La presente tesi esplora il concetto di sé nella prospettiva non dualista elaborata da Jay L. Garfield. L’obiettivo è mettere in luce come Garfield, attraverso un dialogo con il pensiero buddhista, proponga un ripensamento del soggetto che va al di là dell’alternativa tra sostanzialismo e nichilismo. A partire dal pensiero di autori come Cartesio, l’analisi garfieldiana critica l’idea del sé come entità metafisica indipendente e sostanziale. Nel primo capitolo vengono quindi affrontati i limiti della lettura garfieldiana del pensiero cartesiano attraverso il confronto con uno dei suoi massimi esperti: Jean-Luc Marion. Nel secondo capitolo viene sviluppata la proposta di Garfield, che introducendo la distinzione tra “sé” e “persona”, intende mostrare come il soggetto debba essere inteso come realtà processuale, interdipendente e relazionale e non come sostanza o principio trascendentale. Nel terzo capitolo viene esplorato il rapporto tra linguaggio, pratiche sociali e costituzione della soggettività, nonché il ruolo della dimensione affettiva nel senso di continuità che abbiamo della nostra identità. Il soggetto, alla luce dell'analisi garfieldiana, appare così come un nodo di una rete di relazioni, pratiche sociali e linguistiche. Infine, si accenna alle implicazioni etiche di tale concezione sul piano dell’azione morale e della responsabilità.
Il Sé da una prospettiva non dualista: il pensiero di Jay L.Garfield
PEMAJ, DEBORA
2025/2026
Abstract
La presente tesi esplora il concetto di sé nella prospettiva non dualista elaborata da Jay L. Garfield. L’obiettivo è mettere in luce come Garfield, attraverso un dialogo con il pensiero buddhista, proponga un ripensamento del soggetto che va al di là dell’alternativa tra sostanzialismo e nichilismo. A partire dal pensiero di autori come Cartesio, l’analisi garfieldiana critica l’idea del sé come entità metafisica indipendente e sostanziale. Nel primo capitolo vengono quindi affrontati i limiti della lettura garfieldiana del pensiero cartesiano attraverso il confronto con uno dei suoi massimi esperti: Jean-Luc Marion. Nel secondo capitolo viene sviluppata la proposta di Garfield, che introducendo la distinzione tra “sé” e “persona”, intende mostrare come il soggetto debba essere inteso come realtà processuale, interdipendente e relazionale e non come sostanza o principio trascendentale. Nel terzo capitolo viene esplorato il rapporto tra linguaggio, pratiche sociali e costituzione della soggettività, nonché il ruolo della dimensione affettiva nel senso di continuità che abbiamo della nostra identità. Il soggetto, alla luce dell'analisi garfieldiana, appare così come un nodo di una rete di relazioni, pratiche sociali e linguistiche. Infine, si accenna alle implicazioni etiche di tale concezione sul piano dell’azione morale e della responsabilità.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/107944