La presente tesi analizza il rapporto tra l’esperienza della psichiatria democratica di Franco Basaglia e il modello della recovery, così come elaborato e implementato nei servizi di salute mentale contemporanei, con specifico riferimento al contesto italiano. Attraverso una ricostruzione storica e teorica dell’antipsichiatria e della riforma psichiatrica italiana, il lavoro evidenzia come il progetto basagliano non si configuri unicamente come una riforma sanitaria, ma come un processo di trasformazione politica e sociale della cura, fondato sulla restituzione di diritti, ruolo sociale e cittadinanza alle persone con esperienza di sofferenza psichica. La tesi esamina quindi l’evoluzione del sistema di salute mentale in Italia nel periodo post-Basaglia, soffermandosi sull’adozione del modello biopsicosociale e della psichiatria di comunità, sulla struttura dei servizi e sulle principali criticità attuali, tra cui il sottofinanziamento, le disuguaglianze territoriali e la distanza tra principi dichiarati e pratiche effettive. Successivamente viene analizzato il paradigma della recovery, ricostruendone le origini nei movimenti di utenti e nella letteratura internazionale, i principali riferimenti teorici e le diverse interpretazioni, con particolare attenzione alle sue declinazioni nel contesto italiano. Infine, il lavoro propone un confronto critico tra psichiatria democratica e recovery, interrogando le ambivalenze del paradigma contemporaneo: da un lato il suo potenziale nel promuovere partecipazione, autonomia e diritti, dall’altro il rischio di una sua declinazione individualizzante e compatibile con modelli di intervento meno trasformativi. In questa prospettiva, la recovery viene letta non come un modello univoco, ma come un campo di pratiche e significati attraverso cui ripensare, nel presente, le possibilità di una psichiatria realmente democratica e di comunità.
"La libertà è terapeutica": da Basaglia alla recovery
BATAVIA, VITTORIA
2025/2026
Abstract
La presente tesi analizza il rapporto tra l’esperienza della psichiatria democratica di Franco Basaglia e il modello della recovery, così come elaborato e implementato nei servizi di salute mentale contemporanei, con specifico riferimento al contesto italiano. Attraverso una ricostruzione storica e teorica dell’antipsichiatria e della riforma psichiatrica italiana, il lavoro evidenzia come il progetto basagliano non si configuri unicamente come una riforma sanitaria, ma come un processo di trasformazione politica e sociale della cura, fondato sulla restituzione di diritti, ruolo sociale e cittadinanza alle persone con esperienza di sofferenza psichica. La tesi esamina quindi l’evoluzione del sistema di salute mentale in Italia nel periodo post-Basaglia, soffermandosi sull’adozione del modello biopsicosociale e della psichiatria di comunità, sulla struttura dei servizi e sulle principali criticità attuali, tra cui il sottofinanziamento, le disuguaglianze territoriali e la distanza tra principi dichiarati e pratiche effettive. Successivamente viene analizzato il paradigma della recovery, ricostruendone le origini nei movimenti di utenti e nella letteratura internazionale, i principali riferimenti teorici e le diverse interpretazioni, con particolare attenzione alle sue declinazioni nel contesto italiano. Infine, il lavoro propone un confronto critico tra psichiatria democratica e recovery, interrogando le ambivalenze del paradigma contemporaneo: da un lato il suo potenziale nel promuovere partecipazione, autonomia e diritti, dall’altro il rischio di una sua declinazione individualizzante e compatibile con modelli di intervento meno trasformativi. In questa prospettiva, la recovery viene letta non come un modello univoco, ma come un campo di pratiche e significati attraverso cui ripensare, nel presente, le possibilità di una psichiatria realmente democratica e di comunità.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/107962