La presente tesi indaga il concetto di libero arbitrio a partire dalla riflessione cartesiana, mettendolo in dialogo critico con le trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale nell’età contemporanea. Muovendo dall’analisi del progetto filosofico di René Descartes, in particolare dalla distinzione tra intelletto e volontà e dalla concezione della libertà come adesione razionale al vero, il lavoro ricostruisce i fondamenti moderni dell’autonomia umana e della responsabilità morale. Su questa base teorica, la tesi esamina la progressiva transizione dalla macchina cartesiana alla macchina intelligente, ripercorrendo la nascita dell’idea di intelligenza artificiale attraverso la formalizzazione del calcolo, la cibernetica e il contributo di Alan Turing. Viene quindi analizzato il rapporto di continuità e rottura tra la visione cartesiana del soggetto e i sistemi algoritmici contemporanei, evidenziando come le macchine possano simulare funzioni cognitive senza tuttavia possedere volontà, coscienza o responsabilità morale. Il nucleo centrale del lavoro affronta la questione del libero arbitrio nell’era digitale, interrogandosi sulla differenza tra decisione umana e calcolo algoritmico, sul ruolo degli algoritmi nei processi decisionali quotidiani e sul rischio di una progressiva delega della volontà. Vengono poi trattati i temi dell’autonomia apparente delle macchine, del determinismo computazionale e dell’ipotesi di una libertà emergente o meramente simulata. Infine, la tesi affronta le implicazioni etiche e giuridiche dell’intelligenza artificiale, confrontando prospettive filosofiche contemporanee e modelli normativi recenti, con particolare attenzione alla responsabilità umana nella progettazione e nell’uso dei sistemi intelligenti. Il lavoro si conclude sostenendo che il libero arbitrio non scompare nell’era dell’intelligenza artificiale, ma si trasforma in una pratica critica e responsabile, che richiede all’uomo una vigilanza costante sulle condizioni tecnologiche che orientano il suo agire.
Il libero arbitrio nell'era dell'intelligenza artificiale: da Cartesio a Alan Turing
ANDRETTA, LETIZIA
2025/2026
Abstract
La presente tesi indaga il concetto di libero arbitrio a partire dalla riflessione cartesiana, mettendolo in dialogo critico con le trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale nell’età contemporanea. Muovendo dall’analisi del progetto filosofico di René Descartes, in particolare dalla distinzione tra intelletto e volontà e dalla concezione della libertà come adesione razionale al vero, il lavoro ricostruisce i fondamenti moderni dell’autonomia umana e della responsabilità morale. Su questa base teorica, la tesi esamina la progressiva transizione dalla macchina cartesiana alla macchina intelligente, ripercorrendo la nascita dell’idea di intelligenza artificiale attraverso la formalizzazione del calcolo, la cibernetica e il contributo di Alan Turing. Viene quindi analizzato il rapporto di continuità e rottura tra la visione cartesiana del soggetto e i sistemi algoritmici contemporanei, evidenziando come le macchine possano simulare funzioni cognitive senza tuttavia possedere volontà, coscienza o responsabilità morale. Il nucleo centrale del lavoro affronta la questione del libero arbitrio nell’era digitale, interrogandosi sulla differenza tra decisione umana e calcolo algoritmico, sul ruolo degli algoritmi nei processi decisionali quotidiani e sul rischio di una progressiva delega della volontà. Vengono poi trattati i temi dell’autonomia apparente delle macchine, del determinismo computazionale e dell’ipotesi di una libertà emergente o meramente simulata. Infine, la tesi affronta le implicazioni etiche e giuridiche dell’intelligenza artificiale, confrontando prospettive filosofiche contemporanee e modelli normativi recenti, con particolare attenzione alla responsabilità umana nella progettazione e nell’uso dei sistemi intelligenti. Il lavoro si conclude sostenendo che il libero arbitrio non scompare nell’era dell’intelligenza artificiale, ma si trasforma in una pratica critica e responsabile, che richiede all’uomo una vigilanza costante sulle condizioni tecnologiche che orientano il suo agire.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/107239