This thesis is a personal and family narrative that explores what it means to be a second-generation Albanian in Italy. I use my father’s 1991 diary to connect his difficult migration experience to my own upbringing. I challenge the notion of “seamless integration,” viewing identity instead as a continuous and ever-changing journey. The interviews I conducted reveal the struggles with institutional barriers, the “debt of gratitude” toward parents, and the feeling of being out of place (“third space”). Language—specifically the Kavajë dialect and standard Italian—serves as both an emotional refuge and a social boundary. My research traces the transition from my parents’ “strategy of the silent guest” to my own “transnational European identity,” transforming statistics into stories of genuine “human agency.” I conclude that what may seem like a “half” identity is, in reality, a powerful “double presence,” allowing me to reclaim my family’s history with pride through a multifaceted narrative of belonging.

Questa tesi è un racconto personale e di famiglia che esplora cosa significa essere un'albanese di seconda generazione in Italia. Uso il diario di mio padre del 1991 per collegare la sua difficile esperienza di migrazione alla mia crescita. Metto in discussione l'idea di una "integrazione perfetta", vedendo l'identità come un viaggio continuo e mutevole. Le interviste che ho fatto mostrano le difficoltà con le regole, il senso di dover essere grati ("debt of gratitude") e il sentirsi fuori posto ("third space"). La lingua (il dialetto di Kavajë e l'italiano) è sia un rifugio emotivo che un confine sociale. La ricerca mostra il passaggio dalla "strategia dell'ospite silenzioso" dei miei genitori alla mia "identità europea transnazionale", trasformando i numeri in storie di vera "azione umana". Concludo che quella che sembra una "mezza" identità è in realtà una forte "doppia presenza", permettendomi di riprendere con orgoglio la storia della mia famiglia, ricca di sfaccettature.

Dal sogno italiano all'identità ibrida: l'immigrazione albanese in Italia e l'identità culturale delle seconde generazioni

VEIZI, JULIA
2025/2026

Abstract

This thesis is a personal and family narrative that explores what it means to be a second-generation Albanian in Italy. I use my father’s 1991 diary to connect his difficult migration experience to my own upbringing. I challenge the notion of “seamless integration,” viewing identity instead as a continuous and ever-changing journey. The interviews I conducted reveal the struggles with institutional barriers, the “debt of gratitude” toward parents, and the feeling of being out of place (“third space”). Language—specifically the Kavajë dialect and standard Italian—serves as both an emotional refuge and a social boundary. My research traces the transition from my parents’ “strategy of the silent guest” to my own “transnational European identity,” transforming statistics into stories of genuine “human agency.” I conclude that what may seem like a “half” identity is, in reality, a powerful “double presence,” allowing me to reclaim my family’s history with pride through a multifaceted narrative of belonging.
2025
From the Italian dream to a hybrid identity: Albanian immigration to Italy and the cultural identity of second generations
Questa tesi è un racconto personale e di famiglia che esplora cosa significa essere un'albanese di seconda generazione in Italia. Uso il diario di mio padre del 1991 per collegare la sua difficile esperienza di migrazione alla mia crescita. Metto in discussione l'idea di una "integrazione perfetta", vedendo l'identità come un viaggio continuo e mutevole. Le interviste che ho fatto mostrano le difficoltà con le regole, il senso di dover essere grati ("debt of gratitude") e il sentirsi fuori posto ("third space"). La lingua (il dialetto di Kavajë e l'italiano) è sia un rifugio emotivo che un confine sociale. La ricerca mostra il passaggio dalla "strategia dell'ospite silenzioso" dei miei genitori alla mia "identità europea transnazionale", trasformando i numeri in storie di vera "azione umana". Concludo che quella che sembra una "mezza" identità è in realtà una forte "doppia presenza", permettendomi di riprendere con orgoglio la storia della mia famiglia, ricca di sfaccettature.
Immigrazione
Identità Culturale
Inglese e Italiano
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/106759