La presente tesi analizza il ruolo delle cooperative sociali operanti in ambito penitenziario come strumento di reinserimento sociale e lavorativo delle persone detenute. Muovendo da una riflessione sociologica e criminologica sull’istituzione carceraria, il lavoro si interroga su come il lavoro in carcere, mediato dal Terzo Settore, possa costituire un “ponte” tra la detenzione e il rientro in società. Nel primo capitolo viene delineato l’universo carcerario italiano, attraverso l’analisi dei dati sulla popolazione detenuta, delle tipologie di istituti e dei regimi detentivi, soffermandosi sugli effetti dell’istituzione totale, sui processi di prigionizzazione e sul contrasto tra la funzione retributiva della pena e la sua finalità rieducativa sancita dall’articolo 27 della Costituzione. Il capitolo si conclude con una critica agli approcci positivisti e l’introduzione della Convict Criminology come chiave interpretativa alternativa. Il secondo capitolo approfondisce il modello delle cooperative sociali in carcere, ricostruendone l’evoluzione storica e normativa, con particolare attenzione alla Legge Smuraglia (193/2000). Vengono analizzate le modalità di progettazione e gestione degli interventi in collaborazione con l’amministrazione penitenziaria, distinguendo tra cooperative che operano all’interno degli istituti e percorsi di lavoro esterno e borse lavoro come strumenti di semilibertà e reinserimento. Il terzo capitolo presenta un caso studio qualitativo sulla cooperativa sociale “Voci Erranti” e il suo operato presso il carcere di Saluzzo (CN). Attraverso interviste e l’applicazione dell’approccio della Convict Criminology, vengono esplorate le esperienze dei soggetti coinvolti, le criticità incontrate e l’impatto del lavoro cooperativo sulla quotidianità detentiva e sulle prospettive future dei detenuti.

Le cooperative sociali in carcere: un ponte per il rientro in società.

BURDISSO, MARTINA
2025/2026

Abstract

La presente tesi analizza il ruolo delle cooperative sociali operanti in ambito penitenziario come strumento di reinserimento sociale e lavorativo delle persone detenute. Muovendo da una riflessione sociologica e criminologica sull’istituzione carceraria, il lavoro si interroga su come il lavoro in carcere, mediato dal Terzo Settore, possa costituire un “ponte” tra la detenzione e il rientro in società. Nel primo capitolo viene delineato l’universo carcerario italiano, attraverso l’analisi dei dati sulla popolazione detenuta, delle tipologie di istituti e dei regimi detentivi, soffermandosi sugli effetti dell’istituzione totale, sui processi di prigionizzazione e sul contrasto tra la funzione retributiva della pena e la sua finalità rieducativa sancita dall’articolo 27 della Costituzione. Il capitolo si conclude con una critica agli approcci positivisti e l’introduzione della Convict Criminology come chiave interpretativa alternativa. Il secondo capitolo approfondisce il modello delle cooperative sociali in carcere, ricostruendone l’evoluzione storica e normativa, con particolare attenzione alla Legge Smuraglia (193/2000). Vengono analizzate le modalità di progettazione e gestione degli interventi in collaborazione con l’amministrazione penitenziaria, distinguendo tra cooperative che operano all’interno degli istituti e percorsi di lavoro esterno e borse lavoro come strumenti di semilibertà e reinserimento. Il terzo capitolo presenta un caso studio qualitativo sulla cooperativa sociale “Voci Erranti” e il suo operato presso il carcere di Saluzzo (CN). Attraverso interviste e l’applicazione dell’approccio della Convict Criminology, vengono esplorate le esperienze dei soggetti coinvolti, le criticità incontrate e l’impatto del lavoro cooperativo sulla quotidianità detentiva e sulle prospettive future dei detenuti.
2025
Social co-operative in prison: a plan for reentry into society.
carcere
cooperative sociali
lavoro
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
TESI - Burdisso.pdf

Accesso riservato

Dimensione 789.05 kB
Formato Adobe PDF
789.05 kB Adobe PDF

The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/106875