Il lavoro analizza come la Repubblica Sociale Italiana costruì e diffuse un’immagine del “nemico” per rafforzare la propria legittimità in un contesto di crisi politica e militare. La propaganda viene interpretata non come elemento secondario, ma come strumento centrale per creare consenso, orientare l’opinione pubblica e modellare l’immaginario collettivo. Dopo il 1943, in una situazione di forte dipendenza dalla Germania e di debolezza strutturale, il regime intensificò l’uso della propaganda, riorganizzando i suoi apparati e sfruttando soprattutto stampa e immagini per suscitare reazioni emotive. Questa comunicazione si basava su una contrapposizione netta tra un “noi” positivo e un “loro” negativo. Il primo capitolo ricostruisce il contesto storico e il funzionamento del sistema propagandistico, evidenziando il suo radicamento nella società. Il secondo capitolo analizza la costruzione del nemico: gli anglo-americani descritti come barbari, i partigiani e comunisti come “mostri” sovversivi, e gli ebrei e le persone di colore rappresentati secondo logiche razziste. L’obiettivo è mostrare come la propaganda contribuisca a definire la realtà sociale e politica, evidenziando il ruolo centrale della figura del nemico nei regimi autoritari per ottenere consenso e legittimazione.
La costruzione del consenso nel fascismo repubblichino: una prospettiva culturale e iconografica.
LUCCHESE, ANGELICA
2025/2026
Abstract
Il lavoro analizza come la Repubblica Sociale Italiana costruì e diffuse un’immagine del “nemico” per rafforzare la propria legittimità in un contesto di crisi politica e militare. La propaganda viene interpretata non come elemento secondario, ma come strumento centrale per creare consenso, orientare l’opinione pubblica e modellare l’immaginario collettivo. Dopo il 1943, in una situazione di forte dipendenza dalla Germania e di debolezza strutturale, il regime intensificò l’uso della propaganda, riorganizzando i suoi apparati e sfruttando soprattutto stampa e immagini per suscitare reazioni emotive. Questa comunicazione si basava su una contrapposizione netta tra un “noi” positivo e un “loro” negativo. Il primo capitolo ricostruisce il contesto storico e il funzionamento del sistema propagandistico, evidenziando il suo radicamento nella società. Il secondo capitolo analizza la costruzione del nemico: gli anglo-americani descritti come barbari, i partigiani e comunisti come “mostri” sovversivi, e gli ebrei e le persone di colore rappresentati secondo logiche razziste. L’obiettivo è mostrare come la propaganda contribuisca a definire la realtà sociale e politica, evidenziando il ruolo centrale della figura del nemico nei regimi autoritari per ottenere consenso e legittimazione.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/108738