ABSTRACT Background: Il Disturbo da Uso di Alcol (AUD) rappresenta una complessa sfida clinica e organizzativa nei setting ospedalieri per acuti. Spesso sottostimato o ignorato, l'abuso alcolico innesca il fenomeno della "revolving door" (porta girevole), caratterizzato da continue riammissioni ospedaliere per la cura del solo evento acuto, con un conseguente e grave spreco di risorse e un peggioramento degli outcome clinici del paziente (12) Obiettivo: La presente revisione della letteratura si prefigge di analizzare gli strumenti di screening e le strategie di gestione infermieristica per il riconoscimento precoce dell'AUD e per la prevenzione e valutazione della Sindrome da Astinenza Alcolica (AWS) nei pazienti adulti ospedalizzati. Materiali e Metodi: È stata condotta una ricerca sistematica basata sui principi dell'Evidence-Based Nursing, consultando le banche dati scientifiche PubMed e CINAHL. Attraverso la formulazione di quesiti clinici con il modello PICO e l'applicazione di rigorosi criteri di inclusione ed esclusione, sono state selezionate e analizzate 23 fonti primarie pubblicate nell'ultimo decennio Risultati: L'identificazione precoce tramite strumenti validati e rapidi, come l'AUDIT-C, è fondamentale e spetta all'infermiere addetto alla presa in carico (17, 19). Per la valutazione dell'AWS, sebbene la scala CIWA-Ar rimanga il gold standard (14), emergono significativi limiti psicometrici e organizzativi nei reparti ad alta intensità e di emergenza (24, 25). A tal proposito, l'impiego di scale predittive come la PAWSS e di strumenti osservazionali "nurse-friendly" come la mRASS-AW, garantisce la sicurezza clinica abbattendo drasticamente il carico di lavoro infermieristico. (26) L'implementazione del modello SBIRT (Screening, Brief Intervention, and Referral to Treatment) e degli Interventi Brevi ha dimostrato una forte efficacia nel ridurre stabilmente il consumo rischioso (18, 30, 31). L'aderenza a tali protocolli è però spesso inibita da barriere strutturali e dallo stigma sociale (34, 35), criticità superabili solo attraverso l'ingegnerizzazione tecnologica delle cartelle cliniche e una formazione mirata (32). Conclusioni: Il ricovero ospedaliero per un evento acuto non deve essere visto come un mero intervento prestazionale, ma come una preziosa "finestra di opportunità" (window of opportunity) per innescare un cambiamento comportamentale (18, 32). Il vero valore aggiunto dell'assistenza infermieristica risiede nell'integrazione tra l'uso di scale di valutazione oggettive e la capacità di instaurare un'alleanza terapeutica solida, empatica e non giudicante, indispensabile per sconfiggere la reticenza del paziente e avviare un efficace percorso di cura (32, 36).
Strumenti per il riconoscimento e la gestione infermieristica della dipendenza da alcol nei pazienti ricoverati: una revisione della letteratura
PETRUZZELLI, CHIARA
2024/2025
Abstract
ABSTRACT Background: Il Disturbo da Uso di Alcol (AUD) rappresenta una complessa sfida clinica e organizzativa nei setting ospedalieri per acuti. Spesso sottostimato o ignorato, l'abuso alcolico innesca il fenomeno della "revolving door" (porta girevole), caratterizzato da continue riammissioni ospedaliere per la cura del solo evento acuto, con un conseguente e grave spreco di risorse e un peggioramento degli outcome clinici del paziente (12) Obiettivo: La presente revisione della letteratura si prefigge di analizzare gli strumenti di screening e le strategie di gestione infermieristica per il riconoscimento precoce dell'AUD e per la prevenzione e valutazione della Sindrome da Astinenza Alcolica (AWS) nei pazienti adulti ospedalizzati. Materiali e Metodi: È stata condotta una ricerca sistematica basata sui principi dell'Evidence-Based Nursing, consultando le banche dati scientifiche PubMed e CINAHL. Attraverso la formulazione di quesiti clinici con il modello PICO e l'applicazione di rigorosi criteri di inclusione ed esclusione, sono state selezionate e analizzate 23 fonti primarie pubblicate nell'ultimo decennio Risultati: L'identificazione precoce tramite strumenti validati e rapidi, come l'AUDIT-C, è fondamentale e spetta all'infermiere addetto alla presa in carico (17, 19). Per la valutazione dell'AWS, sebbene la scala CIWA-Ar rimanga il gold standard (14), emergono significativi limiti psicometrici e organizzativi nei reparti ad alta intensità e di emergenza (24, 25). A tal proposito, l'impiego di scale predittive come la PAWSS e di strumenti osservazionali "nurse-friendly" come la mRASS-AW, garantisce la sicurezza clinica abbattendo drasticamente il carico di lavoro infermieristico. (26) L'implementazione del modello SBIRT (Screening, Brief Intervention, and Referral to Treatment) e degli Interventi Brevi ha dimostrato una forte efficacia nel ridurre stabilmente il consumo rischioso (18, 30, 31). L'aderenza a tali protocolli è però spesso inibita da barriere strutturali e dallo stigma sociale (34, 35), criticità superabili solo attraverso l'ingegnerizzazione tecnologica delle cartelle cliniche e una formazione mirata (32). Conclusioni: Il ricovero ospedaliero per un evento acuto non deve essere visto come un mero intervento prestazionale, ma come una preziosa "finestra di opportunità" (window of opportunity) per innescare un cambiamento comportamentale (18, 32). Il vero valore aggiunto dell'assistenza infermieristica risiede nell'integrazione tra l'uso di scale di valutazione oggettive e la capacità di instaurare un'alleanza terapeutica solida, empatica e non giudicante, indispensabile per sconfiggere la reticenza del paziente e avviare un efficace percorso di cura (32, 36).| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/108435