The following work develops along a theoretical path aimed to describe the dynamics of tension that characterize the contemporary socio-political-economical context; starting from the definition of a nowadays “Empire” in relation to the system of racial neoliberalism, here are described some of the contradictions, limits and abuses through which it operates to promote an idea of Care more and more reserved to a few and based on models of “organized abandonment” that move towards a progressive securitarian management of subjectivities and spaces. Acknowledging that the concept of Care is characterized by an inherent conflictuality that expresses itself through a political battlefield, a second category is therefore analyzed, the “Pirate Carers”, that, on the footsteps of their historical ancestors, starting from the interstices and through acts of solidarity and disobedience, are capable to challenge the Empire thanks to the construction of spaces of possibility to nurture community and to imagine real utopias in areas made more and more suffocating by police control and the constant definition of material and symbolic b(orders). On the basis of this framework, the experience of Spazio Stria in Padua was ultimately identified as a case study. Thanks to its placement and its activities, Stria represented a privileged viewpoint to show how the practices of “pirate caring” here harbored and experimented can be considered as good and disobedient answers in the face of the imposed models of city (and reality) tailored by the Empire.

Il seguente elaborato si articola lungo un percorso teorico che ha l’obiettivo di descrivere alcune delle dinamiche di tensione che caratterizzano il contesto socio-politico-economico contemporaneo; a partire dalla definizione di un moderno “Impero”, con cui si designa il sistema coloniale-capitalista neoliberale, vengono descritte alcune delle contraddizioni, limiti e violenze di cui esso si serve, attraverso le proprie articolazioni, per promuovere un’idea di cura riservata sempre più a pochi e basata su modelli di “abbandono organizzato” orientati a una progressiva privatizzazione e gestione securitaria delle soggettività e degli spazi; preso atto che il concetto di cura è attraversato da una conflittualità intrinseca, la cui espressione si articola pertanto all’interno di un campo di battaglia politico, viene dunque presa in analisi una seconda categoria, quella dei “Pirati della Cura”, che sulla scia dei loro discendenti storici sfidano l’Impero ritrovando, a partire dagli interstizi e attraverso pratiche di solidarietà e disobbedienza, spazi di possibilità per per costruire comunità e immaginare utopie praticabili in contesti resi sempre più soffocanti dalla repressione poliziesca e dalla continua costruzione di confini materiali e simbolici. In riferimento a questo quadro interpretativo è stato infine individuato come caso studio l’esperienza di Spazio Stria a Padova che, in virtù della propria collocazione e delle attività che lo attraversano, ha rappresentato un osservatorio privilegiato per dimostrare come, le pratiche di “cura pirata” che prendono vita al suo interno, possano essere considerate come buone risposte disobbedienti ai modelli di città (e realtà) che l’Impero impone.

Pirati della Cura in un Impero incurante? L’esperienza di Spazio Stria a Padova.

PIRAS, CAMILLA
2025/2026

Abstract

The following work develops along a theoretical path aimed to describe the dynamics of tension that characterize the contemporary socio-political-economical context; starting from the definition of a nowadays “Empire” in relation to the system of racial neoliberalism, here are described some of the contradictions, limits and abuses through which it operates to promote an idea of Care more and more reserved to a few and based on models of “organized abandonment” that move towards a progressive securitarian management of subjectivities and spaces. Acknowledging that the concept of Care is characterized by an inherent conflictuality that expresses itself through a political battlefield, a second category is therefore analyzed, the “Pirate Carers”, that, on the footsteps of their historical ancestors, starting from the interstices and through acts of solidarity and disobedience, are capable to challenge the Empire thanks to the construction of spaces of possibility to nurture community and to imagine real utopias in areas made more and more suffocating by police control and the constant definition of material and symbolic b(orders). On the basis of this framework, the experience of Spazio Stria in Padua was ultimately identified as a case study. Thanks to its placement and its activities, Stria represented a privileged viewpoint to show how the practices of “pirate caring” here harbored and experimented can be considered as good and disobedient answers in the face of the imposed models of city (and reality) tailored by the Empire.
2025
Pirate Carers in an uncaring Empire? The experience of Spazio Stria in Padua.
Il seguente elaborato si articola lungo un percorso teorico che ha l’obiettivo di descrivere alcune delle dinamiche di tensione che caratterizzano il contesto socio-politico-economico contemporaneo; a partire dalla definizione di un moderno “Impero”, con cui si designa il sistema coloniale-capitalista neoliberale, vengono descritte alcune delle contraddizioni, limiti e violenze di cui esso si serve, attraverso le proprie articolazioni, per promuovere un’idea di cura riservata sempre più a pochi e basata su modelli di “abbandono organizzato” orientati a una progressiva privatizzazione e gestione securitaria delle soggettività e degli spazi; preso atto che il concetto di cura è attraversato da una conflittualità intrinseca, la cui espressione si articola pertanto all’interno di un campo di battaglia politico, viene dunque presa in analisi una seconda categoria, quella dei “Pirati della Cura”, che sulla scia dei loro discendenti storici sfidano l’Impero ritrovando, a partire dagli interstizi e attraverso pratiche di solidarietà e disobbedienza, spazi di possibilità per per costruire comunità e immaginare utopie praticabili in contesti resi sempre più soffocanti dalla repressione poliziesca e dalla continua costruzione di confini materiali e simbolici. In riferimento a questo quadro interpretativo è stato infine individuato come caso studio l’esperienza di Spazio Stria a Padova che, in virtù della propria collocazione e delle attività che lo attraversano, ha rappresentato un osservatorio privilegiato per dimostrare come, le pratiche di “cura pirata” che prendono vita al suo interno, possano essere considerate come buone risposte disobbedienti ai modelli di città (e realtà) che l’Impero impone.
confini
spazi interstiziali
Impero
pratiche di cura
disobbedienza
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/106900