Questa tesi vuole indagare in quale modo un corpo danzante, che esegue una performance generata per essere rappresentata dal vivo, nel momento in cui subisce un processo di rimediazione, trasforma le modalità di presenza, di rappresentazione e di conseguenza di visione continuando a produrre senso. Il caso studio preso in considerazione è quello del Tanztheater Wupperal di Pina Bausch e la sua trasposizione cinematografica nel lungometraggio Pina di Wim Wenders con una particolare attenzione alla tecnologia 3D. Partendo dal dialogo tra cinema e danza si mettono in relazione analogie e differenze dei due linguaggi, soffermandosi sul comprendere la screendance e le varie pratiche coreografiche per intendere il modo in cui entrambe abbiano plasmato l’idea di corpo sullo schermo che abbiamo oggi. Nel caso del film Pina, si ritiene importante analizzare le scelte tecnico-stilistiche della regia per indagare come la danza viene riformulata rispetto alla sua fruizione dal vivo, considerando il cinema una pratica di rielaborazione sensibile, non solo come strumento documentaristico. In conclusione, vengono analizzate altre modalità di rappresentazione del Tanztheater nel cinema da parte di vari registi avvalorando l’idea che, nel processo di rimediazione, il corpo oltre ad essere riprodotto viene riadattato ad una forma differente.

Corpi danzanti su schermo: il Tanztheater di Pina Bausch come pratica di rimediazione cinematografica

BUTTAZZO, ALESSIA
2025/2026

Abstract

Questa tesi vuole indagare in quale modo un corpo danzante, che esegue una performance generata per essere rappresentata dal vivo, nel momento in cui subisce un processo di rimediazione, trasforma le modalità di presenza, di rappresentazione e di conseguenza di visione continuando a produrre senso. Il caso studio preso in considerazione è quello del Tanztheater Wupperal di Pina Bausch e la sua trasposizione cinematografica nel lungometraggio Pina di Wim Wenders con una particolare attenzione alla tecnologia 3D. Partendo dal dialogo tra cinema e danza si mettono in relazione analogie e differenze dei due linguaggi, soffermandosi sul comprendere la screendance e le varie pratiche coreografiche per intendere il modo in cui entrambe abbiano plasmato l’idea di corpo sullo schermo che abbiamo oggi. Nel caso del film Pina, si ritiene importante analizzare le scelte tecnico-stilistiche della regia per indagare come la danza viene riformulata rispetto alla sua fruizione dal vivo, considerando il cinema una pratica di rielaborazione sensibile, non solo come strumento documentaristico. In conclusione, vengono analizzate altre modalità di rappresentazione del Tanztheater nel cinema da parte di vari registi avvalorando l’idea che, nel processo di rimediazione, il corpo oltre ad essere riprodotto viene riadattato ad una forma differente.
2025
Dancing bodies on screen: Pina Bausch's Tanztheater as a Practice of Cinematic Remediation
corpo
danza
Pina Bausch
cinema
camera
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/106982