La tesi propone la riqualificazione dell’ex Consorzio Agrario di Peraga, frazione di Vigonza (Padova). L’area, oggi dismessa, può diventare un centro culturale per la comunità, restituendo al luogo un ruolo pubblico e creando nuove occasioni di incontro. Il progetto risponde ad alcune criticità del territorio: frammentazione sociale, pochi spazi inclusivi per tutte le età, scarsa connessione tra memoria locale e vita contemporanea. La proposta è un centro culturale pensato per favorire l’incontro tra generazioni, valorizzare il paesaggio agricolo e recuperare la lentezza come valore pedagogico. L’idea è offrire ai giovani un luogo dove riscoprire il tempo del fare manuale, del contatto con la terra e della condivisione. Gli anziani trasmettono saperi artigianali (sartoria, falegnameria, ceramica) alle nuove generazioni in spazi pensati per l’apprendimento reciproco. Il lavoro si basa su analisi del contesto a diverse scale: studio del tessuto urbano e rurale, lettura dei catasti storici, esame delle trasformazioni del paesaggio, sopralluoghi. A questo si aggiunge una riflessione su pratiche architettoniche orientate al benessere collettivo e alla rigenerazione sociale. Il progetto delinea uno spazio pubblico che dialoga con la memoria del luogo e risponde ai bisogni della comunità. In prospettiva, può aprire riflessioni sull’uso di aree dismesse e su nuovi modelli culturali di prossimità.
CENTRO CULTURALE A PERAGA. SPAZI PER LO SLOW LIVING
KALUMARAKKALAGE, ANGELI CRISMA FERNANDO
2025/2026
Abstract
La tesi propone la riqualificazione dell’ex Consorzio Agrario di Peraga, frazione di Vigonza (Padova). L’area, oggi dismessa, può diventare un centro culturale per la comunità, restituendo al luogo un ruolo pubblico e creando nuove occasioni di incontro. Il progetto risponde ad alcune criticità del territorio: frammentazione sociale, pochi spazi inclusivi per tutte le età, scarsa connessione tra memoria locale e vita contemporanea. La proposta è un centro culturale pensato per favorire l’incontro tra generazioni, valorizzare il paesaggio agricolo e recuperare la lentezza come valore pedagogico. L’idea è offrire ai giovani un luogo dove riscoprire il tempo del fare manuale, del contatto con la terra e della condivisione. Gli anziani trasmettono saperi artigianali (sartoria, falegnameria, ceramica) alle nuove generazioni in spazi pensati per l’apprendimento reciproco. Il lavoro si basa su analisi del contesto a diverse scale: studio del tessuto urbano e rurale, lettura dei catasti storici, esame delle trasformazioni del paesaggio, sopralluoghi. A questo si aggiunge una riflessione su pratiche architettoniche orientate al benessere collettivo e alla rigenerazione sociale. Il progetto delinea uno spazio pubblico che dialoga con la memoria del luogo e risponde ai bisogni della comunità. In prospettiva, può aprire riflessioni sull’uso di aree dismesse e su nuovi modelli culturali di prossimità.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/107852