This thesis explores the possibilities for decolonising feminist practices, starting from an analysis of the relationships between migration, labour and anti-racist trade unionism in the city of Padua. Through the theoretical framework of racial capitalism, coloniality and decolonial feminism, the research interprets borders and migration regimes as contemporary mechanisms for producing precariousness and the differential organisation of the migrant workforce, particularly in the cleaning and outsourced services sectors. Adopting a situated and qualitative perspective, the study analyses the alliances between migrant women organised within trade unions and local feminist collectives, highlighting both their potential and the tensions linked to the production of knowledge, representation and epistemic hierarchies. The research argues that the organisational practices of migrant women constitute privileged spaces for critically questioning the dominant forms of contemporary European feminism and for constructing decolonial political practices.

Questa tesi esplora le possibilità di decolonizzazione delle pratiche femministe a partire dall’analisi delle relazioni tra migrazione, lavoro e sindacalismo antirazzista nella città di Padova. Attraverso il quadro teorico del capitalismo razziale, la colonialità e del femminismo decoloniale, la ricerca interpreta le frontiere e i regimi migratori come dispositivi contemporanei di produzione della precarietà e di organizzazione differenziale della forza lavoro migrante, in particolare nei settori della pulizia e dei servizi esternalizzati. A partire da una prospettiva situata e qualitativa, il lavoro analizza le alleanze tra donne migranti organizzate in ambito sindacale e collettivi femministi locali, mettendo in luce tanto le loro potenzialità quanto le tensioni legate alla produzione del sapere, alla rappresentazione e alle gerarchie epistemiche. La ricerca sostiene che le pratiche organizzative delle donne migranti costituiscono spazi privilegiati per interrogare criticamente le forme dominanti del femminismo europeo contemporaneo e per costruire pratiche politiche decoloniali.

Descolonizando el feminismo desde el sindicalismo antirracista: Etnografía del trabajo migrante y las alianzas decoloniales en Padova

GONZALEZ ACOSTA, MARYURI DE LOS ANGELES
2025/2026

Abstract

This thesis explores the possibilities for decolonising feminist practices, starting from an analysis of the relationships between migration, labour and anti-racist trade unionism in the city of Padua. Through the theoretical framework of racial capitalism, coloniality and decolonial feminism, the research interprets borders and migration regimes as contemporary mechanisms for producing precariousness and the differential organisation of the migrant workforce, particularly in the cleaning and outsourced services sectors. Adopting a situated and qualitative perspective, the study analyses the alliances between migrant women organised within trade unions and local feminist collectives, highlighting both their potential and the tensions linked to the production of knowledge, representation and epistemic hierarchies. The research argues that the organisational practices of migrant women constitute privileged spaces for critically questioning the dominant forms of contemporary European feminism and for constructing decolonial political practices.
2025
Decolonizing feminism through anti-racist trade unionism: An ethnography of migrant labor and decolonial alliances in Padua
Questa tesi esplora le possibilità di decolonizzazione delle pratiche femministe a partire dall’analisi delle relazioni tra migrazione, lavoro e sindacalismo antirazzista nella città di Padova. Attraverso il quadro teorico del capitalismo razziale, la colonialità e del femminismo decoloniale, la ricerca interpreta le frontiere e i regimi migratori come dispositivi contemporanei di produzione della precarietà e di organizzazione differenziale della forza lavoro migrante, in particolare nei settori della pulizia e dei servizi esternalizzati. A partire da una prospettiva situata e qualitativa, il lavoro analizza le alleanze tra donne migranti organizzate in ambito sindacale e collettivi femministi locali, mettendo in luce tanto le loro potenzialità quanto le tensioni legate alla produzione del sapere, alla rappresentazione e alle gerarchie epistemiche. La ricerca sostiene che le pratiche organizzative delle donne migranti costituiscono spazi privilegiati per interrogare criticamente le forme dominanti del femminismo europeo contemporaneo e per costruire pratiche politiche decoloniali.
decoloniale
sindacato
femminismo
etnografia
antirrazzista
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/108713