La ricezione occidentale del pensiero di Keiji Nishitani è stata profondamente influenzata dalla scoperta dei suoi interventi nei simposi degli anni della Seconda guerra mondiale, nei quali il filosofo espresse posizioni fortemente nazionaliste e allineate all’ideologia del regime. Il presente lavoro analizza la concezione di individualità nel pensiero di Nishitani mettendo a confronto due momenti della sua produzione: quello dei simposi tra il 1941 e il 1943 e la riflessione filosofica della maturità, sviluppata in particolare in La religione e il nulla. Attraverso l’analisi comparativa di questi due periodi, la tesi mostra come la concezione dell’individuo subisca una trasformazione radicale. Nei testi dei simposi l’individualità appare subordinata al kokutai e alla missione storica della nazione, fino a configurarsi come annichilimento del sé nell’ordine politico e spirituale dello Stato. Nella filosofia matura, invece, Nishitani sviluppa una concezione dell’individualità fondata sull’esperienza del nichilismo e sulla realizzazione della śūnyatā, nella quale il soggetto scopre la propria autenticità attraverso la negazione del sé e la relazione non duale con ogni altro ente. L’analisi evidenzia come questa evoluzione teorica renda difficilmente conciliabili le posizioni espresse nei simposi con la prospettiva filosofica successiva. La nozione di individualità diviene così il luogo privilegiato per comprendere la trasformazione del pensiero di Nishitani, che passa da una visione nazionalistica e gerarchica, fortemente influenzata da contesto ideologico del tempo, a una concezione della vacuità come fondamento di un’autentica relazione universale tra gli esseri.
Oltre la nazione, oltre l'ego: lo sviluppo della concezione di individualità in Nishitani Keiji
VECCHIATO, RICCARDO
2025/2026
Abstract
La ricezione occidentale del pensiero di Keiji Nishitani è stata profondamente influenzata dalla scoperta dei suoi interventi nei simposi degli anni della Seconda guerra mondiale, nei quali il filosofo espresse posizioni fortemente nazionaliste e allineate all’ideologia del regime. Il presente lavoro analizza la concezione di individualità nel pensiero di Nishitani mettendo a confronto due momenti della sua produzione: quello dei simposi tra il 1941 e il 1943 e la riflessione filosofica della maturità, sviluppata in particolare in La religione e il nulla. Attraverso l’analisi comparativa di questi due periodi, la tesi mostra come la concezione dell’individuo subisca una trasformazione radicale. Nei testi dei simposi l’individualità appare subordinata al kokutai e alla missione storica della nazione, fino a configurarsi come annichilimento del sé nell’ordine politico e spirituale dello Stato. Nella filosofia matura, invece, Nishitani sviluppa una concezione dell’individualità fondata sull’esperienza del nichilismo e sulla realizzazione della śūnyatā, nella quale il soggetto scopre la propria autenticità attraverso la negazione del sé e la relazione non duale con ogni altro ente. L’analisi evidenzia come questa evoluzione teorica renda difficilmente conciliabili le posizioni espresse nei simposi con la prospettiva filosofica successiva. La nozione di individualità diviene così il luogo privilegiato per comprendere la trasformazione del pensiero di Nishitani, che passa da una visione nazionalistica e gerarchica, fortemente influenzata da contesto ideologico del tempo, a una concezione della vacuità come fondamento di un’autentica relazione universale tra gli esseri.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/107254