso una ricostruzione qualitativa del caso basata su articoli di testate giornalistiche prevalentemente locali. Tramite l’utilizzo dell’Actor-Network-Theory, di Bruno Latour, è stato possibile analizzare il ruolo degli attanti eterogeni – umani e non umani- che partecipano a tale vicenda. L’analisi ha permesso di comprendere come la decisione di utilizzare i ‘vuoti’ lasciati dalle cave dismesse come impianti di gestione di rifiuti, non sia solamente una scelta tecnica, ma rappresenti una traiettoria istituzionalmente strutturata. Inoltre, ha messo in evidenza come la gestione di questi spazi dipenda da una rete sociale complessa, caratterizzata da relazioni, continue negoziazioni e conflitti, attraverso cui il territorio si configura come prodotto di processi sociali e politici.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/106637