Essere donna al Sud. Essere donna del Sud. Cosa significa oggi, nel contesto socio-economico italiano, in cui le migrazioni interne continuano a segnare traiettorie di vita, sebbene in forme diverse rispetto al passato? La storia italiana è da sempre attraversata da una narrazione dominante che ha rappresentato il Meridione come un luogo “arretrato” e “deviante”, e le sue donne come figure passive: chi restava era vista come sottomessa, chi partiva lo faceva spesso al seguito di un uomo o per fuggire da una terra che non le riconosceva agency. Ma cosa raccontano davvero le storie delle donne che migrano? Storie fatte di scelte, contraddizioni, ribellioni silenziose, di ricerca di libertà che sembrava risiedere nel Nord, ma che spesso riemerge proprio nelle radici che si pensava di dover tagliare. Questo progetto di ricerca nasce da una domanda e da un interesse personale, con l’obiettivo di costruire piste di indagine attraverso un approccio scientifico e intersezionale. A partire da una ricostruzione storica dei flussi migratori interni dal secondo dopoguerra a oggi, il lavoro analizza criticamente le narrazioni prodotte intorno a questo fenomeno attraverso una metodologia qualitativa caratterizzata dall'analisi di racconti di vita di otto donne di età compresa tra i 27 e i 38 anni provenienti dalla Puglia che hanno migrato al Nord Italia. Al racconto di vita si affianca una metodologia creativa che include l’utilizzo di fotografie e mappe mentali per esplorare dimensioni non verbali dell’esperienza migratoria. L’obiettivo è duplice: da un lato, decostruire gli stereotipi secondo cui la migrazione è sempre una scelta emancipatoria; dall’altro, interrogarsi sul persistente divario Nord-Sud e sulle sue ricadute simboliche e materiali. Il progetto propone un modello di lettura che integri la storia orale, gli strumenti visuali e l’analisi intersezionale. I risultati non ambiscono a produrre una verità univoca, ma a dare valore alle storie individuali come strumento per far emergere significati condivisi, tensioni e nuovi interrogativi.
Radici e partenze. Una ricerca sulle rotte migratorie interne delle donne del Sud Italia
TESORO, ANNALISA
2025/2026
Abstract
Essere donna al Sud. Essere donna del Sud. Cosa significa oggi, nel contesto socio-economico italiano, in cui le migrazioni interne continuano a segnare traiettorie di vita, sebbene in forme diverse rispetto al passato? La storia italiana è da sempre attraversata da una narrazione dominante che ha rappresentato il Meridione come un luogo “arretrato” e “deviante”, e le sue donne come figure passive: chi restava era vista come sottomessa, chi partiva lo faceva spesso al seguito di un uomo o per fuggire da una terra che non le riconosceva agency. Ma cosa raccontano davvero le storie delle donne che migrano? Storie fatte di scelte, contraddizioni, ribellioni silenziose, di ricerca di libertà che sembrava risiedere nel Nord, ma che spesso riemerge proprio nelle radici che si pensava di dover tagliare. Questo progetto di ricerca nasce da una domanda e da un interesse personale, con l’obiettivo di costruire piste di indagine attraverso un approccio scientifico e intersezionale. A partire da una ricostruzione storica dei flussi migratori interni dal secondo dopoguerra a oggi, il lavoro analizza criticamente le narrazioni prodotte intorno a questo fenomeno attraverso una metodologia qualitativa caratterizzata dall'analisi di racconti di vita di otto donne di età compresa tra i 27 e i 38 anni provenienti dalla Puglia che hanno migrato al Nord Italia. Al racconto di vita si affianca una metodologia creativa che include l’utilizzo di fotografie e mappe mentali per esplorare dimensioni non verbali dell’esperienza migratoria. L’obiettivo è duplice: da un lato, decostruire gli stereotipi secondo cui la migrazione è sempre una scelta emancipatoria; dall’altro, interrogarsi sul persistente divario Nord-Sud e sulle sue ricadute simboliche e materiali. Il progetto propone un modello di lettura che integri la storia orale, gli strumenti visuali e l’analisi intersezionale. I risultati non ambiscono a produrre una verità univoca, ma a dare valore alle storie individuali come strumento per far emergere significati condivisi, tensioni e nuovi interrogativi.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
tesoro_annalisa_tesi_pdf_a.pdf
Accesso riservato
Dimensione
3.03 MB
Formato
Adobe PDF
|
3.03 MB | Adobe PDF |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/106907