Sebbene il contesto della città dell’Aquila sia stato ampiamente analizzato dalla ricerca sociale, soprattutto a seguito del terremoto del 2009, la conoscenza delle periferie nate nel post-sisma risulta ancora limitata. A più di 15 anni dall’evento distruttivo, la presente ricerca esplora dunque gli spazi dei progetto C.A.S.E. e le modalità con cui essi interagiscono con la quotidianità dellɜ suɜ abitanti, ponendo particolare attenzione ai processi di marginalizzazione e alle forme di resistenza poste in essere come risposta ad essi. Contemporaneamente, vengono analizzate le modalità con cui quanto osservato nelle periferie si inserisce all'interno dei processi di accumulazione del capitalismo contemporaneo che riguardano l'intera città. Il contributo si configura come una ricerca di tipo qualitativo, che affianca le interviste semi-strutturate ai walking methods e alla produzione di materiale visuale, offrendo la possibilità di superare la prospettiva che dal centro guarda alle periferie e lasciando che siano le periferie stesse a narrarsi.
Sulla stessa piastra. Spazi di marginalità e resistenze in una periferia del post-sisma aquilano
DIAMANTI, EMMA
2025/2026
Abstract
Sebbene il contesto della città dell’Aquila sia stato ampiamente analizzato dalla ricerca sociale, soprattutto a seguito del terremoto del 2009, la conoscenza delle periferie nate nel post-sisma risulta ancora limitata. A più di 15 anni dall’evento distruttivo, la presente ricerca esplora dunque gli spazi dei progetto C.A.S.E. e le modalità con cui essi interagiscono con la quotidianità dellɜ suɜ abitanti, ponendo particolare attenzione ai processi di marginalizzazione e alle forme di resistenza poste in essere come risposta ad essi. Contemporaneamente, vengono analizzate le modalità con cui quanto osservato nelle periferie si inserisce all'interno dei processi di accumulazione del capitalismo contemporaneo che riguardano l'intera città. Il contributo si configura come una ricerca di tipo qualitativo, che affianca le interviste semi-strutturate ai walking methods e alla produzione di materiale visuale, offrendo la possibilità di superare la prospettiva che dal centro guarda alle periferie e lasciando che siano le periferie stesse a narrarsi.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/107218