In recent decades, we've seen a significant increase in the types of conditions considered pathologies. This is largely due to the demands of modern society, which push us to lead such frenetic lives that we rarely feel we can afford to be vulnerable. Societal expectations and pressures force us to appear unshakeable, often leading to a growing reliance on medication. However, this approach has proven largely ineffective in the long run. This phenomenon is known as medicalization, the increasing tendency to classify aspects of human behavior as illnesses, often requiring pharmaceutical intervention. Furthermore, our society's performance-driven model emphasizes achieving results quickly, constant competition, and hyper-productivity. These factors have all contributed to the rise of individualism, which has created a starker distinction between "us" and "them." This has eroded the concept of community, fostering a world of distance, and reinforcing the idea that relying on others is a sign of weakness or incompetence, as it supposedly hinders individual self-realization. Given the widespread acceptance that the uncertainty, precariousness, and fast pace of modern life can lead to increased anxiety and stress, it's also become common and normalized to use medication to combat these feelings. This means that, for anxiety disorders and many other mild psychological issues, anxiolytics primarily suppress symptoms rather than addressing the underlying problem. The aim of this thesis is to investigate the social causes behind these phenomena and explore potential alternatives to medication.

Negli ultimi decenni si è assistito ad un ampliamento delle categorie di patologia, dovuto soprattutto ai ritmi moderni della nostra società, i quali ci costringono a condurre una vita talmente frenetica da non poterci mai permettere di essere fragili. Le aspettative e le pressioni sociali ci impongono di essere imperturbabili, spingendoci, inoltre, ad un uso sempre più crescente di farmaci, il quale, però, si è dimostrato poco efficace nel lungo termine. In questo senso si parla di medicalizzazione, intesa come la crescente tendenza a patologizzare aspetti del comportamento umano, i quali spesso richiedono l’intervento farmacologico. Inoltre, il modello performativo che caratterizza la nostra società si basa sul raggiungimento dei risultati nel minor tempo possibile, sulla continua competizione e sull’iper-produttività. Tutti questi fattori hanno di conseguenza contribuito allo sviluppo del fenomeno dell’individualismo, il quale ha portato a una distinzione sempre più netta tra l’io e il voi, ha distrutto il concetto di comunità creando un mondo di distanze e ha rafforzato l’idea che essere dipendenti dagli altri è sintomo di debolezza e incapacità, poiché interferisce con la realizzazione del sé individuale. Se è, dunque, conclamata l’idea che l’incertezza, la precarietà e la frenesia della vita moderna possano provocare un aumento di ansia e stress, è di conseguenza largamente diffuso e normalizzato l’utilizzo di farmaci per contrastarli. Ciò significa che, ad esempio, per i disturbi d’ansia, ma anche per tanti altri disturbi psicologici lievi, l’utilizzo dei farmaci ansiolitici serve perlopiù a sopprimere i sintomi piuttosto che a curare l’effettivo malessere. Lo scopo della tesi è quello di indagare le cause sociali alla radice di questi fenomeni e sulle possibili alternative al farmaco.

Il potere curativo della parola. Sull'inefficienza della soluzione farmacologica nel trattamento dei disturbi d'ansia

TIRETTA, ELENA
2025/2026

Abstract

In recent decades, we've seen a significant increase in the types of conditions considered pathologies. This is largely due to the demands of modern society, which push us to lead such frenetic lives that we rarely feel we can afford to be vulnerable. Societal expectations and pressures force us to appear unshakeable, often leading to a growing reliance on medication. However, this approach has proven largely ineffective in the long run. This phenomenon is known as medicalization, the increasing tendency to classify aspects of human behavior as illnesses, often requiring pharmaceutical intervention. Furthermore, our society's performance-driven model emphasizes achieving results quickly, constant competition, and hyper-productivity. These factors have all contributed to the rise of individualism, which has created a starker distinction between "us" and "them." This has eroded the concept of community, fostering a world of distance, and reinforcing the idea that relying on others is a sign of weakness or incompetence, as it supposedly hinders individual self-realization. Given the widespread acceptance that the uncertainty, precariousness, and fast pace of modern life can lead to increased anxiety and stress, it's also become common and normalized to use medication to combat these feelings. This means that, for anxiety disorders and many other mild psychological issues, anxiolytics primarily suppress symptoms rather than addressing the underlying problem. The aim of this thesis is to investigate the social causes behind these phenomena and explore potential alternatives to medication.
2025
Pharmacological inefficiency in the treatment of anxiety disorders and the healing power of words.
Negli ultimi decenni si è assistito ad un ampliamento delle categorie di patologia, dovuto soprattutto ai ritmi moderni della nostra società, i quali ci costringono a condurre una vita talmente frenetica da non poterci mai permettere di essere fragili. Le aspettative e le pressioni sociali ci impongono di essere imperturbabili, spingendoci, inoltre, ad un uso sempre più crescente di farmaci, il quale, però, si è dimostrato poco efficace nel lungo termine. In questo senso si parla di medicalizzazione, intesa come la crescente tendenza a patologizzare aspetti del comportamento umano, i quali spesso richiedono l’intervento farmacologico. Inoltre, il modello performativo che caratterizza la nostra società si basa sul raggiungimento dei risultati nel minor tempo possibile, sulla continua competizione e sull’iper-produttività. Tutti questi fattori hanno di conseguenza contribuito allo sviluppo del fenomeno dell’individualismo, il quale ha portato a una distinzione sempre più netta tra l’io e il voi, ha distrutto il concetto di comunità creando un mondo di distanze e ha rafforzato l’idea che essere dipendenti dagli altri è sintomo di debolezza e incapacità, poiché interferisce con la realizzazione del sé individuale. Se è, dunque, conclamata l’idea che l’incertezza, la precarietà e la frenesia della vita moderna possano provocare un aumento di ansia e stress, è di conseguenza largamente diffuso e normalizzato l’utilizzo di farmaci per contrastarli. Ciò significa che, ad esempio, per i disturbi d’ansia, ma anche per tanti altri disturbi psicologici lievi, l’utilizzo dei farmaci ansiolitici serve perlopiù a sopprimere i sintomi piuttosto che a curare l’effettivo malessere. Lo scopo della tesi è quello di indagare le cause sociali alla radice di questi fenomeni e sulle possibili alternative al farmaco.
Medicalizzazione
Farmacologizzazione
Terapia della parola
Patologizzazione
Ansia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/106661