L'acufene è definito come la percezione di un suono in assenza di una reale sorgente acustica esterna o interna. Si stima che il 10%-15% della popolazione adulta ne sperimenti una forma persistente (Tunkel et al., 2014), con una quota minoritaria ma significativa di casi in cui il sintomo assume caratteristiche croniche e severamente invalidanti, con gravi ripercussioni sulla qualità della vita, sul sonno e sull'equilibrio psicoemotivo (Andersson, 2002; Jiang et al., 2025). La letteratura scientifica documenta una fortissima correlazione fisiopatologica tra acufene soggettivo e ipoacusia neurosensoriale: la deprivazione sensoriale periferica innesca meccanismi di plasticità neurale compensatoria che aumentano il guadagno interno del sistema uditivo centrale (central gain), generando la percezione fantasma (Auerbach et al., 2014; Noreña, 2011). Le principali linee guida internazionali indicano gli apparecchi acustici come opzione di prima linea nei pazienti con acufene associato a ipoacusia (Cima et al., 2019; Tunkel et al., 2014). Il presente elaborato propone una rassegna narrativa della letteratura recente, volta a delineare lo stato dell'arte nella gestione protesica dell'acufene in pazienti adulti ipoacusici. L'analisi approfondisce i modelli neurofisiologici dell'acufene, gli strumenti di valutazione clinica (THI, TFI), l'efficacia dell'amplificazione protesica e delle terapie sonore integrate (generatori di rumore a banda larga, suoni frattali, Notch Therapy), i protocolli tecnico-applicativi con enfasi sulle misurazioni in vivo (REM) e il ruolo della tele-audiologia. Il lavoro riafferma il ruolo dell'audioprotesista come figura clinica centrale all'interno di un approccio riabilitativo multimodale e multidisciplinare.
Gestione dell’acufene tramite apparecchi acustici in pazienti ipoacusici: aspetti clinici e tecnici
AVALLONE, MATTIA
2024/2025
Abstract
L'acufene è definito come la percezione di un suono in assenza di una reale sorgente acustica esterna o interna. Si stima che il 10%-15% della popolazione adulta ne sperimenti una forma persistente (Tunkel et al., 2014), con una quota minoritaria ma significativa di casi in cui il sintomo assume caratteristiche croniche e severamente invalidanti, con gravi ripercussioni sulla qualità della vita, sul sonno e sull'equilibrio psicoemotivo (Andersson, 2002; Jiang et al., 2025). La letteratura scientifica documenta una fortissima correlazione fisiopatologica tra acufene soggettivo e ipoacusia neurosensoriale: la deprivazione sensoriale periferica innesca meccanismi di plasticità neurale compensatoria che aumentano il guadagno interno del sistema uditivo centrale (central gain), generando la percezione fantasma (Auerbach et al., 2014; Noreña, 2011). Le principali linee guida internazionali indicano gli apparecchi acustici come opzione di prima linea nei pazienti con acufene associato a ipoacusia (Cima et al., 2019; Tunkel et al., 2014). Il presente elaborato propone una rassegna narrativa della letteratura recente, volta a delineare lo stato dell'arte nella gestione protesica dell'acufene in pazienti adulti ipoacusici. L'analisi approfondisce i modelli neurofisiologici dell'acufene, gli strumenti di valutazione clinica (THI, TFI), l'efficacia dell'amplificazione protesica e delle terapie sonore integrate (generatori di rumore a banda larga, suoni frattali, Notch Therapy), i protocolli tecnico-applicativi con enfasi sulle misurazioni in vivo (REM) e il ruolo della tele-audiologia. Il lavoro riafferma il ruolo dell'audioprotesista come figura clinica centrale all'interno di un approccio riabilitativo multimodale e multidisciplinare.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/107290