Il disturbo da accumulo è caratterizzato dalla difficoltà persistente a disfarsi dei propri beni, con conseguenze significative sul funzionamento quotidiano. Sebbene le tecniche di esposizione della terapia cognitivo-comportamentale si siano dimostrate efficaci, presentano alcuni limiti. Alla luce di tali criticità, la realtà virtuale rappresenta un potenziale strumento innovativo per il trattamento del disturbo. Il presente studio si inserisce in questo filone di ricerca e si propone di valutare preliminarmente l’efficacia dell’esposizione in realtà virtuale nel favorire la decisione di scartare un oggetto personale, rispetto all'esposizione in immaginazione e alla condizione di controllo. A tal fine, è stato reclutato un campione non clinico di 24 persone con comportamenti tipici del disturbo da accumulo, alle quali è stato richiesto di portare in laboratorio un oggetto personale di cui desideravano disfarsi, ma rispetto al quale sperimentavano difficoltà. I partecipanti sono stati assegnati casualmente a tre condizioni: un gruppo è stato esposto in realtà virtuale all’atto di disfarsi del proprio oggetto, un secondo gruppo ha svolto la medesima esperienza in immaginazione, mentre il terzo gruppo è stato assegnato alla condizione di controllo. Successivamente, a tutti i partecipanti è stato richiesto di disfarsi realmente dell’oggetto portato in laboratorio. I risultati hanno evidenziato differenze significative tra le condizioni sperimentali, suggerendo che l’esposizione in realtà virtuale possa facilitare l'atto di disfarsi di un proprio bene. Nonostante i limiti dello studio, i dati supportano l'utilizzo della realtà virtuale come strumento potenzialmente efficace nel trattamento del disturbo da accumulo. Sono necessarie ulteriori ricerche, al fine di approfondire l’efficacia e le applicazioni di questa tecnologia in ambito clinico e su campioni più ampi.
L'efficacia dell'esposizione in realtà virtuale nel trattamento del Disturbo da Accumulo: evidenze preliminari su un campione non clinico
RAMPAZZO, MARTINA
2025/2026
Abstract
Il disturbo da accumulo è caratterizzato dalla difficoltà persistente a disfarsi dei propri beni, con conseguenze significative sul funzionamento quotidiano. Sebbene le tecniche di esposizione della terapia cognitivo-comportamentale si siano dimostrate efficaci, presentano alcuni limiti. Alla luce di tali criticità, la realtà virtuale rappresenta un potenziale strumento innovativo per il trattamento del disturbo. Il presente studio si inserisce in questo filone di ricerca e si propone di valutare preliminarmente l’efficacia dell’esposizione in realtà virtuale nel favorire la decisione di scartare un oggetto personale, rispetto all'esposizione in immaginazione e alla condizione di controllo. A tal fine, è stato reclutato un campione non clinico di 24 persone con comportamenti tipici del disturbo da accumulo, alle quali è stato richiesto di portare in laboratorio un oggetto personale di cui desideravano disfarsi, ma rispetto al quale sperimentavano difficoltà. I partecipanti sono stati assegnati casualmente a tre condizioni: un gruppo è stato esposto in realtà virtuale all’atto di disfarsi del proprio oggetto, un secondo gruppo ha svolto la medesima esperienza in immaginazione, mentre il terzo gruppo è stato assegnato alla condizione di controllo. Successivamente, a tutti i partecipanti è stato richiesto di disfarsi realmente dell’oggetto portato in laboratorio. I risultati hanno evidenziato differenze significative tra le condizioni sperimentali, suggerendo che l’esposizione in realtà virtuale possa facilitare l'atto di disfarsi di un proprio bene. Nonostante i limiti dello studio, i dati supportano l'utilizzo della realtà virtuale come strumento potenzialmente efficace nel trattamento del disturbo da accumulo. Sono necessarie ulteriori ricerche, al fine di approfondire l’efficacia e le applicazioni di questa tecnologia in ambito clinico e su campioni più ampi.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/108091