La procrastinazione del sonno, ovvero il ritardare volontariamente l’andare a dormire senza motivazioni esterne, è un comportamento problematico di recente oggetto di studi in tutto il mondo. Pur essendo consapevoli delle conseguenze negative, come stanchezza e riduzione delle prestazioni durante la giornata, molte persone procrastinano l’andare a dormire. Introdotto nel contesto scientifico nel 2014 da Kroese e colleghi, questo fenomeno è relativamente recente e ancora poco approfondito, ma interessa un vasto numero di individui. Garantire un sonno di qualità è cruciale per il benessere fisico e mentale, essenziale per mantenere l'equilibrio del corpo e delle funzioni vitali. Tuttavia, diverse ricerche hanno evidenziato una crescita nei problemi legati al sonno tra giovani e adulti negli ultimi decenni. Uno studio condotto su un campione rappresentativo della popolazione olandese ha stimato che il 74% degli individui ritardi l'andare a letto almeno una volta alla settimana (Kroese et al., 2016). Diversi fattori, tra cui i ritmi circadiani, il livello di autocontrollo, così come patologie quali depressione, ansia e stress, sono stati associati al fenomeno. Anche l'uso problematico dello smartphone (PSU) e la difficoltà nella regolazione delle emozioni possono avere un ruolo significativo. Molti studi hanno evidenziato che gli individui inclini al procrastinare l'andare a dormire segnalano livelli più elevati di stress percepito, nonché una maggiore presenza di ansia sia di stato, sia di tratto e sintomi riconducibili a disturbi depressivi. Per affrontare efficacemente il fenomeno e favorirne la riduzione o l'eliminazione, si potrebbero adottare tecniche comportamentali mirate a promuovere un sonno regolare, accompagnandole con interventi volti a migliorare l'igiene del sonno. Questi approcci potrebbero essere integrati con programmi di disintossicazione digitale e interventi strutturati specifici per contrastare la procrastinazione e l'uso problematico delle tecnologie.

Il fenomeno della procrastinazione dell’andare a dormire

TRESPIDI, VITTORIA
2025/2026

Abstract

La procrastinazione del sonno, ovvero il ritardare volontariamente l’andare a dormire senza motivazioni esterne, è un comportamento problematico di recente oggetto di studi in tutto il mondo. Pur essendo consapevoli delle conseguenze negative, come stanchezza e riduzione delle prestazioni durante la giornata, molte persone procrastinano l’andare a dormire. Introdotto nel contesto scientifico nel 2014 da Kroese e colleghi, questo fenomeno è relativamente recente e ancora poco approfondito, ma interessa un vasto numero di individui. Garantire un sonno di qualità è cruciale per il benessere fisico e mentale, essenziale per mantenere l'equilibrio del corpo e delle funzioni vitali. Tuttavia, diverse ricerche hanno evidenziato una crescita nei problemi legati al sonno tra giovani e adulti negli ultimi decenni. Uno studio condotto su un campione rappresentativo della popolazione olandese ha stimato che il 74% degli individui ritardi l'andare a letto almeno una volta alla settimana (Kroese et al., 2016). Diversi fattori, tra cui i ritmi circadiani, il livello di autocontrollo, così come patologie quali depressione, ansia e stress, sono stati associati al fenomeno. Anche l'uso problematico dello smartphone (PSU) e la difficoltà nella regolazione delle emozioni possono avere un ruolo significativo. Molti studi hanno evidenziato che gli individui inclini al procrastinare l'andare a dormire segnalano livelli più elevati di stress percepito, nonché una maggiore presenza di ansia sia di stato, sia di tratto e sintomi riconducibili a disturbi depressivi. Per affrontare efficacemente il fenomeno e favorirne la riduzione o l'eliminazione, si potrebbero adottare tecniche comportamentali mirate a promuovere un sonno regolare, accompagnandole con interventi volti a migliorare l'igiene del sonno. Questi approcci potrebbero essere integrati con programmi di disintossicazione digitale e interventi strutturati specifici per contrastare la procrastinazione e l'uso problematico delle tecnologie.
2025
Bedtime and sleep procrastination
sleep
procrastination
procrastinazione
sonno
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Trespidi_Vittoria.pdf

Accesso riservato

Dimensione 1.11 MB
Formato Adobe PDF
1.11 MB Adobe PDF

The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/107999