Oggi viviamo un tempo in cui il confine tra il mondo fisico e quello digitale si fa sempre più impercettibile. Ci alziamo la mattina e la prima cosa che facciamo è prendere in mano il nostro smartphone, controlliamo le notifiche mancate e navighiamo nelle infinite schermate dei social network e così proseguiamo anche per il resto della giornata, dove in ogni momento di pausa, ma non solo, tiriamo fuori il cellulare dalla tasca, il gesto diventato automatico di un’abitudine che si è insinuata lentamente nella nostra vita. In pochi decenni, quella che prima era considerata tecnologia di nicchia, come il computer, è diventata un’infrastruttura invisibile nella vita quotidiana di miliardi di persone. Il mondo digitale ha introdotto forme inedite di partecipazione sociale ridisegnando, non solo i meccanismi di circolazione delle informazioni, ma anche i processi attraverso cui gli esseri umani costruiscono la propria identità. Accanto a queste innovazioni, tuttavia, si sono aperti nuovi spazi di vulnerabilità. Infatti, se in passato le preoccupazioni legate alla dipendenza da televisione o videogiochi erano perlopiù di ordine morale e considerate marginali, oggi la questione si pone in termini diversi. Piattaforme e browser che usiamo ogni giorno, fin dal principio sono concepiti per catturare e trattenere la nostra attenzione, dove likes e notifiche, non elementi casuali, ma il risultato di precise scelte di design pensate per massimizzare il nostro tempo di permanenza all’interno della piattaforma, spesso a scapito del benessere dell’utente. Le dipendenze tecnologiche nascono a partire da qui, da meccanismi progettati intenzionalmente. Riconoscere e comprendere questo passaggio, cambia profondamente la visione del compito della pedagogia in questo campo, il quale, risiede nel dotare le persone degli strumenti adatti per abitare il digitale in modo consapevole. In questo elaborato, capiremo che opporsi alla tecnologia non produce risultati perché essa non è neutrale ma al contrario, modella i comportamenti e trasforma il modo in cui, soprattutto i giovani, costruiscono la propria identità. L’educazione ha il compito di accompagnare la persona nello sviluppo di un rapporto consapevole e critico con il mondo digitale e, in questa prospettiva, la prevenzione rappresenta la forma di cura più efficace e vedremo che intervenire prima che si consolidino pattern disfunzionali produce risultati più duraturi e significativi. Il presente elaborato nasce dall’esigenza di guardare a questo scenario con occhi critici e si propone di farlo attraverso tre percorsi distinti ma profondamente intrecciati, partendo dalla ricostruzione della storia e dell’evoluzione dei nuovi media, per poi addentrarsi nel territorio meno esplorato delle dipendenze tecnologiche, fenomeno in rapida espansione che, ancora oggi, la ricerca scientifica fatica a definire con precisione. Infine, si vedrà il ruolo che la pedagogia è chiamata a svolgere in questa sfida, cercando di delineare metodi educativi efficaci e spunti di riflessione da cui partire.

LA DIPENDENZA DIGITALE Prevenzione e educazione al tempo dei Social Media

VIALE, BEATRICE
2025/2026

Abstract

Oggi viviamo un tempo in cui il confine tra il mondo fisico e quello digitale si fa sempre più impercettibile. Ci alziamo la mattina e la prima cosa che facciamo è prendere in mano il nostro smartphone, controlliamo le notifiche mancate e navighiamo nelle infinite schermate dei social network e così proseguiamo anche per il resto della giornata, dove in ogni momento di pausa, ma non solo, tiriamo fuori il cellulare dalla tasca, il gesto diventato automatico di un’abitudine che si è insinuata lentamente nella nostra vita. In pochi decenni, quella che prima era considerata tecnologia di nicchia, come il computer, è diventata un’infrastruttura invisibile nella vita quotidiana di miliardi di persone. Il mondo digitale ha introdotto forme inedite di partecipazione sociale ridisegnando, non solo i meccanismi di circolazione delle informazioni, ma anche i processi attraverso cui gli esseri umani costruiscono la propria identità. Accanto a queste innovazioni, tuttavia, si sono aperti nuovi spazi di vulnerabilità. Infatti, se in passato le preoccupazioni legate alla dipendenza da televisione o videogiochi erano perlopiù di ordine morale e considerate marginali, oggi la questione si pone in termini diversi. Piattaforme e browser che usiamo ogni giorno, fin dal principio sono concepiti per catturare e trattenere la nostra attenzione, dove likes e notifiche, non elementi casuali, ma il risultato di precise scelte di design pensate per massimizzare il nostro tempo di permanenza all’interno della piattaforma, spesso a scapito del benessere dell’utente. Le dipendenze tecnologiche nascono a partire da qui, da meccanismi progettati intenzionalmente. Riconoscere e comprendere questo passaggio, cambia profondamente la visione del compito della pedagogia in questo campo, il quale, risiede nel dotare le persone degli strumenti adatti per abitare il digitale in modo consapevole. In questo elaborato, capiremo che opporsi alla tecnologia non produce risultati perché essa non è neutrale ma al contrario, modella i comportamenti e trasforma il modo in cui, soprattutto i giovani, costruiscono la propria identità. L’educazione ha il compito di accompagnare la persona nello sviluppo di un rapporto consapevole e critico con il mondo digitale e, in questa prospettiva, la prevenzione rappresenta la forma di cura più efficace e vedremo che intervenire prima che si consolidino pattern disfunzionali produce risultati più duraturi e significativi. Il presente elaborato nasce dall’esigenza di guardare a questo scenario con occhi critici e si propone di farlo attraverso tre percorsi distinti ma profondamente intrecciati, partendo dalla ricostruzione della storia e dell’evoluzione dei nuovi media, per poi addentrarsi nel territorio meno esplorato delle dipendenze tecnologiche, fenomeno in rapida espansione che, ancora oggi, la ricerca scientifica fatica a definire con precisione. Infine, si vedrà il ruolo che la pedagogia è chiamata a svolgere in questa sfida, cercando di delineare metodi educativi efficaci e spunti di riflessione da cui partire.
2025
Digital Addiction Prevention and Education in the Age of Social Media
dipendenza digitale
prevenzione
educazione
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/108721