Questo studio analizza le modalità attraverso cui le donne migranti, in particolare provenienti dall’Area Mediterranea e dal Medio Oriente, vengono rappresentate nel discorso mediatico italiano, interrogando il ruolo dei media nella costruzione sociale della figura migrante e nelle dinamiche di produzione di stereotipi, narrazioni e immaginari collettivi. La prima parte del lavoro ricostruisce il fenomeno migratorio in una prospettiva storica, analizzando cause, tipologie e relazioni sociali nei contesti di arrivo, per poi esaminare la rappresentazione del fenomeno migratorio nei media italiani. Particolare attenzione è dedicata ai frame narrativi adottati dai media italiani, messi a confronto con le narrative mediatiche di altri Paesi europei. All’interno di questo quadro, la figura della donna migrante emerge come soggetto spesso marginalizzato, vittimizzato o culturalmente semplificato. La seconda parte approfondisce il ruolo degli attori istituzionali e degli strumenti per una comunicazione responsabile, analizzando il contributo dell’UNHCR, della Carta di Roma, dell’Osservatorio di Pavia, della COPEAM e del Global Media Monitoring Project nella promozione di pratiche narrative più inclusive e rispettose. La terza parte presenta la metodologia adottata: si tratta di un’analisi qualitativa di articoli provenienti da Avvenire, Il Corriere della Sera e la Repubblica, finalizzata a individuare linguaggi, frame e toni ricorrenti nella rappresentazione delle donne migranti, oltre che la loro effettiva presenza all'interno del discorso pubblico. A questa si affianca un’indagine rivolta a un gruppo misto di partecipanti, volta a esplorare la ricezione delle narrazioni mediatiche e i loro effetti su percezioni, stereotipi e immagini sociali. La quarta parte è dedicata all’analisi e alla discussione dei risultati, nonchè alla risposta alle domande di ricerca. I risultati evidenziano una rappresentazione ancora fortemente segnata da logiche di vittimizzazione, pietismo e allarmismo, ma rivelano anche spazi emergenti di narrazione alternativa. Lo studio sottolinea infine la necessità di un discorso mediatico più complesso e responsabile, capace di restituire agency, pluralità e visibilità alle esperienze delle donne migranti.
Narrazioni della migrazione nei media italiani: un focus sulla rappresentazione delle donne migranti
BOVINO, ERIKA
2025/2026
Abstract
Questo studio analizza le modalità attraverso cui le donne migranti, in particolare provenienti dall’Area Mediterranea e dal Medio Oriente, vengono rappresentate nel discorso mediatico italiano, interrogando il ruolo dei media nella costruzione sociale della figura migrante e nelle dinamiche di produzione di stereotipi, narrazioni e immaginari collettivi. La prima parte del lavoro ricostruisce il fenomeno migratorio in una prospettiva storica, analizzando cause, tipologie e relazioni sociali nei contesti di arrivo, per poi esaminare la rappresentazione del fenomeno migratorio nei media italiani. Particolare attenzione è dedicata ai frame narrativi adottati dai media italiani, messi a confronto con le narrative mediatiche di altri Paesi europei. All’interno di questo quadro, la figura della donna migrante emerge come soggetto spesso marginalizzato, vittimizzato o culturalmente semplificato. La seconda parte approfondisce il ruolo degli attori istituzionali e degli strumenti per una comunicazione responsabile, analizzando il contributo dell’UNHCR, della Carta di Roma, dell’Osservatorio di Pavia, della COPEAM e del Global Media Monitoring Project nella promozione di pratiche narrative più inclusive e rispettose. La terza parte presenta la metodologia adottata: si tratta di un’analisi qualitativa di articoli provenienti da Avvenire, Il Corriere della Sera e la Repubblica, finalizzata a individuare linguaggi, frame e toni ricorrenti nella rappresentazione delle donne migranti, oltre che la loro effettiva presenza all'interno del discorso pubblico. A questa si affianca un’indagine rivolta a un gruppo misto di partecipanti, volta a esplorare la ricezione delle narrazioni mediatiche e i loro effetti su percezioni, stereotipi e immagini sociali. La quarta parte è dedicata all’analisi e alla discussione dei risultati, nonchè alla risposta alle domande di ricerca. I risultati evidenziano una rappresentazione ancora fortemente segnata da logiche di vittimizzazione, pietismo e allarmismo, ma rivelano anche spazi emergenti di narrazione alternativa. Lo studio sottolinea infine la necessità di un discorso mediatico più complesso e responsabile, capace di restituire agency, pluralità e visibilità alle esperienze delle donne migranti.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/107210