La ruminazione, ovvero la tendenza a perseverare su pensieri negativi, è un fattore di vulnerabilità transdiagnostica associato a difficoltà nella regolazione emotiva e a maggiore affetto negativo. Sul piano fisiologico, potrebbe influenzare la variabilità della frequenza cardiaca (HRV), indice di flessibilità autonoma, ma le evidenze in campioni non clinici sono contrastanti. Lo studio ha indagato la relazione tra ruminazione, HRV a riposo e risposta autonoma e soggettiva a stimoli emozionali in donne adulte non cliniche. 80 donne sono state suddivise in due gruppi (Alta vs Bassa Ruminazione) e hanno compilato questionari su ruminazione, ansia, depressione. L'HRV (RMSSD e SDNN) e la frequenza cardiaca sono state registrate a riposo e durante due compiti emozionali (visione passiva di filmati e imagery) con stimoli negativi e neutri. Arousal e valenza soggettivi sono stati valutati tramite Self-Assessment Manikin. I dati fisiologici sono stati analizzati con modelli lineari misti. Il gruppo ad alta ruminazione ha riportato valutazioni soggettive caratterizzate da maggiore arousal e minore valenza, in risposta alla visione di filmati e all'imagery emozionale, senza differenze tra le diverse categorie emozionali. Non sono emerse differenze tra i gruppi negli indici di HRV a riposo, ma solo una tendenza verso una maggiore frequenza cardiaca nel gruppo alta ruminazione. Gli stimoli di abbandono sentimentale hanno erano associati ad una maggiore HRV rispetto ai neutri, indipendentemente dal gruppo, senza effetti della ruminazione sulla risposta fisiologica immediata. I risultati indicano che, in un campione non clinico, la ruminazione amplifica la risposta emozionale agli stimoli senza però modificare il tono vagale a riposo o la reattività fisiologica immediata. L’aumento di HRV agli stimoli di abbandono sentimentale suggerisce un pattern deattivante, coerente con una risposta di elaborazione riflessiva e regolatoria. Questi dati supportano l’ipotesi che gli effetti fisiologici della ruminazione emergano in contesti di stress più elevato, in campioni clinici o in fasi successive dell’elaborazione emozionale, come il recupero successivo alla presentazione di uno stimolo, più che nella reattività immediata.
Ruminazione e regolazione autonoma: uno studio HRV
PIRPIGNANI, ANDREA
2025/2026
Abstract
La ruminazione, ovvero la tendenza a perseverare su pensieri negativi, è un fattore di vulnerabilità transdiagnostica associato a difficoltà nella regolazione emotiva e a maggiore affetto negativo. Sul piano fisiologico, potrebbe influenzare la variabilità della frequenza cardiaca (HRV), indice di flessibilità autonoma, ma le evidenze in campioni non clinici sono contrastanti. Lo studio ha indagato la relazione tra ruminazione, HRV a riposo e risposta autonoma e soggettiva a stimoli emozionali in donne adulte non cliniche. 80 donne sono state suddivise in due gruppi (Alta vs Bassa Ruminazione) e hanno compilato questionari su ruminazione, ansia, depressione. L'HRV (RMSSD e SDNN) e la frequenza cardiaca sono state registrate a riposo e durante due compiti emozionali (visione passiva di filmati e imagery) con stimoli negativi e neutri. Arousal e valenza soggettivi sono stati valutati tramite Self-Assessment Manikin. I dati fisiologici sono stati analizzati con modelli lineari misti. Il gruppo ad alta ruminazione ha riportato valutazioni soggettive caratterizzate da maggiore arousal e minore valenza, in risposta alla visione di filmati e all'imagery emozionale, senza differenze tra le diverse categorie emozionali. Non sono emerse differenze tra i gruppi negli indici di HRV a riposo, ma solo una tendenza verso una maggiore frequenza cardiaca nel gruppo alta ruminazione. Gli stimoli di abbandono sentimentale hanno erano associati ad una maggiore HRV rispetto ai neutri, indipendentemente dal gruppo, senza effetti della ruminazione sulla risposta fisiologica immediata. I risultati indicano che, in un campione non clinico, la ruminazione amplifica la risposta emozionale agli stimoli senza però modificare il tono vagale a riposo o la reattività fisiologica immediata. L’aumento di HRV agli stimoli di abbandono sentimentale suggerisce un pattern deattivante, coerente con una risposta di elaborazione riflessiva e regolatoria. Questi dati supportano l’ipotesi che gli effetti fisiologici della ruminazione emergano in contesti di stress più elevato, in campioni clinici o in fasi successive dell’elaborazione emozionale, come il recupero successivo alla presentazione di uno stimolo, più che nella reattività immediata.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Pirpignani_Andrea.pdf
Accesso riservato
Dimensione
2.27 MB
Formato
Adobe PDF
|
2.27 MB | Adobe PDF |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/107786