Con l’avanzare dell’età si verificano significativi cambiamenti che possono influenzare il funzionamento cognitivo e, tra i domini cognitivi sensibili all’invecchiamento, vi sono le abilità visuo-spaziali, fondamentali per orientarsi nell’ambiente, l’autonomia e il funzionamento quotidiano della persona anziana. Tra i cambiamenti età-correlati vi sono anche quelli che interessano il ritmo circadiano (con una prevalente preferenza circadiana mattutina nell’anziano), e la qualità del sonno, che possono contribuire a spiegare le differenze individuali nelle prestazioni cognitive. Vi sono infatti evidenze che mostrano come la qualità del sonno, la preferenza circadiana, e il momento in cui si svolgono le prove cognitive (time of day) potrebbero contribuire a spiegare le differenze individuali nel funzionamento cognitivo nell’invecchiamento. Il presente elaborato riporta una ricerca che indaga la relazione tra qualità del sonno, preferenza circadiana e abilità visuo spaziali -small-scale e large-scale- in anziani con invecchiamento tipico. È stato inoltre esplorato l’effetto del momento della giornata (mattina vs pomeriggio) nelle prestazioni cognitive. La ricerca ha coinvolto partecipanti anziani (età compresa 65-85 anni) in tre sessioni individuali nell’arco di una settimana: nella prima sessione di screening hanno completato un test sul funzionamento cognitivo globale e misure sull’umore e qualità del sonno soggettiva. Dopodiché, nelle due sessioni individuali distribuite e bilanciate nell’ordine delle prove cognitive (con forme parallele) e nei momenti della giornata (mattina vs pomeriggio), ciascun partecipante ha completato prove cognitive sulle abilità visuo-spaziali -small-scale e large-scale- e apprendimento di mappa. Dalle correlazioni emerge che una migliore qualità del sonno è associata a prestazioni migliori nella memoria di lavoro visuo-spaziale e nell’apprendimento di mappa, mentre la preferenza circadiana non mostra associazioni dirette con tali prestazioni. Nei modelli di regressione a effetti misti, una preferenza circadiana verso la mattutinità e una peggiore qualità del sonno, sono associate a una peggiore memoria di lavoro visuo-spaziale; per l’apprendimento di mappa, l’associazione con la qualità del sonno cambia dopo l’aggiustamento per età, preferenza circadiana e momento della giornata, ed emerge un’interazione tra preferenza circadiana e momento della giornata. In conclusione, questi risultati preliminari sottolineano l’importanza di considerare congiuntamente qualità del sonno, preferenza circadiana e time of day nella valutazione delle prestazioni cognitive nell’invecchiamento.
Qualità del sonno, preferenza circadiana e abilità visuo-spaziali in anziani con invecchiamento tipico
CANZIAN, ANNA
2025/2026
Abstract
Con l’avanzare dell’età si verificano significativi cambiamenti che possono influenzare il funzionamento cognitivo e, tra i domini cognitivi sensibili all’invecchiamento, vi sono le abilità visuo-spaziali, fondamentali per orientarsi nell’ambiente, l’autonomia e il funzionamento quotidiano della persona anziana. Tra i cambiamenti età-correlati vi sono anche quelli che interessano il ritmo circadiano (con una prevalente preferenza circadiana mattutina nell’anziano), e la qualità del sonno, che possono contribuire a spiegare le differenze individuali nelle prestazioni cognitive. Vi sono infatti evidenze che mostrano come la qualità del sonno, la preferenza circadiana, e il momento in cui si svolgono le prove cognitive (time of day) potrebbero contribuire a spiegare le differenze individuali nel funzionamento cognitivo nell’invecchiamento. Il presente elaborato riporta una ricerca che indaga la relazione tra qualità del sonno, preferenza circadiana e abilità visuo spaziali -small-scale e large-scale- in anziani con invecchiamento tipico. È stato inoltre esplorato l’effetto del momento della giornata (mattina vs pomeriggio) nelle prestazioni cognitive. La ricerca ha coinvolto partecipanti anziani (età compresa 65-85 anni) in tre sessioni individuali nell’arco di una settimana: nella prima sessione di screening hanno completato un test sul funzionamento cognitivo globale e misure sull’umore e qualità del sonno soggettiva. Dopodiché, nelle due sessioni individuali distribuite e bilanciate nell’ordine delle prove cognitive (con forme parallele) e nei momenti della giornata (mattina vs pomeriggio), ciascun partecipante ha completato prove cognitive sulle abilità visuo-spaziali -small-scale e large-scale- e apprendimento di mappa. Dalle correlazioni emerge che una migliore qualità del sonno è associata a prestazioni migliori nella memoria di lavoro visuo-spaziale e nell’apprendimento di mappa, mentre la preferenza circadiana non mostra associazioni dirette con tali prestazioni. Nei modelli di regressione a effetti misti, una preferenza circadiana verso la mattutinità e una peggiore qualità del sonno, sono associate a una peggiore memoria di lavoro visuo-spaziale; per l’apprendimento di mappa, l’associazione con la qualità del sonno cambia dopo l’aggiustamento per età, preferenza circadiana e momento della giornata, ed emerge un’interazione tra preferenza circadiana e momento della giornata. In conclusione, questi risultati preliminari sottolineano l’importanza di considerare congiuntamente qualità del sonno, preferenza circadiana e time of day nella valutazione delle prestazioni cognitive nell’invecchiamento.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/107953