ABSTRACT BACKGROUND: I disturbi psichiatrici sono condizioni complesse e spesso croniche, con un impatto significativo sul funzionamento e sulla qualità di vita. Il periodo post-dimissione rappresenta una fase ad alto rischio: come indicato da WHO e NICE, la transizione dell’ospedale al domicilio espone il paziente a instabilità clinica, scarsa aderenza terapeutica e ricadute. L’assistenza domiciliare richiede competenze avanzate, poiché il paziente può presentare vulnerabilità emotiva, isolamento e comportamenti imprevedibili. In questo contesto, l’infermiere è fondamentale per garantire continuità assistenziale, monitoraggio, educazione terapeutica e supporto familiare. La letteratura evidenzia che la mancanza di integrazione tra ospedale, territorio e domicilio aumenta il rischio di riacutizzazione, sottolineando la necessità di modelli assistenziali personalizzati e realmente integrati. OBIETTIVO: L’obiettivo di questa tesi è indagare il ruolo dell’infermiere nell’assistenza domiciliare post‑dimissione del paziente psichiatrico, analizzando le strategie assistenziali, relazionali e organizzative che favoriscono la continuità di cura, la prevenzione delle ricadute e il mantenimento dell’autonomia e della sicurezza della persona assistita. MATERIALI E METODI: È stata condotta una revisione della letteratura tramite la banca dati PubMed, selezionando sette articoli principali pubblicati dal 2020 in poi e disponibili in full text. La ricerca è stata ampliata e integrata con documenti istituzionali nazionali e linee guida internazionali. RISULTATI: Dall’analisi degli studi emerge che gli interventi infermieristici di transizione significativamente il rischio di ricadute e riammissioni ospedaliere. L’assistenza domiciliare intensiva e i modelli di ospedalizzazione domiciliare risultano efficaci nel migliorare la stabilità clinica e l’aderenza terapeutica, oltre a favorire una maggiore umanizzazione delle cure. Gli studi qualitativi evidenziano inoltre l’importanza della relazione terapeutica, del supporto emotivo e del coinvolgimento della famiglia nel percorso assistenziale. CONCLUSIONI: La revisione della letteratura conferma il ruolo centrale dell’infermiere nella continuità assistenziale post‑dimissione del paziente psichiatrico. La presenza nel contesto domiciliare favorisce la prevenzione delle ricadute, al monitoraggio dei sintomi, l’autonomia del paziente e il sostegno ai caregiver. Studi futuri dovrebbero approfondire ulteriormente l’impatto delle strategie infermieristiche e includere anche contesti italiani per ampliare la prospettiva culturale e organizzativa.
Il ruolo dell’infermiere nell’assistenza domiciliare al paziente psichiatrico: continuità di cura e prevenzione delle ricadute
DE ROSSI, FRANCESCA
2024/2025
Abstract
ABSTRACT BACKGROUND: I disturbi psichiatrici sono condizioni complesse e spesso croniche, con un impatto significativo sul funzionamento e sulla qualità di vita. Il periodo post-dimissione rappresenta una fase ad alto rischio: come indicato da WHO e NICE, la transizione dell’ospedale al domicilio espone il paziente a instabilità clinica, scarsa aderenza terapeutica e ricadute. L’assistenza domiciliare richiede competenze avanzate, poiché il paziente può presentare vulnerabilità emotiva, isolamento e comportamenti imprevedibili. In questo contesto, l’infermiere è fondamentale per garantire continuità assistenziale, monitoraggio, educazione terapeutica e supporto familiare. La letteratura evidenzia che la mancanza di integrazione tra ospedale, territorio e domicilio aumenta il rischio di riacutizzazione, sottolineando la necessità di modelli assistenziali personalizzati e realmente integrati. OBIETTIVO: L’obiettivo di questa tesi è indagare il ruolo dell’infermiere nell’assistenza domiciliare post‑dimissione del paziente psichiatrico, analizzando le strategie assistenziali, relazionali e organizzative che favoriscono la continuità di cura, la prevenzione delle ricadute e il mantenimento dell’autonomia e della sicurezza della persona assistita. MATERIALI E METODI: È stata condotta una revisione della letteratura tramite la banca dati PubMed, selezionando sette articoli principali pubblicati dal 2020 in poi e disponibili in full text. La ricerca è stata ampliata e integrata con documenti istituzionali nazionali e linee guida internazionali. RISULTATI: Dall’analisi degli studi emerge che gli interventi infermieristici di transizione significativamente il rischio di ricadute e riammissioni ospedaliere. L’assistenza domiciliare intensiva e i modelli di ospedalizzazione domiciliare risultano efficaci nel migliorare la stabilità clinica e l’aderenza terapeutica, oltre a favorire una maggiore umanizzazione delle cure. Gli studi qualitativi evidenziano inoltre l’importanza della relazione terapeutica, del supporto emotivo e del coinvolgimento della famiglia nel percorso assistenziale. CONCLUSIONI: La revisione della letteratura conferma il ruolo centrale dell’infermiere nella continuità assistenziale post‑dimissione del paziente psichiatrico. La presenza nel contesto domiciliare favorisce la prevenzione delle ricadute, al monitoraggio dei sintomi, l’autonomia del paziente e il sostegno ai caregiver. Studi futuri dovrebbero approfondire ulteriormente l’impatto delle strategie infermieristiche e includere anche contesti italiani per ampliare la prospettiva culturale e organizzativa.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/108441