Il cambiamento climatico rappresenta una delle principali sfide economiche e sociali del nostro tempo. I suoi effetti non riguardano soltanto la dimensione ambientale, ma incidono direttamente sulla produzione, sull’allocazione delle risorse, sulla stabilità dei redditi, sulla sicurezza alimentare, sul funzionamento delle città e, più in generale, sulla distribuzione del benessere. In questo contesto, l’adattamento assume un ruolo sempre più centrale: non si tratta soltanto di reagire agli impatti già visibili, ma di costruire risposte capaci di ridurre vulnerabilità ed esposizione nel tempo. Tuttavia, la crescente attenzione verso l’adattamento ha evidenziato un punto essenziale: non ogni intervento adottato per fronteggiare il rischio climatico produce necessariamente effetti positivi. Una parte rilevante della letteratura mostra infatti che alcune misure, pur concepite per ridurre i danni, possono generare conseguenze controproducenti, rafforzare fragilità preesistenti o trasferire i costi su altri gruppi sociali, territori o momenti futuri. È in questa prospettiva che assume rilievo il concetto di maladattamento, inteso come esito di strategie che, invece di ridurre la vulnerabilità complessiva, finiscono per accrescerla o per trasferirla nello spazio o nel tempo. Il presente elaborato è così articolato. Nel primo capitolo verrà definito il quadro teorico di riferimento: si esamineranno il fenomeno del cambiamento climatico, il concetto di adattamento e la nozione di maladattamento, mettendo in luce le principali implicazioni economiche del rapporto tra vulnerabilità, rischio climatico e capacità di risposta. Nel secondo capitolo l’analisi proseguirà attraverso l’esame di due ambiti particolarmente significativi, il settore agricolo e quello della pianificazione urbana e territoriale, al fine di mostrare come il maladattamento possa emergere concretamente in contesti diversi. Nel terzo capitolo, infine, l’attenzione si sposterà sugli strumenti economici e sugli assetti istituzionali utili a prevenire tali esiti, soffermandosi sulle cause del fallimento delle politiche di adattamento, sui criteri di valutazione economica e sul ruolo della governance nel sostenere strategie più efficaci e meno esposte al rischio di maladattamento.
Adattamento e "maladattamento" ai cambiamenti climatici
POLI, ALESSANDRO
2025/2026
Abstract
Il cambiamento climatico rappresenta una delle principali sfide economiche e sociali del nostro tempo. I suoi effetti non riguardano soltanto la dimensione ambientale, ma incidono direttamente sulla produzione, sull’allocazione delle risorse, sulla stabilità dei redditi, sulla sicurezza alimentare, sul funzionamento delle città e, più in generale, sulla distribuzione del benessere. In questo contesto, l’adattamento assume un ruolo sempre più centrale: non si tratta soltanto di reagire agli impatti già visibili, ma di costruire risposte capaci di ridurre vulnerabilità ed esposizione nel tempo. Tuttavia, la crescente attenzione verso l’adattamento ha evidenziato un punto essenziale: non ogni intervento adottato per fronteggiare il rischio climatico produce necessariamente effetti positivi. Una parte rilevante della letteratura mostra infatti che alcune misure, pur concepite per ridurre i danni, possono generare conseguenze controproducenti, rafforzare fragilità preesistenti o trasferire i costi su altri gruppi sociali, territori o momenti futuri. È in questa prospettiva che assume rilievo il concetto di maladattamento, inteso come esito di strategie che, invece di ridurre la vulnerabilità complessiva, finiscono per accrescerla o per trasferirla nello spazio o nel tempo. Il presente elaborato è così articolato. Nel primo capitolo verrà definito il quadro teorico di riferimento: si esamineranno il fenomeno del cambiamento climatico, il concetto di adattamento e la nozione di maladattamento, mettendo in luce le principali implicazioni economiche del rapporto tra vulnerabilità, rischio climatico e capacità di risposta. Nel secondo capitolo l’analisi proseguirà attraverso l’esame di due ambiti particolarmente significativi, il settore agricolo e quello della pianificazione urbana e territoriale, al fine di mostrare come il maladattamento possa emergere concretamente in contesti diversi. Nel terzo capitolo, infine, l’attenzione si sposterà sugli strumenti economici e sugli assetti istituzionali utili a prevenire tali esiti, soffermandosi sulle cause del fallimento delle politiche di adattamento, sui criteri di valutazione economica e sul ruolo della governance nel sostenere strategie più efficaci e meno esposte al rischio di maladattamento.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/107726