La presente tesi analizza il progetto “Dall’oblio alla memoria”, un percorso di memoria pubblica svoltosi nel 2025 tra Porto Torres e l’isola Asinara e volto a riportare all’attenzione pubblica la deportazione e l’internamento di cittadini etiopi avvenuti nel 1937 in seguito alla repressione coloniale successiva alla strage di Yekatit 12. L’iniziativa ha coinvolto oltre sessanta membri della diaspora etiope provenienti da diversi paesi, di cui gran parte discendenti diretti delle vittime della deportazione, riuniti per commemorare i propri antenati e per instaurare un dialogo con la società italiana su una pagina di storia coloniale a lungo marginalizzata nel discorso pubblico. La ricerca si colloca all’interno dei critical memory studies e degli studi postcoloniali e decoloniali, e interroga la memoria come campo di conflitti politici e simbolici, in cui si confrontano narrazioni egemoni e contro-memorie. In particolare, la tesi esplora il rapporto tra memoria, spazio e colonialità, analizzando come i luoghi possano diventare dispositivi di potere ma anche spazi di resistenza e ri-significazione. L’isola Asinara viene quindi interpretata come luogo emblematico di una memoria coloniale rimossa, la cui riattivazione produce nuove forme di visibilità, riconoscimento e giustizia. Dal punto di vista metodologico, il lavoro adotta un approccio qualitativo basato sull’osservazione partecipante, interviste discorsive e analisi delle pratiche commemorative anche dal punto di vista visuale. Il caso studio viene esaminato come processo di memory activism diasporico, in cui narrazioni biografiche, archivi familiari e testimonianze intergenerazionali diventano strumenti di costruzione di contro-memorie e di rivendicazione pubblica. L’analisi mostra come la commemorazione delle vittime etiopi, oltre alla sua dimensione simbolico-affettiva, rappresenti una pratica capace di generare dinamiche di place-making e ri-territorializzazione, costruzione di contro-visualità e riparazione epistemica. Il progetto ha evidenziato il ruolo delle comunità diasporiche nel mettere in discussione la white innocence delle politiche della memoria nazionali italiane e nel promuovere processi di giustizia simbolica e riparazione. La ricerca contribuisce così al dibattito sul rapporto tra memoria coloniale, spazio pubblico e pratiche decoloniali nell’Italia contemporanea.
"Dall'oblio alla memoria". Un progetto di ricerca qualitativa con la diaspora etiope all'Asinara.
GHERARDI, GIULIA
2025/2026
Abstract
La presente tesi analizza il progetto “Dall’oblio alla memoria”, un percorso di memoria pubblica svoltosi nel 2025 tra Porto Torres e l’isola Asinara e volto a riportare all’attenzione pubblica la deportazione e l’internamento di cittadini etiopi avvenuti nel 1937 in seguito alla repressione coloniale successiva alla strage di Yekatit 12. L’iniziativa ha coinvolto oltre sessanta membri della diaspora etiope provenienti da diversi paesi, di cui gran parte discendenti diretti delle vittime della deportazione, riuniti per commemorare i propri antenati e per instaurare un dialogo con la società italiana su una pagina di storia coloniale a lungo marginalizzata nel discorso pubblico. La ricerca si colloca all’interno dei critical memory studies e degli studi postcoloniali e decoloniali, e interroga la memoria come campo di conflitti politici e simbolici, in cui si confrontano narrazioni egemoni e contro-memorie. In particolare, la tesi esplora il rapporto tra memoria, spazio e colonialità, analizzando come i luoghi possano diventare dispositivi di potere ma anche spazi di resistenza e ri-significazione. L’isola Asinara viene quindi interpretata come luogo emblematico di una memoria coloniale rimossa, la cui riattivazione produce nuove forme di visibilità, riconoscimento e giustizia. Dal punto di vista metodologico, il lavoro adotta un approccio qualitativo basato sull’osservazione partecipante, interviste discorsive e analisi delle pratiche commemorative anche dal punto di vista visuale. Il caso studio viene esaminato come processo di memory activism diasporico, in cui narrazioni biografiche, archivi familiari e testimonianze intergenerazionali diventano strumenti di costruzione di contro-memorie e di rivendicazione pubblica. L’analisi mostra come la commemorazione delle vittime etiopi, oltre alla sua dimensione simbolico-affettiva, rappresenti una pratica capace di generare dinamiche di place-making e ri-territorializzazione, costruzione di contro-visualità e riparazione epistemica. Il progetto ha evidenziato il ruolo delle comunità diasporiche nel mettere in discussione la white innocence delle politiche della memoria nazionali italiane e nel promuovere processi di giustizia simbolica e riparazione. La ricerca contribuisce così al dibattito sul rapporto tra memoria coloniale, spazio pubblico e pratiche decoloniali nell’Italia contemporanea.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/106889