Presupposti dello studio. I tumori del timo sono rare patologie che si localizzano quasi esclusivamente nel mediastino anteriore. Gli istotipi più comuni sono timoma e carcinoma timico. Il gold standard terapeutico è rappresentato dalla resezione chirurgica completa della neoplasia, ma negli stadi avanzati è difficile eseguire un intervento oncologicamente radicale d’emblée. Pertanto, in questi casi si raccomanda l’adozione di un approccio multimodale che preveda la somministrazione di una chemioterapia di induzione, anche se il suo utilizzo non è ad oggi standardizzato. Scopo dello studio. Con questo studio si vogliono analizzare gli effetti della terapia neoadiuvante sugli outcomes chirurgici e oncologici di pazienti affetti da neoplasia timica in stadio avanzato e valutare il significato prognostico di alcuni parametri raccolti, sia in termini di sopravvivenza che di risposta alle terapie. Infine, si valuterà la capacità di descrivere la risposta alla terapia di induzione delle stadiazioni TNM e Masaoka-Koga. Materiali e metodi. Abbiamo analizzato in maniera retrospettiva i dati clinici di 72 pazienti con neoplasia timica in stadio avanzato sottoposti a terapia di induzione seguita da intervento chirurgico con intento radicale tra il 2010 e il 2025 presso la Chirurgia Toracica del Policlinico Universitario di Padova. Per ciascuno sono state raccolte ed organizzate in un database su foglio Excel informazioni riguardanti la fase pre-induzione, la terapia di induzione e il periodo successivo ad essa, l’intervento chirurgico, i suoi esiti e il follow-up. I confronti statistici tra i gruppi sono stati effettuati utilizzando il Wilcoxon rank sum test, il Pearson χ² test e il Fisher’s exact test. Le analisi di sopravvivenza sono state condotte utilizzando le curve di Kaplan–Meier, confrontate con il Log-rank test. Infine, le relazioni tra le variabili dello studio e i parametri di sopravvivenza (OS e DFS) sono state esaminate tramite modelli di regressione di Cox univariabili e multivariabili. Risultati. La maggior parte dei pazienti (98%) sono stati operati con approccio open, ottenendo una radicalità chirurgica del 58%. Si sono verificati due decessi (2,7%) nei 90 giorni successivi all’intervento e il tasso di complicanze è stato pari al 42,8%. La sopravvivenza globale a 5 e 10 anni è risultata del 67,5% e del 51,9% rispettivamente e quella libera da malattia agli stessi time-points del 34,5% e 19,7%. Margini chirurgici negativi, risposta RECIST e diagnosi istologica di timoma sembrano essere fattori predittivi di sopravvivenza globale. Il confronto tra i responders alla terapia di induzione versus non responders non ha prodotto risultati significativi per gli outcomes a lungo termine, mentre lo stadio non metastatico alla diagnosi sembra essere predittivo di downstaging. La concordanza tra le stadiazioni TNM e Masaoka-Koga è risultata discreta (coefficiente K=0,404). Conclusioni. Il nostro studio ha dimostrato come la resezione chirurgica nei pazienti affetti da neoplasia timica e sottoposti a trattamento di induzione sia caratterizzata da buoni outcomes intra e perioperatori e ciò è concorde con la letteratura. Anche i risultati oncologici a breve e lungo termine sono comparabili con le maggiori casistiche nazionali e internazionali. Sottotipo istologico, risposta clinica alla terapia e radicalità chirurgica si sono confermati i principali fattori predittivi di sopravvivenza.

RUOLO DELLA TERAPIA DI INDUZIONE NEI TIMOMI IN STADIO AVANZATO

STRAZZABOSCO, SILVIA
2025/2026

Abstract

Presupposti dello studio. I tumori del timo sono rare patologie che si localizzano quasi esclusivamente nel mediastino anteriore. Gli istotipi più comuni sono timoma e carcinoma timico. Il gold standard terapeutico è rappresentato dalla resezione chirurgica completa della neoplasia, ma negli stadi avanzati è difficile eseguire un intervento oncologicamente radicale d’emblée. Pertanto, in questi casi si raccomanda l’adozione di un approccio multimodale che preveda la somministrazione di una chemioterapia di induzione, anche se il suo utilizzo non è ad oggi standardizzato. Scopo dello studio. Con questo studio si vogliono analizzare gli effetti della terapia neoadiuvante sugli outcomes chirurgici e oncologici di pazienti affetti da neoplasia timica in stadio avanzato e valutare il significato prognostico di alcuni parametri raccolti, sia in termini di sopravvivenza che di risposta alle terapie. Infine, si valuterà la capacità di descrivere la risposta alla terapia di induzione delle stadiazioni TNM e Masaoka-Koga. Materiali e metodi. Abbiamo analizzato in maniera retrospettiva i dati clinici di 72 pazienti con neoplasia timica in stadio avanzato sottoposti a terapia di induzione seguita da intervento chirurgico con intento radicale tra il 2010 e il 2025 presso la Chirurgia Toracica del Policlinico Universitario di Padova. Per ciascuno sono state raccolte ed organizzate in un database su foglio Excel informazioni riguardanti la fase pre-induzione, la terapia di induzione e il periodo successivo ad essa, l’intervento chirurgico, i suoi esiti e il follow-up. I confronti statistici tra i gruppi sono stati effettuati utilizzando il Wilcoxon rank sum test, il Pearson χ² test e il Fisher’s exact test. Le analisi di sopravvivenza sono state condotte utilizzando le curve di Kaplan–Meier, confrontate con il Log-rank test. Infine, le relazioni tra le variabili dello studio e i parametri di sopravvivenza (OS e DFS) sono state esaminate tramite modelli di regressione di Cox univariabili e multivariabili. Risultati. La maggior parte dei pazienti (98%) sono stati operati con approccio open, ottenendo una radicalità chirurgica del 58%. Si sono verificati due decessi (2,7%) nei 90 giorni successivi all’intervento e il tasso di complicanze è stato pari al 42,8%. La sopravvivenza globale a 5 e 10 anni è risultata del 67,5% e del 51,9% rispettivamente e quella libera da malattia agli stessi time-points del 34,5% e 19,7%. Margini chirurgici negativi, risposta RECIST e diagnosi istologica di timoma sembrano essere fattori predittivi di sopravvivenza globale. Il confronto tra i responders alla terapia di induzione versus non responders non ha prodotto risultati significativi per gli outcomes a lungo termine, mentre lo stadio non metastatico alla diagnosi sembra essere predittivo di downstaging. La concordanza tra le stadiazioni TNM e Masaoka-Koga è risultata discreta (coefficiente K=0,404). Conclusioni. Il nostro studio ha dimostrato come la resezione chirurgica nei pazienti affetti da neoplasia timica e sottoposti a trattamento di induzione sia caratterizzata da buoni outcomes intra e perioperatori e ciò è concorde con la letteratura. Anche i risultati oncologici a breve e lungo termine sono comparabili con le maggiori casistiche nazionali e internazionali. Sottotipo istologico, risposta clinica alla terapia e radicalità chirurgica si sono confermati i principali fattori predittivi di sopravvivenza.
2025
Role of Induction Therapy In Advanced Thymoma
Timomi
Chirurgia
Chemioterapia
Mediastino
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/108922