The long-standing relationship between humans and animals is the focus of this study. To understand how European culture has constructed and transmitted a specific conception of animality across the world, this research investigates the processes through which symbolic and cultural meanings associated with non-human alterity have been built. Through an interdisciplinary and comparative approach between Italy and Brazil, the analysis focuses on two emblematic animal figures: the dog, a symbol of domestication and emotional proximity, and the serpent, an image of wild and ambivalent animality. The research is structured into three parts: a theoretical reflection on the role of the animal in Europe, contrasted with a less anthropocentric vision typical of South America; a comparative narrative analysis of Italo Calvino’s Italian Folktales and Câmara Cascudo’s Contos Tradicionais do Brasil; and finally, an experimental section aimed at exploring, through questionnaires and interviews, the contemporary perceptions of a group of young Italians and Brazilians toward animals. The aim is to understand how two different cultures, Italian and Brazilian, can generate imaginaries in which the animal is not merely a reflection of the human, but an active part of a communicative and meaning-making process connected to the experience of living together, from ancient myths to modern narratives. The research seeks to analyse the different Italian and Brazilian symbolic imaginaries and their role in shaping the relationship between humans and animals; to highlight the processes of anthropomorphization that reveal the human need for self-recognition through the other; and to examine two key representations, the dog and the serpent, capable of reflecting, both in the past and today, the ways in which nature, humans, and animals co-participate in the construction of signs, narratives, identities, and relationships.

La lunga relazione che ha visto protagonisti esseri umani e animali è l'oggetto del mio studio. Per comprendere come la cultura europea abbia costruito e trasmesso nel mondo una determinata concezione animale, ho scelto di indagare il processo di costruzione dei significati simbolici e culturali associati all'alterità non umana. Attraverso un approccio interdisciplinare e comparativo tra Italia e Brasile, ho voluto concentrarmi su due figure animali nello specifico: cane, simbolo dell'addomesticamento e serpente, immagine di un'animalità selvatica. La ricerca si articola in tre parti: una riflessione teorica sul ruolo dell’animale in Europa, contrapposta ad una visione non così fortemente antropocentrica come quella presente nell'America del sud; un’analisi narrativa comparata delle "Fiabe Italiane" di Italo Calvino e dei "Contos Tradicionais do Brasil" di Câmara Cascudo; e, infine, una sezione sperimentale il cui obiettivo è indagare, attraverso questionari e interviste, le percezioni contemporanee di un campione di giovani, italiani e brasiliani, nei confronti degli animali. L’obiettivo è comprendere come due differenti culture, quella italiana e brasiliana, possano dare vita a immaginari in cui l’animale non è semplice riflesso dell’umano, a partire dai miti sino alle narrazioni moderne, divenendo parte viva di un processo comunicativo e di significato, connesso al vivere insieme. La ricerca vuole fornire un'analisi dei differenti immaginari simbolici, italiani e brasiliani, e il loro ruolo nella costruzione della relazione tra umano e animale; evidenziare i processi di antropomorfizzazione che rivelano il bisogno umano di riconoscersi nell’altro; esaminare due specifiche rappresentazioni come esempio cardine, quelle del cane e del serpente, in grado di riflettere, oggi come ieri, il modo in cui natura, umani e animali possono co-partecipare alla costruzione di segni, narrazioni, identità e relazioni.

Indagare l’antica relazione fra umani e animali: simbolismi e percezioni contemporanee del cane e del serpente in Italia e Brasile

RICCI, CAMILLA
2025/2026

Abstract

The long-standing relationship between humans and animals is the focus of this study. To understand how European culture has constructed and transmitted a specific conception of animality across the world, this research investigates the processes through which symbolic and cultural meanings associated with non-human alterity have been built. Through an interdisciplinary and comparative approach between Italy and Brazil, the analysis focuses on two emblematic animal figures: the dog, a symbol of domestication and emotional proximity, and the serpent, an image of wild and ambivalent animality. The research is structured into three parts: a theoretical reflection on the role of the animal in Europe, contrasted with a less anthropocentric vision typical of South America; a comparative narrative analysis of Italo Calvino’s Italian Folktales and Câmara Cascudo’s Contos Tradicionais do Brasil; and finally, an experimental section aimed at exploring, through questionnaires and interviews, the contemporary perceptions of a group of young Italians and Brazilians toward animals. The aim is to understand how two different cultures, Italian and Brazilian, can generate imaginaries in which the animal is not merely a reflection of the human, but an active part of a communicative and meaning-making process connected to the experience of living together, from ancient myths to modern narratives. The research seeks to analyse the different Italian and Brazilian symbolic imaginaries and their role in shaping the relationship between humans and animals; to highlight the processes of anthropomorphization that reveal the human need for self-recognition through the other; and to examine two key representations, the dog and the serpent, capable of reflecting, both in the past and today, the ways in which nature, humans, and animals co-participate in the construction of signs, narratives, identities, and relationships.
2025
Investigating the ancient eelationship between humans and animals: symbolisms and contemporary perceptions of the dog and the serpent in Italy and Brazil
La lunga relazione che ha visto protagonisti esseri umani e animali è l'oggetto del mio studio. Per comprendere come la cultura europea abbia costruito e trasmesso nel mondo una determinata concezione animale, ho scelto di indagare il processo di costruzione dei significati simbolici e culturali associati all'alterità non umana. Attraverso un approccio interdisciplinare e comparativo tra Italia e Brasile, ho voluto concentrarmi su due figure animali nello specifico: cane, simbolo dell'addomesticamento e serpente, immagine di un'animalità selvatica. La ricerca si articola in tre parti: una riflessione teorica sul ruolo dell’animale in Europa, contrapposta ad una visione non così fortemente antropocentrica come quella presente nell'America del sud; un’analisi narrativa comparata delle "Fiabe Italiane" di Italo Calvino e dei "Contos Tradicionais do Brasil" di Câmara Cascudo; e, infine, una sezione sperimentale il cui obiettivo è indagare, attraverso questionari e interviste, le percezioni contemporanee di un campione di giovani, italiani e brasiliani, nei confronti degli animali. L’obiettivo è comprendere come due differenti culture, quella italiana e brasiliana, possano dare vita a immaginari in cui l’animale non è semplice riflesso dell’umano, a partire dai miti sino alle narrazioni moderne, divenendo parte viva di un processo comunicativo e di significato, connesso al vivere insieme. La ricerca vuole fornire un'analisi dei differenti immaginari simbolici, italiani e brasiliani, e il loro ruolo nella costruzione della relazione tra umano e animale; evidenziare i processi di antropomorfizzazione che rivelano il bisogno umano di riconoscersi nell’altro; esaminare due specifiche rappresentazioni come esempio cardine, quelle del cane e del serpente, in grado di riflettere, oggi come ieri, il modo in cui natura, umani e animali possono co-partecipare alla costruzione di segni, narrazioni, identità e relazioni.
animali simbolici
interculturalità
narrazioni
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/107033