The clinical understanding of mental illness has traditionally been based on standardized nosographic systems, such as the DSM and ICD. While these tools are essential for diagnostic purposes, they tend to reduce the complexity of subjective experience to a list of symptoms. This study, inspired by Husserlian phenomenology and ontology as an inquiry into the nature of being, aims to complement the descriptive approach with an "inner" understanding of mental suffering, restoring centrality to the patient's lived experience. Through a qualitative, observational, cross-sectional, and multicenter design, semi-structured interviews were conducted with patients receiving care at the Mental Health Centers (CSMs) of Padua and Catanzaro, diagnosed with anxiety disorders, mood disorders, psychotic disorders, and eating disorders. The interviews explored three main areas: the subjective experience of symptoms (emotions, thoughts, moods, bodily sensations); the perception of space, time, and reality during periods of intense suffering; and interpersonal relationships, with particular attention to perceived support and coping strategies. Transcriptions were carried out using the AI-based software Transkriptor (Plus version) and subsequently analyzed through digital tools for qualitative text analysis. The study pursued a twofold objective: on the one hand, to understand psychic suffering as a unique and structural mode of being-in-the-world; on the other, to foster a comparison of lived experiences across different diagnostic categories, moving beyond the limitations of traditional classifications. It is hoped that the findings of this research may contribute to a deeper and more human-centered understanding of the patient experience, inspiring care models that are more attuned to the existential and subjective dimensions of mental illness.

La comprensione della malattia mentale in ambito clinico si fonda tradizionalmente su sistemi nosografici standardizzati, come il DSM e l’ICD, che, pur rappresentando strumenti diagnostici essenziali, tendono a semplificare la complessità dell’esperienza soggettiva, riducendola a un elenco di sintomi. Il presente studio, ispirato alla fenomenologia husserliana e all’ontologia come indagine sulla natura dell’essere, si propone di affiancare alla prospettiva descrittiva una comprensione “dall’interno” della sofferenza psichica, restituendo centralità al vissuto del paziente. Attraverso una ricerca qualitativa, osservazionale, trasversale e multicentrica, sono state condotte interviste semi-strutturate a pazienti seguiti presso i CSM di Padova e Catanzaro, con diagnosi di disturbi d’ansia, dell’umore, psicosi e disturbi dell’alimentazione. Le interviste hanno indagato tre ambiti principali: il vissuto soggettivo dei sintomi (emozioni, pensieri, stati d’animo, sensazioni corporee); la percezione dello spazio, del tempo e della realtà nei momenti di maggiore sofferenza; e la dimensione relazionale, con particolare attenzione al supporto percepito e alle strategie adottate. Le trascrizioni, realizzate con il supporto del software di intelligenza artificiale Transkriptor (versione Plus), sono state successivamente analizzate mediante strumenti digitali per l’elaborazione qualitativa del testo. L’obiettivo del lavoro è stato duplice: da un lato, comprendere la sofferenza psichica come modalità strutturale e unica di essere nel mondo; dall’altro, promuovere un confronto tra vissuti appartenenti a differenti categorie diagnostiche, andando oltre i limiti delle classificazioni tradizionali. Si auspica che i risultati di questo studio possano contribuire a una comprensione più profonda e umanamente fondata dell’esperienza del paziente, ispirando modelli di cura più sensibili alla dimensione esistenziale e soggettiva della malattia mentale.

Tornare alle cose stesse: un approccio fenomenologico-ontologico al vissuto della malattia mentale in ambito clinico

TUCCI, MATILDE
2025/2026

Abstract

The clinical understanding of mental illness has traditionally been based on standardized nosographic systems, such as the DSM and ICD. While these tools are essential for diagnostic purposes, they tend to reduce the complexity of subjective experience to a list of symptoms. This study, inspired by Husserlian phenomenology and ontology as an inquiry into the nature of being, aims to complement the descriptive approach with an "inner" understanding of mental suffering, restoring centrality to the patient's lived experience. Through a qualitative, observational, cross-sectional, and multicenter design, semi-structured interviews were conducted with patients receiving care at the Mental Health Centers (CSMs) of Padua and Catanzaro, diagnosed with anxiety disorders, mood disorders, psychotic disorders, and eating disorders. The interviews explored three main areas: the subjective experience of symptoms (emotions, thoughts, moods, bodily sensations); the perception of space, time, and reality during periods of intense suffering; and interpersonal relationships, with particular attention to perceived support and coping strategies. Transcriptions were carried out using the AI-based software Transkriptor (Plus version) and subsequently analyzed through digital tools for qualitative text analysis. The study pursued a twofold objective: on the one hand, to understand psychic suffering as a unique and structural mode of being-in-the-world; on the other, to foster a comparison of lived experiences across different diagnostic categories, moving beyond the limitations of traditional classifications. It is hoped that the findings of this research may contribute to a deeper and more human-centered understanding of the patient experience, inspiring care models that are more attuned to the existential and subjective dimensions of mental illness.
2025
Returning to the Things Themselves: A Phenomenological-Ontological Approach to the Lived Experience of Mental Illness in Clinical Practice
La comprensione della malattia mentale in ambito clinico si fonda tradizionalmente su sistemi nosografici standardizzati, come il DSM e l’ICD, che, pur rappresentando strumenti diagnostici essenziali, tendono a semplificare la complessità dell’esperienza soggettiva, riducendola a un elenco di sintomi. Il presente studio, ispirato alla fenomenologia husserliana e all’ontologia come indagine sulla natura dell’essere, si propone di affiancare alla prospettiva descrittiva una comprensione “dall’interno” della sofferenza psichica, restituendo centralità al vissuto del paziente. Attraverso una ricerca qualitativa, osservazionale, trasversale e multicentrica, sono state condotte interviste semi-strutturate a pazienti seguiti presso i CSM di Padova e Catanzaro, con diagnosi di disturbi d’ansia, dell’umore, psicosi e disturbi dell’alimentazione. Le interviste hanno indagato tre ambiti principali: il vissuto soggettivo dei sintomi (emozioni, pensieri, stati d’animo, sensazioni corporee); la percezione dello spazio, del tempo e della realtà nei momenti di maggiore sofferenza; e la dimensione relazionale, con particolare attenzione al supporto percepito e alle strategie adottate. Le trascrizioni, realizzate con il supporto del software di intelligenza artificiale Transkriptor (versione Plus), sono state successivamente analizzate mediante strumenti digitali per l’elaborazione qualitativa del testo. L’obiettivo del lavoro è stato duplice: da un lato, comprendere la sofferenza psichica come modalità strutturale e unica di essere nel mondo; dall’altro, promuovere un confronto tra vissuti appartenenti a differenti categorie diagnostiche, andando oltre i limiti delle classificazioni tradizionali. Si auspica che i risultati di questo studio possano contribuire a una comprensione più profonda e umanamente fondata dell’esperienza del paziente, ispirando modelli di cura più sensibili alla dimensione esistenziale e soggettiva della malattia mentale.
Fenomenologia
Ontologia
Malattia Mentale
Vissuto soggettivo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/107770