Background: L’accesso al Pronto Soccorso (PS) rappresenta frequentemente per il paziente adulto un’esperienza caratterizzata da elevata vulnerabilità emotiva. L’insorgenza improvvisa di sintomi, il dolore acuto, la percezione di gravità della condizione clinica, l’incertezza diagnostica, i tempi di attesa prolungati e l’esposizione a un ambiente ad alta intensità assistenziale costituiscono fattori predisponenti allo sviluppo di ansia anticipatoria. Tale condizione non si configura come un semplice disagio soggettivo, ma è associata a modificazioni fisiologiche, psicologiche e comportamentali che possono influenzare la percezione del dolore, la collaborazione del paziente e la qualità dell’esperienza assistenziale. Obiettivo: Lo scopo di questa revisione è di analizzare la letteratura scientifica relativa al riconoscimento e alla gestione dell’ansia nel paziente adulto in Pronto Soccorso, con particolare riferimento al ruolo infermieristico e all’efficacia delle strategie assistenziali non farmacologiche, per garantire un’assistenza più centrata sulla persona e aumentare la soddisfazione del paziente. Materiali e metodi: È stata condotta una revisione narrativa della letteratura con approccio sistematico secondo le raccomandazioni PRISMA. Sono stati inclusi 13 studi pubblicati negli ultimi 5 anni, in lingua italiana o inglese, selezionati mediante consultazione della banca dati PubMed. La qualità metodologica è stata valutata attraverso le checklist CASP. In particolare, sono stati inclusi 3 studi osservazionali (1,10,12), 1 studio cross-sectional (4), 1 studio retrospettivo (3), 3 studi sperimentali e randomized controlled trial (5,8,9), 1 studio mixed-methods (6), 1 studio qualitativo (13), 2 revisioni della letteratura (2,11) e 1 studio su fattori ambientali e percezione dell’attesa (7). Risultati e discussione: La prevalenza di sintomi ansiosi nei pazienti adulti in PS varia dal 30% al 40%, con una percentuale del 32,7% di pazienti con punteggi clinicamente significativi alla GAD-7 (1). I fattori associati includono età compresa tra 40 e 59 anni, livello di istruzione medio-alto, presenza di disturbi muscoloscheletrici, percezione soggettiva di gravità della malattia, tempi di attesa prolungati e caratteristiche ambientali. Gli interventi infermieristici non farmacologici, tra cui comunicazione terapeutica, educazione sanitaria, rinforzo positivo, musicoterapia, modifiche ambientali e supporto familiare, si sono dimostrati efficaci nella riduzione dei livelli di ansia e nel miglioramento dell’esperienza di cura. L’ansia nel paziente adulto in PS rappresenta un fenomeno clinicamente rilevante che richiede riconoscimento precoce e gestione strutturata. L’integrazione di protocolli di screening psicologico e l’adozione di interventi infermieristici centrati sulla persona contribuiscono al miglioramento della qualità assistenziale e della soddisfazione del paziente.

RICONOSCIMENTO E GESTIONE DELL’ANSIA NEI PAZIENTI ADULTI IN PRONTO SOCCORSO: IL RUOLO DEGLI INFERMIERI

RAMON, ALICE
2024/2025

Abstract

Background: L’accesso al Pronto Soccorso (PS) rappresenta frequentemente per il paziente adulto un’esperienza caratterizzata da elevata vulnerabilità emotiva. L’insorgenza improvvisa di sintomi, il dolore acuto, la percezione di gravità della condizione clinica, l’incertezza diagnostica, i tempi di attesa prolungati e l’esposizione a un ambiente ad alta intensità assistenziale costituiscono fattori predisponenti allo sviluppo di ansia anticipatoria. Tale condizione non si configura come un semplice disagio soggettivo, ma è associata a modificazioni fisiologiche, psicologiche e comportamentali che possono influenzare la percezione del dolore, la collaborazione del paziente e la qualità dell’esperienza assistenziale. Obiettivo: Lo scopo di questa revisione è di analizzare la letteratura scientifica relativa al riconoscimento e alla gestione dell’ansia nel paziente adulto in Pronto Soccorso, con particolare riferimento al ruolo infermieristico e all’efficacia delle strategie assistenziali non farmacologiche, per garantire un’assistenza più centrata sulla persona e aumentare la soddisfazione del paziente. Materiali e metodi: È stata condotta una revisione narrativa della letteratura con approccio sistematico secondo le raccomandazioni PRISMA. Sono stati inclusi 13 studi pubblicati negli ultimi 5 anni, in lingua italiana o inglese, selezionati mediante consultazione della banca dati PubMed. La qualità metodologica è stata valutata attraverso le checklist CASP. In particolare, sono stati inclusi 3 studi osservazionali (1,10,12), 1 studio cross-sectional (4), 1 studio retrospettivo (3), 3 studi sperimentali e randomized controlled trial (5,8,9), 1 studio mixed-methods (6), 1 studio qualitativo (13), 2 revisioni della letteratura (2,11) e 1 studio su fattori ambientali e percezione dell’attesa (7). Risultati e discussione: La prevalenza di sintomi ansiosi nei pazienti adulti in PS varia dal 30% al 40%, con una percentuale del 32,7% di pazienti con punteggi clinicamente significativi alla GAD-7 (1). I fattori associati includono età compresa tra 40 e 59 anni, livello di istruzione medio-alto, presenza di disturbi muscoloscheletrici, percezione soggettiva di gravità della malattia, tempi di attesa prolungati e caratteristiche ambientali. Gli interventi infermieristici non farmacologici, tra cui comunicazione terapeutica, educazione sanitaria, rinforzo positivo, musicoterapia, modifiche ambientali e supporto familiare, si sono dimostrati efficaci nella riduzione dei livelli di ansia e nel miglioramento dell’esperienza di cura. L’ansia nel paziente adulto in PS rappresenta un fenomeno clinicamente rilevante che richiede riconoscimento precoce e gestione strutturata. L’integrazione di protocolli di screening psicologico e l’adozione di interventi infermieristici centrati sulla persona contribuiscono al miglioramento della qualità assistenziale e della soddisfazione del paziente.
2024
RECOGNITION AND MANAGEMENT OF ANXIETY IN ADULT PATIENTS IN THE EMERGENCY DEPARTMENT: THE ROLE OF NURSES
anxiety
adult patient
nursing care
emergency department
anticipatory anxiety
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